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George RR Martin difende lo stupro di The Game of Thrones

La popolare serie non manca di momenti trucidi e tra i numerosi intrighi c’è ampio spazio per ogni genere di pratica immorale, ma ad accendere la polemica sono le scene di stupro.

mappa game of thrones 1

LA SCENA DELLA POLEMICA – La scena nella quale Jaime stupra Cersei accanto al cadavere di loro figlio, frutto di un rapporto incestuoso perchè i due sono fratello e sorella, ha acceso la polemica negli Stati Uniti. A moltiplicarne l’effetto è stata anche la reazione della troupe impegnata nella realizzazione di questo grande successo, che si è buttata in bocca ai critici in ordine sparso.

LE RISPOSTE DELLA CREW – Il regista Alex Graves ad esempio ha detto che «alla fine diventa consensuale», mentre Nikolaj Coster-Waldau che ha interpretato lo stupratore alla richiesta se quello fosse uno stupro ha risposto «sì e no». Da qui un diluvio di critiche sul messaggio confuso che uno spettacolo del genere veicola ai fan, alla quale si è aggiunta la critica a due uomini per la loro incapacità nell’identificare correttamente uno stupro ove la volontà della donna sia prevaricata in tutta evidenza, che più che essere un problema della serie appare essere più in generale un problema di molti uomini.

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L’AUTORE DIFENDE LA PRODUZIONE – Più tranchant George RR Martin, l’autore della storia (A Song of Ice and Fire)  dalla quale è stata tratta la serie, che ha spiegato che le atmosfere di  Games og Thrones sono quelle di un medioevo brutale e che non avrebbe senso eliminare gli stupri dalla serie per rendere il racconto più politically correct. Tanto più che in un caso del genere sembrano non fare alcuna impressione né l’incesto né l’accoppiamento accanto al cadavere del figlio dei due, atti estremi e moralmente problematici almeno quanto uno stupro. Stupro che secondo l’autore fa parte della storia delle guerre e che non si può omettere da una storia epica centrata sulla guerra e sulla lotta per il potere in un contesto nel quale il sangue scorre a fiumi insieme a torture ed uccisioni.