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Mia Ceran: il volto nuovo della tv italiana

Millennium, su Rai3, ha tante ambizioni quanti sono gli annosi errori in cui cadono e indugiano i talk politici, in Italia, da anni. Se poi fai parlare Salvini, l’effetto pomeriggio Sky, o Mediaset, è immediato. Con tanto di sonnellino, di siesta pomeridiana, perché televisivamente il segretario della Lega ha l’imprevedibilità di un carillon.

MiaCeranMillennium

MILLENNIUM ACERBO, MIA CERAN NO– Non vogliamo dare giudizi a un programma appena nato, che vive in studio la mancanza di originalità congenita alla tv generalista italiano, con un impianto di conduzione a tre, con una spalla troppo sacrificata e un’esterna, estremamente difficile da sostenere. Se il tridente pesa sugli equilibri di una squadra nei campi di calcio, figuriamoci dentro quel piccolo schermo.

Un’evidenza, però, è già sotto gli occhi di tutti. Mia Ceran, che già aveva rubato la nostra attenzione al moviolone di Agorà, dopo la “gavetta” a La 7 a L’aria che tira e In onda estate, alla prova del triplo salto mortale della conduzione – di fatto è lei a portare avanti il programma – se la cava alla grande. E’ subito a suo agio, ha i tempi giusti sia nel parlare che nell’interrompere, con lei persino frasi nostalgiche come “quando c’era la Lira eravamo il quarto paese industrializzato del mondo” riescono a non farti cambiare canale.

Ha la leggerezza che le consente la battuta cattivella all’ospite che propone una tesi indifendibile, così come il carattere di interrompere e mettere in contraddizione un Nobel (Dario Fo). Non invade lo schermo, lascia spazio alle altre, perché il timone dell’imbarcazione è saldamente nelle sue mani. Neanche le sue colleghe più brave, da Myrta Merlino a Giulia Innocenzi (che potrà non piacere a molti, ma davanti allo schermo, senza padrini e padroni, “spacca”), sanno comunicare quella sicurezza, quella consapevolezza, il senso dello studio e del ritmo. E tutto questo in una trasmissione che ha seri problemi, non facile da tenere sulle spalle, anzi da trainare.

MIA CERAN, UN NUOVO MODELLO DI TV? – Pur plaudendo all’idea del trittico femminile al comando, forse per rendere davvero la tv più femminile basterebbe crescere altre Mia Ceran, valorizzarle, cucire loro addosso dei programmi come spesso si fa con i colleghi maschi. Lei ha 27 anni, una naturale capacità di bucare il video, una professionalità e una competenza notevoli. Una risorsa preziosa, che peraltro sa stare davanti alla macchina da presa senza i facili ammiccamenti in cui le rare anchor-woman cadono, dal far da conduttrice-spalla al campione maschio al puntare sulla sensualità e sul rapporto “fisico” con lo spettatore. Anche nell’agone politico.

Ecco, Mia Ceran non è solo una nuova leva della tv. E’, forse, anche un nuovo modello di come si può stare in tv. Ogni martedì sera, su RaiTre, vedremo se saprà confermarsi.
In ogni caso questa sua originalità, nel porsi, rende il suo percorso ancora più interessante.