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Miss Italia, Rosaria Aprea ‘denuncia’ la «falsità» delle altre miss

Delusa dalle falsità delle altre ragazze in gara, dalla solidarietà di facciata e dai giudizi negativi espressi alle sue spalle. È l’amaro resoconto di Rosaria Aprea, modella 22enne di Macerata Campania, in provincia di Caserta, reduce dalla finalissima di Miss Italia vinta dalla siciliana Clarissa Marchese e già nota al pubblico per essere stata vittima delle aggressioni fisiche del suo ex fidanzato.

 

Rosaria Aprea vince le pre selezioni di Miss Italia(Foto da archivio LaPresse)

 

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«IO ACCUSATA DALLE ALTRE CONCORRENTI» – La drammatica storia personale (inevitabilmente) ha reso Rosaria oggetto di particolare attenzione da parte del pubblico e dei media, e le altre concorrenti sembrano non averla gradita. Ai giornalisti la miss casertana ha rivelato di essere rimasta «delusa» dalla «falsità» di alcune persone che hanno condiviso con lei i giorni del concorso di bellezza più prestigioso, a Jesolo. In privato ha parlato poi di «cattiverie» subite. «Ho nettamente avvertito sulla mia pelle il mugugno delle altre colleghe – ha detto Rosaria – che mi hanno accusato ingiustamente di essere favorita dalla mia cicatrice sulla pancia, simbolo nella lotta delle donne contro la violenza».

 

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«NEI MIEI CONFRONTI SOLIDARIETÀ DI FACCIATA» – Del caso parla Nino Materi sul Giornale. Anche la neo detentrice della corona di Miss Italia sembra essere stata infastidita dall’attenzione mediatica nei confronti della modella campana: «Mi permetta di non rispondere», avrebbe dichiarato ad Clarissa Marchese rispondendo ad una domanda di Leggo su Rosaria. Ancor più netto il giudizio di un’altra miss campana, Michelle, 28 anni, non ammessa però alla finalissima: «Ho conosciuto Rosaria durante le prefinali. Sono solidali con lei, ma il suo caso è oggettivamente un vantaggio. O meglio, diciamo, pure è un suo punto a favore». Infine, la dichiarazione di Rosaria al Giornale: «Intorno a me ho avvertito tanta ipocrisia: solidarietà di facciata davanti e giudizi negativi alle spalle. Mi sarebbe piaciuto proseguire nella mia battaglia, ma non è stato possibile».

 

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(Foto copertina da archivio LaPresse. Credit: Davide Stecconi)