|

Bye bye, Italia: Indesit venduta agli americani di Whirlpool

Un altro pezzo di storia dell’industria italiana passa in mani straniere. L’Indesit, azienda di elettrodomestici fondata e guidata per cinquant’anni dalla famiglia Merloni, passa agli americani di Whirlpool, che si assicurano il pacchetto di maggioranza per 758 milioni di euro.

 

Corteo dei lavoratori INDESIT sfila tra le strade di Aversa(Foto: Marco Cantile / LaPresse)

 

CEDUTO IL 60% DELLE AZIONI – Whirlpool comprerà il 60% di Indesit, che corrisponde al 66% del diritto di voto. Poi lancerà un’opa sul flottante. Il prezzo sarà di 11 euro per azione. A vendere saranno tutti i membri della numerosa famiglia Merloni. Come spiega Simone Filippetti Sul Sole 24 Ore, cederà la propria parte la cassaforte Fineldo, controllata dal patriarca Vittorio Merloni e dai suoi quattro figli, venderà Ester Merloni, sorella di Vittorio, che detiene il 13% delle azioni al di fuori di Fineldo, e farà lo stesso anche Francesco Merloni, fratello di Vittorio e patron di Aristin Thermo, che controlla un pacchetto del 4,4%. La cessione di Indesit arriva a culmine anche di fratture interne alla famiglia di Fabriano, capace di portare l’azienda a diventare colosso europeo.

VENDE TUTTA LA FAMIGLIA MERLONI – I figli di Vittorio, i gemelli Andrea e Aristide, e le due sorelle Maria Paola e Antonella, si era infatti divisi a metà sul destino del gruppo, tra chi auspicava una cessione in blocco e chi invece cercava altre soluzioni. Quando è stata trovato un accordo è stata poi incaricata la banca Goldman Sachs di trovare un partner. Si era parlato di sette possibili acquirenti, poi scesi a cinque e infine a tre. A contendersi Indesit, oltre a Whirlpool, c’erano la svedese electrolux e i cinesi di Sichuan. Come spiega ancora il Sole 24 Ore, i cinesi sembravano i compratori più generosi visto che avrebbero offerto addirittura 17 euro per azione per entrare in un mercato in cui sono completamente assenti. Ma Whirlpool con l’azienda italiana aveva stabilito contatti da circa dieci anni e si mostra come acquirente (considerati anche gli incontri con sindacati e politici della Regione Marche) in grado di garantire meglio di altri le garanzie occupazionali.

(Foto copertina: Marco Cantile / LaPresse)