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Emanuele Cassani: il pilota 25enne morto nel circuito del Sic

Nel circuito di Misano Adriatico, dedicato alla memoria di Marco Simoncelli, un altro giovane pilota ha perso la vita a causa di un incidente. La vittima è Emanuele Cassani, 25enne di Faenza, travolto alla partenza del trofeo Bridgestone 600, primo round della Coppa Italia (Campionato italiano velocità). Non è il primo episodio tragico avvenuto nella pista riminese: il 5 settembre 2010 è morto anche il 19enne giapponese Shoya Tomizawa, durante il Gran premio di San Marino e della Riviera. Due anni fa, invece, la 28enne Alessia Polita era uscita dal circuito in pessime condizioni, costretta a restare  ed è rimasta su una sedia a rotelle.

Emanuele Cassani morte pilota Misano 2

 

EMANUELE CASSANI: IL GIOVANE PILOTA MORTO A MISANO – Stesso destino del Sic, il campione che perse la vita il 23 ottobre 2011 nel circuito di Sepang, in Malesia. Pochi secondi  dopo l’avvio della corsa, il 25enne Cassani è caduto, travolto da due altre moto, poco dopo essere stato coinvolto in un contatto in partenza. I soccorsi sono stati immediati, ma non sono bastati per salvagli la vita. Un altro giovane coinvolto nell’incidente è rimasto gravemente ferito, trasportato all’ospedale Bufalini di Cesena con l’elicottero del 118: non è in condizioni gravi. A raccontare la dinamica dell’incidente è la Gazzetta dello sport:

«Pilota amatoriale di buon livello, Cassani correva su una Yamaha 600 R6, con la quale in qualifica aveva ottenuto il secondo tempo. Allo spegnimento del semaforo, però, Cassani non è riuscito a scattare benissimo, venendo risucchiato dal gruppo. Pochi metri, neppure il tempo di arrivare alla staccata della prima curva, che la tragedia si è innescata: un contatto ha fatto perdere l’equilibrio a Cassani, che è caduto venendo travolto da due piloti che lo seguivano, troppo vicini per evitare l’impatto. Dalle testimonianze, pare che il pilota sia stato centrato nella zona del busto, ma sarà l’autopsia a decretare la dinamica.

Il 25enne, che gareggiava con il numero 96 e rappresentava il Motoclub Nuove Frontier, era considerato un pilota talentuoso, nonostante gareggiasse a livello amatoriale. Nello stesso trofeo aveva ottenuto lo scorso anno quattro podi, sempre al terzo posto (uno a Misano) e un quarto posto, in un totale di cinque gare disputate. In classifica aveva vosì chiuso al terzo posto. Tra le corse vinte, invece, c’era anche Mototemporada. Per poter correre e finanziarsi le gare, Cassani – residente a Imola – lavorava in un’azienda locale Anche perché, come ha ricordato il quotidiano sportiva, una stagione di Coppa Italia non ha costi irrisori: moto esclusa, serve una decina di migliaia di euro, tra spese per l’iscrizione e le trasferte e quelle per le gomme e la benzina. Lo ha ricordato anche il padre, come riporta La Repubblica: «Non avevamo i soldi né gli sponsor per aspirare al salto di qualità e di categoria. Per mantenere la passione, lui lavorava in una ditta di macchinari per ceramiche. La mia compagna gli preparava le tute, lo sosteneva. Per 15 anni io gli ho fatto da autista, da meccanico, da manager, da cuoco. Non rimpiango un minuto. E non ho neanche un rimorso »

L’INCIDENTE – Un’inchiesta è stata aperta per omicidio colposo, in modo da accertare eventuali responsabilità. Il padre del ragazzo, che aveva seguito il figlio anche a Misano per incoraggiarlo, ha spiegato: «Emanuele è morto facendo quello che gli piaceva di più. Correre in moto. Non do lo colpa a niente e a nessuno. Nemmeno a me stesso, che l’ho sempre assecondato, sostenuto, incitato, spronato». Dopo l’incidente, la direzione di gara ha sospeso la corsa e annullato le altre competizioni in segno di lutto.

GLI ALTRI CASI – Nella pista del Sic già un altro giovane aveva perso la vita nel 2010, i giapponese Shoya Tomizawa. Il decesso di Cassani arriva poi a pochi mesi di distanza dall’incidente che lo scorso 30 novembre, sulla pista del Sagittario di Latina, ha provocato la morte di Doriano Romboni. Vincitore di 6 gare nel Motomondiale, il pilota 44enne partecipava all’evento che avrebbe dovuto rendere omaggio proprio Marco Simoncelli, morto in Malesia il 23 ottobre 2011 sul tracciato di Sepang. Stessa dinamica per Romboni e Simoncelli, travolti dopo essere caduti in pista. in modo simile ha perso la vita Andrea Antonelli. A Mosca, durante la gara del Mondiale Supersport, il 25enne perugino è caduto sotto la pioggia battente ed è stato colpito da un altro pilota. Alcuni anni prima, il Motomondiale ha dovuto registrare anche la morte del giapponese Daijiro Kato, che il 6 aprile del 2003 a Suzuka si schiantò a 200 chilometri orari contro un muro di protezione. Il pilota nipponico morì dopo due settimane in coma.

(Photocredit: Gazzetta dello Sport)