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Italia: la situazione è sempre più grave e sempre meno seria

Morire ridendo è sempre meglio che morire e basta, ma sicuramente sarebbe preferibile sopravvivere.

A fare questa considerazione davanti un moribondo la risposta sarebbe scontata, ma questo non accade a farla in Italia, dove probabilmente si perderebbe in un marasma di “sì” “ma” “però” “quegli altri rubavano di più”.

La cosa bella è che siamo noi a farlo. Siamo noi con tutti quei ma a continuare a supportare il sistema che pure critichiamo, accettandone intrinsecamente i limiti e i problemi, ma a un livello talmente superiore che quelli (problemi e limiti) quasi diventano punti di forza, paradossalmente.

Siamo diventati i cani da guardia del potere, noi tutti cittadini, poiché accettando la discussione su alcune delle cose che invece dovrebbero cambiare con urgenza, accettiamo in fondo tutto: questo accade perché il metodo usato è sbagliato, sbagliatissimo, e rischia – come andiamo dicendo da sempre e sempre diremo – di creare una voragine democratica in questo paese, dovuta alla scarsità di consapevolezza delle nostre azioni politiche.

I rischi che questo accada potete capirli anche da soli: votare, agire senza sapere ciò che si fa ma solo sulle ali dell’entusiasmo è il modo migliore per finire nei guai, e intendo guai molto grossi. Ricordiamoci che la nostra situazione non è assolutamente delle migliori e che, checché vi dicano e checché ne pensiate, se non ci sarà un’ondata di consapevolezza generale (e per generale intendo a tutti i livelli, dalla cittadinanza “semplice” in più) il nostro destino sarà segnato.

E allora non ci sarà nessuno con cui prendersela, se non noi stessi. Nessun politico corrotto a cui addossare le colpe, nessuna casta da biasimare, nessun potere forte da odiare, solo un paese distrutto dalla noncuranza dei suoi cittadini, un paese in cui la situazione è sempre stata grave, tendente al gravissimo, ma mai seria. Mai.