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Le parole del cognato inguaiano Massimo Bossetti

In cinque pagine di ordinanza il gip Ezia Maccora liquida la condotta di Massimo Bossetti parlando di «Ricostruzioni diverse e confuse» e «comportamento incoerente in merito alla ricostruzione dei suoi spostamenti». Il carpentiere di Mapello si trova in carcere da tre mesi con l’accusa di aver ucciso Yara Gambirasio.

 

Foto: LaPresse
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LA TESTIMONIANZA DEL COGNATO – Dal provvedimento emerge ora un particolare di cui fino ad ora non si sapeva nulla, osserva il gip: «Ad esempio è significativa anche la circostanza che l’indagato non è riuscito a chiarire agli inquirenti le affermazioni del cognato Agostino Comi (fratello di sua moglie, ndr)». Comi, sentito come testimone la sera stessa del fermo «ha dichiarato di aver appreso direttamente dall’indagato, in un’occasione in cui avevano commentato insieme la scomparsa di Yara, che la sera del 26 novembre 2010 Bossetti “era transitato nella zona interessata e aveva notato la presenza delle forze dell’ordine”». Per il gip quindi la circostanza « «non è compatibile con la ricostruzione dell’indagato, che ha affermato di essere rientrato nella sua abitazione subito dopo il lavoro».