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Una nuova specie di balena scoperta nel Golfo del Messico

Le balene di Bryde sono sempre state una specie misteriosa e con il tempo e l’aumentare delle conoscenze sono state divise in diverse sottospecie, ora una cinquantina di balene che si credevano appartenere alla specie e che vivono esclusivamente nel Golfo del Messico, si rivelano come una specie diversa all’esame del DNA.

Una Balena di Bryde (Via Wikipedia)
Una Balena di Bryde (Via Wikipedia)

LE BALENE DI BRYDE –  Il nome lo hanno preso da Johan Bryde, console norvegese in Sudafrica e grande sponsor della pria stazione baleniera moderna nel paese. Sono diffuse nei mari caldi sulle sponde dell’Atlantico, in Africa e in America, sono esemplari di grande stazza e possono crescere fino a oltre i 15 metri di lunghezza e pesare fino a 40 tonnellate.

UNA SPECIE NUOVA – I 50 esemplari in questione però, a differenza delle presunte sorelle, vivono esclusivamente lungo un canyon sottomarino che dalla Florida Panhandle s’estende all’interno del Golfo del Messico, facendo l’unica specie di balena residente nel golfo. Ora gli esami genetici di alcuni di questi esemplari hanno rivelato che non si tratta di balene di Bryde, ma di una specie diversa e finora sconosciuta. Il che, considerando l’inquinamento del Golfo del Messico e il fatto che siano gli unici esemplari esistenti che si conoscano, ne fa automaticamente una delle specie più a rischio d’estinzione del pianeta. Per questo è stata avanzata la richiesta al governo americano per il loro inserimento nella lista delle specie a rischio d’estinzione.
MINACCIATE DALLE ESTRAZIONI PETROLIFERE – I test genetici hanno rivelato che sono parenti più prossime delle balene che nuotano nel Pacifico di quelle dell’Atlantico, abbastanza diverse da poter essere classificate come una specie diversa o una sottospecie. A distinguerle è anche il linguaggio, che i ricercatori assicurano essere unico, come lo può essere un dialetto sviluppato localmente. I test genetici hanno rilevato anche che un tempo erano molte di più, anche se non quando sia cominciato il loro declino, probabilmente provocato dalla caccia, che contro una popolazione stanziale come questa potrebbe aver avuto gioco fin troppo facile. Proprio il loro essere estremamente stanziali potrebbe averle salvate dalle conseguenze dell’inquinamento provocato dall’incidente alla Deepwater Horizon, che si trovava sopra un canyon vicino a quello frequentato dalle balene, una distanza che per ora sembra aver loro risparmiato conseguenze letali, ma che a gioco lungo potrebbe non essere sufficiente ad evitare conseguenze di lungo periodo, in particolare sui nuovi nati.