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Roberto Maroni indagato per contratti con Expo

Il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Busto Arsizio (Varese) per «induzione indebita a dare o promettere utilità» per presunte irregolarità in due contratti di collaborazione a termine. Per i pm il governatore avrebbe fatto pressioni per sollecitare le assunzioni di due persone a lui vicine. Ovvero, Mara Carluccio, ex collaboratrice al Viminale, in Eupolis (l’ente della Regione Lombardia per la ricerca, la statistica e la formazione) e Maria Grazia Paturzo in Expo2015 spa. Con il presidente della Regione, è indagato anche il capo di gabinetto, Giacomo Ciriello,  per la stessa ipotesi di reato (art.319 quater). Maroni, dal canto suo, ha detto di sentirsi «assolutamente sereno», sottolineando che si tratterebbe di due assunzioni avvenute in modo «assolutamente regolare, trasparente e legittimo».

 

Ombre su Expo
Roberto Maroni – Photocredit: Lapresse

 

IL COMUNICATO DELLA REGIONE –  «Sono assolutamente sereno e allo stesso tempo molto sorpreso: per quanto a mia conoscenza è tutto assolutamente regolare, trasparente e legittimo», ha replicato Roberto Maroni. Già in una nota dell’ufficio stampa del governatore leghista si spiegava come Maroni avesse «preso visione dei documenti relativi alla contestazione» dei pm e di essersi «reso immediatamente disponibile agli uffici del procuratore per chiarire la regolarità e la correttezza della questione». Nel corso della mattinata c’è stata anche una perquisizione a palazzo Lombardia.

LE ACCUSE –  Nell’avviso di garanzia firmato dai pm Eugenio Fusco e dal pm Pasquale Addesso, oggi notificato a Maroni e Ciriello, si spiega come i due avrebbero «abusato delle loro qualità e poteri», esercitando «pressioni» su «esponenti di Eupolis ed Expo 2015 spa» per far ottenere contratti a Mara Carluccio, in passato collaboratrice di Maroni al Viminale, e Mariagrazia Paturzo. «Non essendo riusciti a collocarle presso lo staff del Presidente, in quanto la loro assunzione sarebbe stata soggetta ai controlli della Corte dei Conti sulla Regione» – si legge nel provvedimento – Maroni e Ciriello avrebbero fatto pressioni per far ottenere due contratti a Carluccio e Paturzo. In particolare, Eupolis ha sottoscritto a favore della Carluccio un contratto di consulenza del valore di 29.500 euro all’anno, una «somma fissata dalla stessa per proprie esigenze fiscali». La seconda è stata invece assunta dalla società Expo 2015 spa con un contratto di 2 anni, che le garantiva uno stipendio di 5mila 417 euro al mese. Secondo l’accusa, i reati ipotizzati sarebbero stati commessi il 4 luglio 2014.

CHI È MARA CARLUCCIO – Come si spiega nel suo curriculum vitae (pubblicato nel sito del ministero dell’Interno), tra il 2008 e il 2011, Mara Carluccio ha avuto un «incarico di diretta collaborazione» con l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, «in qualità di consigliera nell’ambito della Segreteria del Ministro-Ufficio del Consigliere Diplomatico, per le politiche comunitarie e di genere, con particolare riferimento allo svolgimento delle attività internazionali dell’Unione europea e dei fora internazionali».

Come si legge sul sito ufficialeEupolis Lombardia è invece l’Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione di Regione Lombardia, «operativo dal 1° gennaio 2011 a sottolineare l’attenzione crescente alla conoscenza come fondamento dell’azione politica e amministrativa». Ha sottoscritto una convenzione quadro con il Commissario Generale di Expo Milano 2015 per supportare «la definizione e l’approfondimento del tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”», la «gestione delle relazioni internazionali in ottica di promozione della partecipazione dei Paesi ad Expo 2015», così come «l’attività tecnico amministrativa, in particolare nell’attività di informazione sugli sviluppi e gli avanzamenti nella preparazione dell’Esposizione».

