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Non ti faccio vedere come si muore in Africa

Che la violenza proceda veramente in nome d’Allah o di Gesù ha poca importanza, anche in Africa la religione è un pretesto esplosivo, che una volta innescato non si sa come fermare. Il settarismo può esplodere dove non sapevano nemmeno cosa fosse, spesso generato da goffi tentativi di coprire imprese criminali con più nobili intenti.

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“Io distruggo in nome di Gesù” è scritto sul muro di una moschea nella Repubblica Centrafricana demolita dai cristiani

IL RAPIMENTO DI MASSA DELLE STUDENTESSE – Nel Nord-Ovest della Nigeria 234 ragazzine tra i 16 e i 18 anni sono state rapite da una scuola dove stavano dando gli esami da giorni.Il governo nigeriano, che ha persino annunciato di averne liberate buona parte, ma non era vero e non si è nemmeno capito a che pro lo abbia fatto, visto che nella zona non si è ancora vista alcuna operazione militare od operazione di polizia per recuperare gli ostaggi. I rapitori potrebbero essere molto vicini a quelli che hanno prelevato Giampaolo Marta e Gianantonio Allegri, due sacerdoti italiani rapiti a inizio mese insieme a una suora canadese nel Nord del Camerun, a Maoura, dei quali non si è saputo più niente. Da Maoura o a Chibok, dove sono state rapite le studentesse ci sono meno di 200 chilometri in linea d’aria e un confine permeabilissimo. Sarebbero i Boko Haram, una setta islamica che imperversa in alcune regioni del settentrione nigeriano a maggioranza musulmana, che lo stesso giorno ha portato a termine e rivendicato un attentato che ha fatto 70 morti nella capitale Abuja. Il rapimento delle studentesse non lo hanno rivendicato, ma da un lato è nota la loro avversione per l’educazione secolarizzata e dall’altro non è storia nuova che i gruppi alla macchia rapiscano donne per usarle come domestiche o abusarne sessualmente.

UNA STORIA INCREDIBILE – Una quarantina delle rapite e poi caricate su alcuni camion, sono riuscite a fuggire mentre i loro rapitori si sono intrattenuti a uccidere e saccheggiare nei villaggi sulla via di fuga. I parenti delle altre hanno persino affittato delle moto per seguire la scia di sangue, in mancanza d’esercito e polizia. Non che la Nigeria manchi di militari e pure determinati, in quella stessa regione per combattere i Boko Haram han fatto più morti dei Boko Haram, ma evidentemente di mettere insieme una missione per salvare le povere bambine non è venuto in mente ne ai comandi militari ne a uno dei governi più corrotti d’Africa, anche se a differenza di molti altri, democraticamente corrotto. La Nigeria è infatti un paese estremamente pluralista sia etnicamente che religiosamente, metà musulmano e metà cristiano, ma per niente omogeneo, visto che sia i cristiani che i musulmani sono a loro volta divisi in culti diversi e spesso concorrenti, tanto che i Boko Haram rappresentano un’infelice eccezione che il governo ha sempre teso a minimizzare. La Nigeria è anche il paese più popoloso d’Africa e qualche migliaio di fanatici nascosti nel bush non turbano le sorti di un paese con 170 milioni d’abitanti e nemmeno le turbano le sofferenze dei nigeriani che abitano le regioni investite dalla violenza, da mesi sotto legge marziale senza grossi esiti, tanto che le rapite stavano nell’unica scuola aperta della regione, tutte le altre sono state chiuse proprio per evitare azioni del genere.