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Berlusconi e l’«Operazione menisco»

Mancano ormai soltanto pochi giorni al 10 aprile, la data in cui il Tribunale di sorveglianza di Milano inizierà la discussione per decidere la sorte di Silvio Berlusconi, dopo la condanna definitiva per frode fiscale. La scelta sarà tra domiciliari e affidamento ai servizi sociali: se i legali del leader di Forza Italia hanno chiesto la seconda opzione, per legge i giudici avranno cinque giorni di tempo per sciogliere la riserva. A pochi giorni dalla sentenza, però, come ha spiegato il Fatto, l’ex Cav sembra cercare il modo per rinviare l’esecuzione della pena. Questa volta, come ha spiegato il quotidiano di Padellaro e Travaglio, si parla di intervento al ginocchio, che continua a dare problemi.

Legge elettorale Renzi Berlusconi

Se il menisco va operato,prima Berlusconi pretende ancora un incontro con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, al quale ieri ha telefonato per rassicurarlo sulla tenuta dell’intesa per le riforme, dopo l’aut aut di Renato Brunetta. Berlusconi ha smentito il suo capogruppo, che aveva minacciato di far saltare il patto se Renzi non fosse stato in grado di approvare l’Italicum prima di Pasqua. I toni avevano indispettito il presidente del Consiglio, tanto che Berlusconi ha deciso di telefonare a palazzo Chigi, dove il premier sta preparando il Def, per «chiarire che non intende affatto mettere in discussione l’intesa del Nazareno», come ha spiegato Repubblica. Ma Renzi adesso sembra fidarsi meno dello scomodo alleato, spingendo per ottenere fatti concreti, ovvero voti in commissione e in aula. Senza aver ancora dato alcun rassicurazione al leader azzurro sull’incontro, che Berlusconi pretende, come segno del riconoscimento politico del suo ruolo.

IL MENISCO DI BERLUSCONI – Come ha spiegato il Fatto, la notizia dell’esigenza di operarsi è arrivata ad Arcore di pomeriggio, dopo che già nella notte tra il 3 e il 4 aprile scorso Berlusconi era stato ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano per problemi al ginocchio sinistro. Il leader di Forza Italia aveva accusato forti dolori e il medico personale, Alberto Zangrillo, controllato la situazione, aveva consigliato ulteriori accertamenti. Nell’articolo di Carlo Tecce sul Fatto si ricorda come non sia la prima volta che Berlusconi soffra per i problemi al menisco:

«Il ginocchio di Berlusconi, raccontano con terminologia non propriamente tecnica, è infiammato perché le ossa sfregano, le giunture non reggono e i medici dovrebbero intervenire ancora. Accadde già sette anni fa, a novembre durante le regionali in Molise (saltò un comizio), e fu asportato un frammento di menisco: pare che Berlusconi avesse abusato del fisico da settantenne per una partitella a calcetto.

Proprio giovedì, la data in cui il Tribunale inizierà la discussione sul suo futuro (sospeso tra domiciliari e servizi sociali) potrebbe essere previsto il ricovero. Con i sospetti dei più maliziosi subito emersi, ha raccontato il Fatto. L’ex Cav non spinge per incontrare Renzi soltanto per il patto sulle riforme:

«Nonostante il menisco sia da sistemare (o da sfruttare per rinviare l’esordio da galeotto), l’ex Cavaliere pretende un colloquio per parlare anche di nomine: nelle prossime settimane i Cda delle società a partecipazione pubblica saranno rinnovati e il padrone di Mediaset non vuole restare in disparte, a digiuno», ha aggiunto il quotidiano diretto da Antonio Padellaro.

LA PROSPETTIVA DEI SERVIZI SOCIALI E LA CAMPAGNA ELETTORALE – Tutto mentre i suoi legali continuano a a cercare di garantirgli “l’agibilità politica”, trattando affinché possa tenere comizi e realizzare videomessaggi. Secondo l’avvocato Caterina Malavenda, intervistato dal Fatto, a Berlusconi dovrebbero essere concessi i servizi sociali. In questo caso, pochi sarebbero gli obblighi da seguire. Si legge: «Si tratta di un soggetto di quasi 78 anni, che deve espiare una condanna, la prima, di entità piuttosto modesta, posto che, con i benefici previsti, dovrebbe ridursi a nove mesi di reclusione. Avendone fatto richiesta, direi che è estremamente probabile che gli venga concesso di scontarla in affidamento in prova ai servizi sociali». Ma non solo: oltre al divieto di espatrio, a quello di frequentare condannati o tossicodipendenti (che si aggiungono alla perdita del diritto di elettorato attivo e passivo, ndr), non dovrebbero esserci altre limitazioni. E Berlusconi sarebbe così libero di fare campagna elettorale, seguendo gli orari previsti. Secondo Malavenda, tutto dipenderà dalle prescrizioni che gli verranno imposte: «Ma se non avrà l’obbligo di rimanere nella regione di residenza, potrà fare campagna elettorale in tutta Italia, nel rispetto degli orari di uscita e di rientro, se previsti e potrà comunque registrare videomessaggi senza alcuna limitazione».