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Bonus Irpef: tutti i risparmi nelle buste paga dei lavoratori

Un bonus che potrà arrivare fino a 722 euro lordi da maggio a dicembre 2014, per poi raggiungere gli 820 euro per l’intero 2015. Potrebbero esser questi gli importi massimi di risparmio della nuova curva delle detrazioni Irpef che sta studiando l’esecutivo Renzi, secondo le prime simulazioni sulle differenti classi di reddito. A renderlo noto è il Sole 24 Ore, in merito allo sgravio fiscale promesso dall’esecutivo e che interesserà i lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 26mila euro lordi annui. Non tutti però i contribuenti avranno uno sconto mensile di 80 euro, ha precisato il quotidiano economico. Il motivo? Dovrebbero essere i lavoratori che percepiscono tra i 21mila e i 26mila euro annui (lordi) quelli che potranno contare sui maggiori benefici. Per le altre classi i risparmi saranno inferiori.

busta paga bonus taglio irpef 1

IL BONUS IRPEF E I RISPARMI – Per ora si tratta soltanto di simulazioni e ipotesi di lavoro, sulle quali prosegue il confronto tra tecnici e Palazzo Chigi, in attesa del decreto da approvare il 18 aprile, subito dopo l’ok delle Camere al Def, il Documento di economia e finanza approvato in Consiglio dei ministri. Ma il quotidiano economico ha già fornito dati e cifre, spiegando come ad essere “premiati” saranno i redditi medi. Secondo le intenzioni dell’esecutivo – come confermato in conferenza stampa dal presidente del Consiglio – dovrebbe essere previsto un credito anche per i 4 milioni di lavoratori incapienti (ovvero chi non paga le tasse perché guadagna meno della soglia minima di 8 mila euro l’anno, ndr). Contribuenti che, date le nuove detrazioni e l’applicazione della prima aliquota al 23%, «si vedono azzerare l’imposta dovuta e che rischierebbero di perdere la possibilità di beneficiare dello sgravio promesso dall’esecutivo», ha chiarito il Sole 24 Ore.  Secondo il quotidiano per questa classe la no tax area potrebbe essere aumentata a poco più di 8100 euro. Per permettere loro di beneficiare del bonus promesso dall’esecutivo si potrebbe pensare a un’erogazione direttamente in busta paga dai datori di lavoro, per una somma pari al 9% del reddito fino a 4.100 euro, che comporterebbe un credito di 380 euro circa. Si spiega:

 

«Questa somma, poi, diminuirebbe al crescere del reddito per azzerarsi una volta toccato il nuovo limite della soglia di non tassazione. Per il prossimo anno si cambierà ancora: la no tax area potrebbe salire fino a 8.500 euro, per gli incapienti la percentuale da applicare alla prima fascia di reddito da zero a 4.250 euro annui salirà al 15% e potrebbe così generare un credito di 638 euro. Il bonus anche in questo caso si andrebbe via via ad azzerare una volta toccata la soglia degli 8.500. Come anticipato ieri, il credito agli incapienti sarà anticipato dai sostituti che recupereranno poi successivamente in compensazione le somme erogate»

TUTTI I BONUS – Per quanto riguarda, invece, le detrazioni Irpef il Sole 24 Ore ha chiarito come si preveda un aumento delle fasce di contribuenti che potranno utilizzare l’attuale detrazione in misura fissa. «Per l’anno 2014 gli attuali 1.880 euro resteranno fissi per tutti i contribuenti che guadagnano fino a 24mila euro», si legge. Ma quale sarà la fascia che beneficerà del bonus massimo? Per il Sole sarà la classe di reddito indicata a 24mila euro. Quelle superiori o al di sotto di questa soglia avranno benefici minori. «L’effetto andrà a ridursi, per annullarsi completamente a 35mila euro». Per quanto riguarda l’anno successivo salirà a 1.955 euro la detrazione a misura fissa, così come aumenterà – seppur di poco – fino a 24.500 euro, la soglia di reddito entro cui sarà spendibile. «Oltre questo limite, la detrazione tornerà a diminuire per azzerare ogni possibile beneficio a 55mila euro», ha aggiunto il Sole 24 Ore.

Irpef sgravi
Le simulazioni riportate dal Sole 24 Ore (clicca per ingrandire) – Photocredit: Sole 24 Ore

Il governo sta cercando una soluzione anche per i casi di perdita del lavoro prima dell’arrivo del bonus fiscale o di fallimento dell’azienda per la quale lavora il dipendente: il contribuente potrà recuperare il credito o la parte non percepita attraverso la dichiarazione dei redditi.