La società Expo ha invece precisato come l’assunzione di Mariagrazia Paturzo sia stata fatta su indicazione del gabinetto del presidente della Regione. «Poiché le attività connesse alla gestione delle relazioni con le istituzioni hanno per loro natura intrinseca carattere fiduciario, Expo 2015 ha accolto la segnalazione di Regione Lombardia che ha indicato in Mariagrazia Paturzo il profilo idoneo al ruolo da ricoprire, data la sua provata esperienza in ambito istituzionale. L’incarico ha durata semestrale, con possibilità di rinnovo in funzione dell’effettivo svolgimento delle attività».

LE REAZIONI – Non sono mancate le reazioni politiche. «Maroni vada avanti con coraggio», ha replicato via Twitter Mario Mantovani, vice Presidente e assessore alla Salute della regione Lombardia, in solidarietà nei confronti dell’esponente del Carroccio.

 

Fiducia nell’operato di Maroni è arrivato anche dagli assessori della sua Giunta: ovvero, la responsabile alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione, Simona Bordonali, la titolare delle deleghe alla Cultura, Identità e Autonomie, Cristina Cappellini, così come da Cristina Cantù (Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato), Gianni Fava (Agricoltura), Massimo Garavaglia (Economia, Crescita e Semplificazione), Antonio Rossi (Sport e Politiche Giovanili) e Claudia Terzi (Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile).

Per Forza Italia è invece intervenuto Daniele Capezzone: «No ad attacchi forcaioli, occorre essere garantisti»:

 

«Chiediamo che il presidente intervenga immediatamente in aula per riferire sulla vicenda», hanno auspicato in una nota congiunta i capigruppo di Pd e Patto civico con Ambrosoli in Consiglio regionale lombardo, Enrico Brambilla e Lucia Castellano.

M5S: «IN CASO DI RINVIO A GIUDIZIO, SI DIMETTA» – La notizia dell’avviso di garanzia a Maroni è stata  rilanciata attraverso i social network anche dagli esponenti del Movimento 5 Stelle. Dal consigliere comunale di Milano Mattia Calise, al deputato Angelo Tofalo, fino all’attacco di Riccardo Fraccaro:

 

 

«Aspettiamo domani Maroni in Consiglio a spiegare e chiarire quanto sta accadendo: se dovessero essere confermate le ipotesi di reato con un rinvio a giudizio, ci aspettiamo le sue dimissioni immediate. Chi governa deve essere al di sopra di ogni sospetto», ha attaccato Giampietro Maccabiani, portavoce del Movimento 5 Stelle Lombardia. Secondo l’esponente pentastellato, quanto avvenuto con la perquisizione negli uffici della Regione e la notizia dell’avviso di garanzia «getta un’ombra inquietante sulla figura del presidente». Con tanto di paragone: «Nei fatti la Lombardia di Maroni si sta dimostrando esattamente identica a quella di Formigoni».

MARONI: «TUTTO REGOLARE, FIGURE DI RACCORDO» – Il presidente della Regione Lombardia ha spiegato propria versione dei fatti, sostenendo che quelle due assunzioni sarebbero avvenute in modo «regolare e trasparente» e che le due persone svolgerebbero mansioni «di raccordo» tra Milano e Roma per facilitare i lavori di Expo: «Ho ricevuto stamattina un avviso di garanzia da parte del dott. Fusco della Procura della Repubblica di Busto Arsizio. La fattispecie ipotizzata sarebbe ‘Induzione indebita a dare o promettere utilità’, per due contratti di collaborazione, stipulati peraltro non dalla Regione ma dalle società Expo ed Eupolis» – ha detto Maroni, che allontana da sé ogni accusa: «Sono assolutamente sereno e, allo stesso tempo, molto sorpreso. Per quanto a mia conoscenza, è tutto assolutamente regolare, trasparente e legittimo. Si tratta – spiega il presidente della Giunta – Di due contratti a termine per persone che svolgono, con mansioni diverse, attività quotidiana di supporto della Regione Lombardia dalla sede di Roma. La loro attività è finalizzata alla ottimizzazione e alla efficienza della macchina organizzativa in vista dell’evento Expo. In particolare, una figura professionale ha un preciso scopo di raccordo tra la Regione Lombardia e la Società Expo, mentre l’altra, di provata esperienza professionale, ha un ruolo di consulenza delle diverse tematiche organizzative legate a Expo. Sono, ribadisco, sereno e fiducioso che le cose verranno al più presto chiarite».