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La scienza spiega le esperienze di premorte

Gli ultimi studi affermano: non c’è niente di mistico nelle visioni di tunnel, luci, e incontri con defunti

Niente misticismo. Le esperienze di premorte possono essere spiegate scientificamente. Ne sono convinti gli studiosi che sulle cosiddette esperienze ai confini della morte (conosciute anche con l’acronimo inglese NDE) hanno compiuto gli ultimi studi. “Molti dei fenomeni  possono essere spiegati biologicamente”, ha fatto sapere Dean Mobbs, neuroscienziato presso l’Università di Cambridge Consiglio. Mobbs e Caroline Watt dell’Università di Edimburgo hanno pubblicato su Science una dettagliata ricerca.

MALATI TERMINALI – La sensazione di essere morti – spiegano – non è limitata a esperienze di pre-morte vissute dai pazienti affetti dalla sindrome di Cotard. Il disturbo si verificherebbe anche a seguito di diversi traumi, come ad esempio durante le fasi avanzate di tifo e di sclerosi multipla, ed è stato scoperto sia legato a regioni del cervello come la corteccia parietale e la corteccia prefrontale.

VEDUTA DALL’ALTO – La paralisi da sonno, ovvero l’esperienza di sentirsi paralizzato mentre si osserva ancora dall’esterno il proprio mondo, è collegata a allucinazioni oniriche che possono provocare la sensazione di fluttuare sopra il proprio corpo. Gli scienziati spiegano che è possibile vivere quella sensazione stimolando l’area della corteccia tempoparietale destra.

FANTASMI, DEFUNTI, MOSTRI – Gli studiosi hanno anche spiegato gli incontri dei malati terminali con i defunti. Le persone affette dalla malattia di Parkinson raccontano di visioni di fantasmi, o anche di mostri. La spiegazione sta nel fatto che il Parkinson provoca un funzionamento anormale della dopamina, un neurotrasmettitore che può essere causa di allucinazioni.

MOMENTI DI VITA – Per quanto riguarda invece la sensazione di rivivere momenti di vita passata, il colpevole potrebbe essere il locus coeruleus, un nucleo situato tra tra il mesencefalo e ponte di Varolio, all’origine della maggior parte delle azioni della noradrenalina. Il locus coeruleus è fortemente connesso con le regioni cerebrali che regolano le emozioni e la memoria, come l’amigdala e ipotalamo.

SENSAZIONE DI EUFORIA – Le ricerche degli scienziati mostrano che un certo numero di medicinali possono causare l’euforia spesso sentita in esperienze pre-morte. La ketamina, ad esempio, è un anestetico che può anche innescare allucinazioni e le visioni fuori dal corpo. La ketamina agisce sul sistema degli oppioidi del cervello.

LA LUCE FUORI DAL TUNNEL – Infine, uno degli episodi maggiormente conosciuti come casi di esperienze di pre-morte è l’allucinazione che vuole il paziente si muova attraverso un tunnel verso una luce intensa. Anche se le cause specifiche di questo tipo di esperienza non sono chiare, la visione della luce dall’interno del tunnel può verificarsi quando il sangue e il flusso di ossigeno agli occhi è esaurito.