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Quelli che si spacciano per il padre di Michael Schumacher per andare a visitarlo

Durante il talk show di Günter Jauch andato in onda su ARD iera sera, la manager di Michael Schumacher Sabine Kehm ha detto che alla clinica universitaria di Grenoble alcune persone hanno provato a spacciarsi per Rolf Schumacher per riuscire ad andare a visitare l’ex campione di Formula 1. Circa due settimane fa infatti due uomini, probabilmente parenti di altri pazienti, hanno cercato di andare in visita dal pilota: «ci sono stati casi di persone che hanno tantato di entrare in terapia intensiva per scattare foto e girare video», ha detto la manager, la quale ha anche ribadito che il campione sta dando i primi segnali di coscienza, riporta Bild.

Rolf Schumacher (Foto: dpa Picture-Alliance)
Rolf Schumacher, padre dell’ex pilota di Formula 1 (Foto: dpa Picture-Alliance)

PICCOLI PROGRESSI – Per la Kehm, che dal 2000 è l’adetta stampa di Schumi e nel 2010 è diventata la sua manager, questi piccoli progressi «ci rendomo molto felici». L’ex pilota aveva subito un grave trauma cranico in seguito ad una caduta sugli sci a fine dicembre. Alla fine di gennaio è stata avviata la procedura di risveglio dal coma artificiale nel quale era stato indotto. All’inizio di questo mese la manager Sabine Kehm ha detto che Schumacher ha iniziato a dare i primi segnali di coscienza. Resta però il fatto che le previsioni sul futuro recupero del campione non siano ancora possibili.

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«MICHAEL STA ANCORA LOTTANDO» – Il mondo delle corse continua a nutrire le sue preoccupazioni per Michael Schumacher, infatti anche Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) si è espresso sulle condizioni dell’ex campione di Formula 1: «Michael e la sua famiglia sono persone a me molto vicine. Questo incidente è stato una tragedia». Todt, riporta Bild, si augura che Schumacher si riprenda il prima possibile, come ha dichiarato prima dell’apertura del Fia World Touring Car Championship in Marocco: «Michael sta ancora lottando. Combatte e possiamo solo pregare e sperare che le sue condizioni migliorino con il passare del tempo». Todt ha sottolineato il fatto che Schumacher fosse in buone mani all’ospedale universitario di Grenoble.