|

Ricatti per togliere i nomi dei vip dal libro di Lea Di Leo: due condanne

Il giudice monocratico di Marsala Roberto Riggio ha condannato a un anno e quattro mesi di reclusione Giuseppe Aleci, presidente e direttore commerciale di “Imart Edizioni” e  Gaspare Richichi, direttore editoriale della stessa casa editrice. Aleci e Richici sono stati condannati per tentata estorsione ai danni dell’attore Matteo Branciamore e dell’ex calciatore Fabio Galante. Erano accusati di aver tentato di estorcere denaro ad alcune persone che sarebbero stati conoscenti o clienti della pornostar trevigiana Lea Di Leo. A queste persone sarebbero state chiesti dai 10 ai 40 mila ero per depennare i loro nomi e i particolari dei rapporti sessuali con l’attrice hard dal libro scritto dalla Di Leo stessa, che sarebbe dovuto essere stampato dalla Imart.

Instagram/LeaDiLeo
Instagram/LeaDiLeo

Leggi anche: Lea Di Leo, la pornostar e il libro segreto

LE INDAGINI – A far partire le indagini fu un servizio della trasmissione Mediaset “Le Iene”. Le parti lese individuate dagli inquirenti furono l’attore Matteo Branciamore, noto per il telefilm «I Cesaroni», l’unico a costituirsi parte civile, l’autore-regista di «Mediaset» Giorgio John Squarcia, il rugbista Denis Dallan e i calciatori Reginaldo, Fabio Galante e Francesco Battaglia. Nel corso del processo, Lea Di Leo ha affermato che tra le personalità citate nella bozza del suo libro, mai pubblicato, figurava anche l’ex vice ministro dell’Economia Mario Baldassarre. Per i due imputati il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 2 anni di carcere.

(Photocredit: screesnhot via Youtube/SognandoLeadiLeo)