|

«L’Italia e il Sud Europa fuori dall’euro»

L’Italia fuori dall’euro così come il resto dei paesi del Sud Europa. Alternativa per la Germania chiede voti alle elezioni europee puntando l’indice contro i paesi incapaci di stare nell’unione monetaria senza chiedere soldi al ricco Nord. I no euro tedeschi dicono inoltre no ad una collaborazione al fronte anti moneta unica di Marine Le Pen e Wilders, a cui è associata anche la Lega Nord di Matteo Salvini.

FRANCE-BILLS-FEATURE

NO EURO CONTRO L’ITALIA – Alternativa per la Germania, la formazione no euro nata un anno fa per contrastare l’unione monetaria ha dichiarato i punti principali del suo programma elettorale in vista delle elezioni europee del prossimo 25 maggio. I sondaggi sono favorevoli e la bocciatura della soglia di sbarramento inferta dalla Corte costituzionale tedesca garantirà un pressoché sicuro ingresso all’Europarlamento per AfD. I no euro tedeschi rimarcano come l’attuale ripresa dell’unione monetaria sia illusoria, e per questo faranno battaglia perché gli stati incapaci di stare all’interno delle sue regole siano esclusi. Tra i paesi che devono uscire dall’eurozona per Alternativa per la Germania c’è anche l’Italia, insieme a tutte le nazioni della periferia in crisi quali Grecia, Portogallo e Spagna, con un dubbio sulla Francia. Anche Parigi, se non si riformerà mostrando di essere capace di avere un’economia compatibile con le regole dell’unione monetaria, potrebbe esserne esclusa.

NO EURO E LE PEN – Un addio della Francia garantirebbe l’opzione preferita dai no euro di Alternativa per la Germania. Insieme a Austria, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo la Germania potrebbe costituire un euro del Nord senza bisogno di assicurare trasferimenti delle proprie ricchezze alle altre nazioni del Sud, che non riescono a reggere la forza dell’economia teutonica. Le suggestioni del ritorno al marco tedesco sembrano essere accantonate in questo momento, anche se per AfD la priorità è distinguersi dal fronte no euro assemblato da Marine Le Pen. Alternativa per la Germania ha chiarito in modo oltremodo esplicito di non voler stringere alcun tipo di collaborazione con l’Alleanza europea per la Libertà, l’intesa tra le diverse forze di destra populista anti unione monetaria guidata dalla leader del Front National. Il leader di AfD Bernd Lucke ha rimarcato come non il suo partito collaborerà con formazioni di paesi che sono già fuori dall’euro, un modo implicito per indicare la sua preferenza per il gruppo dei conservatori e riformisti guidato al Parlamento di Strasburgo dai Tories di David Cameron. Nessuna collaborazione neanche con lo Ukip di Nigel Farage, che ha espresso molte riserve verso una collaborazione con la Le Pen.

LEGGI ANCHE:  L’Europa dei no euro

NO EURO E LA CRISI – Il compito principale di Alternativa per la Germania all’interno dell’Europarlamento sarà smascherare la realtà della crisi del debito sovrano. Secondo i no euro di AfD l’attuale ripresa è solo un’illusione, perché le ragioni alla base della crisi, ovvero l’eccessiva divergenza tra economie incapaci di stare sotto un’unica moneta, sono rimaste. Nel caso in cui i programmi europei proveranno a trasferire ricchezza dalla Germania verso il Sud i no euro faranno una battaglia feroce, perché il loro obiettivo strategico è l’espulsione dei paesi più deboli dell’eurozona. Una lotta che è in realtà, secondo AfD, un modo per aiutarli, visto che fuori dall’unione monetaria nazioni come Italia o Spagna potranno ricevere maggiori benefici rispetto agli svantaggi provocati loro dall’euro. I no euro hanno rimarcato in particolar modo come l’attuale ripresa della Grecia sia fabbricata dalla Commissione UE, accusata di truccare i conti di Atene per favorirne il ritorno sui mercati dei capitali. Secondo l’economista leader di AfD Lucke la Grecia attualmente avrebbe un deficit ben maggior rispetto al dato ufficiale, che renderebbe impossibile l’annunciato avanzo primario, le entrate superiori alle uscite di uno stato al netto degli interessi sul debito.

NO EURO E LA DESTRA – Alternativa per la Germania ha inoltre puntualizzato di essere un partito che si contrappone alle pulsioni radicali. In queste settimane sono state diffuse da diversi media tedeschi notizie che indicavano un forte coinvolgimento di alcuni dirigenti di AfD, in particolare i leader dell’organizzazione giovanile JA, in associazioni appartenenti al mondo del radicalismo di destra. Lucke ha sottolineato di aver spinto per le dimissioni di Benjamin Nolte, il vice presidente di JA, che in passato era stato coinvolto in un palese caso di razzismo, quando aveva deriso una persona di colore mostrandogli ripetutamente una banana. Alternativa per la Germania vuole però occupare gli spazi conservatori abbandonati dalla Cdu di Angela Merkel. AfD si è schierata contro il salario minimo introdotto dal governo Merkel, così come ha dichiarato la sua ostilità verso la doppia cittadinanza. L’essere a destra della Cdu per i no euro però significa dover combattere costantemente con accuse di estremismo, e il leader Lucke ha ribadito come il contrasto a chi non si riconosce nei valori democratici sarà costante all’interno dell’organizzazione. Un modo per evitare la demonizzazione di Alternativa per la Germania, un’altra ragione per cui i no euro hanno detto a formazioni come il Front National o lo Ukip giudicate come estremiste all’interno del più grande paese europeo.