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Boko Haram non si ferma più: trucidati in 300

Negli ultimi giorni hanno fatto notizia per il rapimento delle ragazzine,  le terribili stragi di cui si rendono responsabili hanno evidentemente minore impatto mediatico.

 Le 223 ragazze rapite in Nigeria saranno vendute come schiave

UN NUOVO MASSACRO – Nella notte di lunedì una banda di Boko Haram ha attaccato il villaggio di Gamboru Ngala, nei pressi del confine del Camerun, facendo strage dei suoi abitanti e incendiando gli edifici. La stessa identica modalità aveva accompagnato l’ormai noto rapimento di oltre 200 ragazzine ormai un mese fa a Chibok, che si trova a poche decine di chilometri dal teatro della nuova strage, nella regione settentrionale del Borno.

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L’ATTACCO NELLA NOTTE – Anche allora la colonna di Boko Haram che aveva rapito le ragazze ha attaccato con le stesse modalità i villaggi attraversati nella fuga, ma quella di lunedì è stata una vera e propria strage. Come sempre i militari nigeriani sembrano essere gli ultimi a venirne a conoscenza, e se il senatore Ahmed Zannah, originario della zona, conferma la presenza di oltre 300 vittime, per il ministero dell’interno di tratta di notizie tutte da verificare. Per verificare il rapimento delle ragazze ci misero più di una settimana.

NON RESTA NIENTE – Il villaggio, secondo le testimonianze, è stato quasi completamente distrutto ed è stato facilitato dal fatto che le forze di sicurezza normalmente presenti fossero state inviate alla caccia delle ragazze scomparse, che però secondo le informazioni raccolte dai parenti sarebbero già state portate oltre confine, in Ciad e Camerun. I Boko Haram sono arrivati a bordo di una colonna di mezzi e hanno aperto il fuco indiscriminatamente, distruggendo tutto quello che hanno trovato. L’attacco sarebbe durato circa 12 ore, tempo sufficiente a distruggere edifici e scorte alimentarie a fare strage di civili, molti dei quali sarebbero morti bruciati all’interno degli edifici dati alle fiamme, quelli che hanno provato a uscirne sono stati uccisi sul colpo.

L’IMPOTENZA DELLA POLITICA – Un’aggressività che si fa beffe della lentezza della politica, in particolar modo di quella nigeriana. Ieri a rubare la scena ci ha pensato una squallida esibizione della first lady, che prima ha pinato in televisione e poi ha fatto arrestare due dei parenti delle ragazze rapite che chiedevano al governo di darsi una mossa. Il rapimento delle ragazze a gioco lungo ha suscitato molto scalpore anche all’estero, al punto che il presidente americano Obama ha annunciato l’invio di un team di specialisti per assistere i nigeriani nelle ricerche. Ricerche che probabilmente finiranno nel nulla, se le ragazze sono già oltre confine è rimasto davvero poco da fare.