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Modena: il funzionario di Banca d’Italia che per 12 anni si è fatto bonifici per 3,2 milioni di euro

Si è bonificato oltre 3 milioni di euro sul proprio conto. Ora è stato scoperto. La Guardia di Finanza di Modena ha concluso le indagini nei confronti di un funzionario della Tesoreria della Banca d’Italia in servizio prima nella sede di Modena e poi in quella di Bologna, che per oltre dieci anni si è appropriato indebitamente di fondi pubblici per un valore complessivo di oltre 3,2 milioni di euro.

GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images
GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images

IL DIPENDENTE – L’indagine è partita dopo una segnalazione di operazione sospetta proveniente dal sistema finanziario e da un esposto presentato dalla stessa Banca d’Italia alle autorità. Ora i conti correnti del funzionario sono stati bloccati e l’uomo è finito sotto indagine. Il dipendente ricopriva un ruolo importante nell’organigramma della Banca d’Italia: era preposto al comparto di Sezione Tesoreria Provinciale dello Stato e dententore delle connesse deleghe e abilitazioni ad operare disponendo direttamente di fondi pubblici. L’uomo emetteva falsi ordini di bonifico di pagamento che sembravano essere stati emessi dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate e muniti del visto di esecutività della Ragioneria territoriale dello Stato. Gli ordini di pagamento aveva diverse causali di pagamento, ovviamente tutte inventate. Come se non bastasse, risultavano emessi in favore di beneficiari realmente esistenti, ma “ignari” e sicuramente privi di pretese creditorie verso l’Erario. L’indagato inseriva i ititoli con il beneficiario di fantasia, si faceva validare l’operazione dal proprio superiore e quando arrivava il momento di convalida dell’operazione sostituiva l’Iban di accredito, indicando il proprio ed entrando in possesso delle somme.

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LE OPERAZIONI – Dal 2002 al 2014 sono state individuate 20 operazioni, circa una all’anno. L’uomo è passato delle prime operazioni del 2002, durante le quali si bonificava decine di migliaia di euro fino a quelle più recenti che sono arrivate a raggiungere i 400 mila euro l’anno. L’ultima operazione  risale a febbraio e ammonta a circa 336 mila euro. Una volta appropriatosi delle somme, queste venivano poi munite del visto di esecutività della Ragioneria territoriale dello Stato. I familiari sono indagati per riciclaggio, mentre il reato contestato al funzionario è quello di peculato. Alla fine delle indagini sono state sequestrate somme per oltre 480 mila euro, orologi di valore, tre autovetture e una quota di un immobile di 80 mila euro. Inoltre è stato effettuato il sequestro di emolumenti/pensione nella misura consentita dai limiti di legge. Il funzionario ha ammesso le sue responsabilità ed è stato destituito dal servizio. Tutte le indagini sono state coordinate dalla dottoressa Marina della Procura di Modena in collaborazione con i vertici delle sede di Bologna della Banca d’Italia.

(Photocredit: GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images & LaPresse)