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La caccia ai membri degli squadroni della morte nazisti ancora in vita

Il centro Simon Wiesenthal ha consegnato alla Germania una lista di 80 persone ancora in vita che durante la II guerra mondiale avrebbero fatto parte degli squadroni della morte di Adolf Hitler. Le unità operative delle SS, Einsatzgruppe, erano incaricate di sterminare i nemici del Terzo Reich, ebrei, rom, comunisti e slavi, nelle nazioni conquistate dall’esercito tedesco. Secondo diverse stime le Einsatzgruppe uccisero centinaia di migliaia di persone, e furono le prime unità dell’esercito tedesco a sterminare gli ebrei utilizzando le camere a gas.

LA CACCIA AGLI SQUADRONI DELLA MORTE DI ADOLF HITLER – Il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung riferisce come il centro Simon Wiesenthal abbia consegnato al governo tedesco una lista di 80 persone, tra cui 4 donne, sospettare di aver fatto parte delle Einsatzgruppe delle SS. Queste truppe speciali avevano il compito di compiere uccisioni di massa nei territori invasi della Germania nazista durante la II guerra mondiale. Le Einsatztruppe der Sichereitpolizei e der SD, le unità operative della polizia della sicurezza e dei servizi segreti, erano unità scelte all’interno delle SS. Fondate nel 1938 come corpo speciale per la sicurezza e il controllo degli edifici governativi dell’Austria annessa alla Germania nazista, le Einsatzgruppe diventarono gli squadroni della morte dell’esercito tedesco nei paesi orientali conquistati durante la II Guerra mondiale. Dopo l’invasione della Polonia, queste unità operative furono incaricate di uccidere i nemici del Terzo Reich, a partire dagli ebrei, dai rom, dagli slavi e dai comunisti, sterminati in esecuzioni di massa.

IL COMMANDO DI HITLER E 80 PERSONE ANCORA IN VITA – I massacri sistematici degli ebrei, tramite utilizzo delle camere a gas, furono iniziati dalle Einsatzgruppe, i cui responsabili furono condannati durante il processo di Norimberga. Secondo il centro Wiesenthal ci sarebbero ancora 80 persone ancora in vita e in buona salute, nate tra il 1920 e il 1924, che durante la II guerra mondiale furono responsabili di centinaia di omicidi compiuti da questi squadroni della morte. La lista compilata dal centro Wiesenthal è stata affidata ai ministri della Giustizia e degli Affari interni del governo tedesco. L’esecutivo federale ha inoltrato il documentato all’Ufficio centrale di Ludwisburg, la struttura della Repubblica tedesca competente per la ricerca dei crimini nazisti. Secondo Süddeutsche Zeitung entro poche settimane ci potrebbero essere i primi riscontri, che in caso positivo porterebbero all’apertura di nuovi processi.

L’ORRORE DELLE EINSATZTRUPPE – Efraim Zuroff, il responsabile del centro Wiesenthal, aveva dichiarato l’anno scorso, durante una conferenza stampa convocata a Monaco di Baviera, di non poter credere che tutti i 3 mila membri delle Einsatztruppe fossero già decedute. Fino ad ora le ricerche degli ultimi nazisti ancora in vita hanno portato all’arresto del personale occupato nei campi di concentramento e sterminio, ma non ai militari addetti ai massacri sistematici nei paesi dell’Est Europa. Con l’invasione della Polonia sono iniziate le stragi compiute dagli squadroni della morte di Hitler. Nei primi mesi delle loro attività gli eccidi avvenivano dopo la conquista delle città invase dall’esercito tedesco. Gli ebrei, i rom, i comunisti o gli slavi che si ribellavano venivano portati con l’inganno presso le fosse comuni e poi uccisi in massa. Le Einsatzgruppe, per aumentare l’efficacia delle loro azioni, e per ridurne l’orrore che provocava danni psicologici ai responsabili dei massacri, sperimentarono le uccisioni via camera a gas. Nel 1941 gli squadroni della morte misero all’opera i Gaswagen, autocarri con delle camere sigillate dove venivano fatti confluire i gas di scarico del motore, che uccidevano le persone rinchiuse al loro interno.

 

 Photocredit: Hulton Archive/Getty Images