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«Pier Paolo Brega Massone: il chirurgo della clinica degli orrori merita l’ergastolo»

Richieste di pena pesantissime per il chirurgo della clinica degli orrori, Pier Paolo Brega Massone, accusato di aver compiuto una strage per arricchirsi con i rimborsi ottenuti per gli interventi inutili ai danni di pazienti anziani.

santa rita

ERGASTOLO E ISOLAMENTO – L’ex primario della clinica Santa Rita di Milano, Pier Paolo Brega Massone, non ha esitato «per soldi» a eseguire interventi inutili «con mutilazioni» nemmeno di fronte a dei ”malati terminali”, dimostrando di non possedere ”il senso dell’umana pietà”. Lo ha spiegato il pm Grazia Pradella prima di chiedere l’ergastolo per il medico, accusato di quattro omicidi volontari e per  il collega Fabio Presicci, per Brega Massone c’è anche la richiesta ulteriorire di due anni e 6 mesi di isolamento diurno.

LE ALTRE RICHIESTE – I pm di Milano Grazia Pradella e Tiziana Siciliano hanno inoltre chiesto  la condanna a due anni per omicidio colposo per gli anestesisti Giuseppe Di Terlizzi e Gianandrea Bona, che erano presenti nel corso dell’operazione di una delle pazienti decedute poco dopo essere finita sotto i ferri; due anni e 1.000 euro di multa per l’ortopedico Renato Scarponi, accusato di frode al Sistema sanitario nazionale, e un anno e due mesi per l’infermiera Enza La Corte, che era legata sentimentalmente a Brega Massone.

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L’INDOLE MALVAGIA – Secondo il pm, Brega ha dimostrato una «indole malvagia» e «la sua coscienza non è la nostra di comuni cittadini e nemmeno quella di un medico». Mai un «ripensamento, mai una parola di commiserazione» verso i pazienti da parte di Brega, ha aggiunto il PM, ma sempre la rivendicazione delle sue abilità e capacità. La PM ha spiegato come l’azione dei chirurghi equivalga a una strage all’arma bianca, «cme una guerra»nella quale sono rimaste ferite 150 persone che invece si erano affidate ai medici per essere curate e almeno quattro morti.

LE ALTRE CONDANNE – Brega Massone, già condannato a 15 anni e mezzo di carcere per truffa e per un’ottantina di casi di lesioni ai pazienti (condanna che attende la conferma in Cassazione) è stato recentemente scarcerato per un vizio di forma, è ora a giudizio nel filone bis davanti alla prima Corte d’assise di Milano, dov’è imputato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà per le morti di quattro pazienti avvenute nel 2006. Si tratta di di Giuseppina Vailati, 82 anni, Maria Luisa Scocchetti (65); Gustavo Dalto (89), e Antonio Schiavo (85). Tutti, secondo l’accusa, portati sul tavolo operatorio senza alcuna giustificazione clinica per interventi inutili effettuati al solo scopo di monetizzare i rimborsi del Sistema sanitario nazionale per la clinica convenzionata Santa Rita, già ribattezzata «la clinica degli orrori».