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I bancomat che si difendono come fanno gli scarafaggi

Scienziati dellUniversità di Zuirgo ETH hanno osservato i meccanismi di difesa degli scarabei bombardieri e ne hanno tratto spunto per una serie d’applicazioni.

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L’ESEMPIO ANIMALE – Lo scarafaggio bombardiere ha un sistema di difesa che gli permette di spruzzare acido caldo sugli aggressori. Il sistema è costruito su due camere separate che contengono due sostanze chimiche diverse che quando vengono a contatto producono molto calore e si espandono. La ricerca è stata presentata in un paper pubblicato dal Journal of Materials Chemistry.

L’IDEA SVIZZERA – Così i chimici svizzeri hanno realizzato un materiale a nido d’ape all’interno del quale sono trattenute le sostanze chimiche, separate solo da una sottile membrana. In caso di rottura del materiale le due sostanze chimiche vengono a contatto e producono la reazione. Il materiale non produce getti d’acido come gli scarabei, ma può produrre una schiuma arricchita all’occorrenza e comunque produce un picco di calore che arriva fino a 80°. Nel caso della difesa dei bancomat, una delle prime applicazioni che sono venute in mente ai ricercatori, con marcatori DNA per identificare eventuali scassinatori sui pannelli esterni o con pigmenti che macchiano le banconote nella cassaforte.

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VERSATILE E SENZA MANUTENZIONE – Il sistema ha grossi vantaggi, prima di tutti quello di non richiedere manutenzione o alimentazione elettrica e di non dipendere da altri dispositivi. Un’autonomia che lo rende utile anche in altri contesti, dalle barriere per repellere gli animati ad applicazioni varie quante le superfici che di devono in qualche modo difendere da attacchi umani o animali.  wrote in a Journal of Materials Chemistry paper.