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La bambina siriana che balla quando sente gli spari

Aya è il nome di fantasia di una bambina siriana di 7 anni, che quando sente gli spari inizia a danzare. La piccola non riesce a resistere alla paura provocata da quel rumore. Il ricordo della morte di suo padre, ucciso davanti ai suoi occhi dai guerriglieri dell’Isis, è ancora troppo vivo per permetterle una vita più serena, ora che è scappata dalla guerra.

AYA, LA BAMBINA SIRIANA – Il tabloid tedesco Bild Zeitung racconta la storia di Aya, nel giorno in cui a Berlino si svolge la conferenza dei profughi della Siria. Aya, nome di fantasia cambiato dalla redazione per motivi di sicurezza, è una bambina di 7 anni che ora vive in una casa condivisa con diverse persone a Irbid, terza città della Giordania. La madre, Nojoud, si è rifugiata lì dopo essere scappata dalla Siria. La nuova residenza di questa famiglia siriana si trova a 40 chilometri da Zaatari, un enorme campo profughi dove si trovano fino a 100 mila siriani scappati dalla guerra civile che insanguina il Paese da ormai 3 anni e mezzo. Un dramma epocale testimoniato dai racconti della madre di Aya a Save The Children, l’organizzazione umanitaria che ora si occupa di questa bambina siriana, così come di tanti altri. In questo momento più di un milione di persone è scappato dalla Siria in guerra, e circa metà di questi profughi sono bambini o giovanissimi. La responsabile di Save The Children Giordania, Abeer Ziadeh, rimarca come molti di loro siano completamente apatici, incapaci talvolta di parlare o di abbandonare i loro soccorritori. Aya ricorda un tempo felice, quando stava a casa sua, una residenza più colorata e spaziosa dell’attuale, e la sua famiglia era al completo.

AYA E IL DRAMMA DEI PROFUGHI SIRIANI – La madre Nojoud rimarca come ora Aya abbia paura di lasciare la sua nuova casa in Giordania, e che spesso dorma male la notte urlando «Sangue, sangue! ». La piccola ha paura ogni volta che sua mamma deve lasciare la sua nuova residenza. La piccola ricorda in modo vivido l’uccisione del padre, un negoziante. Dopo aver aperto il negozio dove lavoravano, la madre e il padre di Aya sono stati raggiunti da diversi colpi di fucile. Nojoud è stata ferita alle gambe, mentre il padre è stato colpito mortalmente. Prima di spirare però è riuscito a coprire col suo corpo la figlia, così da nasconderla allo sguardo dei cecchini. Dopo essere uscita dall’ospedale, la madre ha deciso di abbandonare la Siria, trascinando sua figlia in un difficile viaggio a piedi lungo il confine tra Daara e Ramtha, in Giordania. Bild rimarca come negli occhi di Aya si possano scorgere i traumi di una generazione distrutta dalla guerra. Il 39% dei bambini fuggiti falla Siria soffrono di incubi, e solo la metà di loro è in grado di andare a scuola. Un bambino su 10 deve lavorare per sostenere la propria famiglia, e le bambine rischiano di sposarsi già a 12 anni, vendute per necessità dalle proprie famiglie a uomini facoltosi e senza scrupoli.

Photo credit: Save the Children UK