|

Barbara Lezzi: la senatrice della parentopoli 5 Stelle a Servizio Pubblico

Definire il Movimento 5 Stelle un partito nel quale ogni minimo sospetto sulla trasparenza di un militante o di un rappresentante in Parlamento può costare la carriera è probabilmente eccessivo, visto che anche tra i grillini a volte il fuoco amico tende a spegnersi e le minacce di espulsioni o processi pubblici per aver violato i rigidi regolamenti interni finiscono rapidamente nel dimenticatoio. È il caso della senatrice Barbara Lezzi, che ieri ha partecipato in studio alla trasmissione di La7 Servizio Pubblico per spiegare le ragioni dell’opposizione al governo di larghe intese e le perplessità sul programma di Matteo Renzi e che non più tardi di quattro mesi fa è finita al centro di una polemica per aver assunto come portaborse la figlia del suo compagno.

 

barbara lezzi servizio pubblico 1

 

LA PARENTOPOLI – Di parentopoli a 5 Stelle, si parlò allora. La Lezzi, quarantunenne leccese considerata una delle più vicine a Beppe Grillo, scelse la sua collaboratrice tra circa 20mila candidati che avevano inviato un curriculum al sito del Movimento, beccandosi l’accusa di non aver rispettato l’impegno etico sottoscritto in vista delle elezioni politiche del 2013 e che impegnava tutti i candidati del partito «a utilizzare sempre un criterio meritocratico nella selezione di qualsiasi posizione o incarico di competenza» loro o del futuro gruppo parlamentare, «utilizzando dove possibile un bando pubblico che preveda la massima trasparenza sui nomi e sui curriculum dei candidati e dei criteri di scelta adottati».

 

barbara lezzi servizio pubblico 2

 

LA POLEMICA – La reazione fu ovviamente molto accesa. Ma senza particolari conseguenze, considerato anche l’odierno via libera per la Lezzi alla partecipazione in un talk show. La diretta interessata giustificò la selezione della sua conoscente con la necessità di stabilire un rapporto di «estrema fiducia» con i propri collaboratori. «Molti di noi hanno scelto degli amici o degli attivisti, quindi con legami pregressi…», disse la senatrice. L’assemblea dei colleghi (riunitasi senza streaming) chiuse un occhio. Anzi due. Con buona pace di chi faceva circolare sulla stampa, anche a mezzo di mail anonime, dichiarazioni al vetriolo.

L’INTERVENTO – Dunque, l’invettiva anti-renziana in prima serata su La7. A Servizio Pubblico la Lezzi parla di un ministro dell’Economia scelto da Bruxelles. Di un’Europa che mette lo zampino nella composizione del governo italiano. Di un nuovo premier che parla indebitamente di rottamazione e cambiamento. Di evasione da addebitare soprattutto alla criminalità organizzata ed anche alla lobby delle slot machine che in realtà – spiega la senatrice 5 Stelle – nessuno vuole combattere.

 

(Fonte foto e video: Servizio Pubblico / La7)