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Matteo Renzi, i contributi e «la pensione pagata da noi»

Dopo la casa, i contributi. Libero va all’attacco di Matteo Renzi nel giorno in cui la storia dell’attico affittato per l’allora sindaco di Firenze da Marco Carrai finisce sul Corriere della Sera. Il quotidiano di Belpietro oggi invece riesuma la vecchia storia dell’assunzione di Matteo e della pensione pagata da Provincia e Comune:

matteo renzi pensione pagataMATTEO RENZI E LA PENSIONE PAGATA DA NOI – Giacomo Amadori, che aveva curato l’inchiesta su Marco Carrai, torna quindi sulla vecchia storia della Chil SRL:

Per anni Renzi è stato socio e lavoratore parasubordinato dell’azienda di famiglia, la Chil srl. Forse perché il co.co.co ha una contribuzione Inps bassa, non ha fondi previdenziali aggiuntivi e non matura Tfr. Il 27 ottobre del 2003, però, due giorni prima dell’annuncio della sua candidatura da parte della Margherita a presidente della Provincia, viene assunto come dirigente. La Chil gli paga i contributi sino all’elezione del giugno del 2004. Quindi tocca alla Provincia versargli le «marchette », parametrate sullo stipendio da dirigente e non su quello da precario.

Versamenti per i fondi compresi:

Il consigliere provinciale di Forza Italia Guido Sensi ha recuperato un documento da cui si evince, per esempio, che nel periodo compreso tra l’1 aprile e il 21 giugno del 2009 (fine del mandato) vengono versati per Renzi 2893,94 euro per il fondo di previdenza per dirigenti «Mario Negri», 906,61 per il Fondo assistenza sanitaria e 1185,27 euro a titolo di contributo per l’associazione «Antonio Pastore », altra ’assicurazione contrattuale. Terminato l’incarico in Provincia Renzi torna al lavoro dal 22 al 24 giugno 2009, periodoin cuiusufruisce di tre giorni di ferie, quindi ripiomba in campagna elettorale. L’1 marzo e il 28 marzo 2013 il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Francesco Torselli chiede lumi al vicesindaco di Firenze Stefania Saccardi sulla posizione previdenziale del Rottamatore.

Che risponde in modo piuttosto preciso e inequivocabile:

La donna elenca i rimborsi versati sino a quel momento per il Tfr alla Chil da Provincia (quasi 19 mila euro) e Comune (15 mila euro): in tutto circa 34 mila euro dal 2006 al 2013conunpicco di 5112 euro per l’anno scorso. Siccardi deve anche ammettere che «se al momento dell’assegnazione della carica fosse stato occupato con un rapporto di co.co.co il dottor Matteo Renzi non avrebbe avuto diritto ai contributi figurativi». Torselli ne trae una morale: «Sembra proprio che finché i contributi del “dipendente” Renzi li pagava l’azienda del padre, il premier aveva un contratto super- economico, mentre non appena il peso dei suoi contributi è passato sulle spalle dei cittadini, in famiglia hanno deciso di garantirgli una ricca pensione».