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Ballarò ed il futuro del governo Renzi

BALLARÒ, L’INTERVISTA A MATTEO RENZI – Giovanni Floris s’incontra con Matteo Renzi all’interno del suo studio a Palazzo Chigi, con il neopresidente del Consiglio che ammette di non accorgersi del Vasari nello studio. Parlando del discorso al Senato sul coraggio di fare e rischiare, relativamente alle critiche sui contenuti Renzi spiega che oggi gli italiani siano desiderosi di giudicare i fatti con la necessità di superare il Senato. E sulla domanda relativa a chi si è rivolto, Renzi dice che Senato ed italiani sono la stessa cosa.


Il Presidente del Consiglio sostiene poi di essere rimasto stupito dai Cinque Stelle, dalla contestazione, delle dita schioccate, dalla scarsa voglia di collaborare mentre fuori dai palazzi stanno aspettando che le cose si facciano, senza bisogno di schioccare le dita come la famiglia Addams. Floris chiede a Renzi se teme il giudizio a medio termine sulle promesse con l’ex sindaco di Firenze che dice che per quanto riguarda la riduzione del cuneo fiscale attraverso la spending review e l’accordo con la Svizzera, un’una tantum usata già da Berlusconi (ha aggiunto Floris). Renzi svicola e parla della necessità di mettere on line su internet le spese della pubblica amministrazione. Floris spiega che in questo caso ci vuole un esperto in gestione aziendale per capire i numeri, con Renzi che rilancia dicendo che tra sei mesi a Ballarò lui dimostrerà che i concittadini si preoccuperanno dell’attività della pubblica amministrazione. Sul cuneo fiscale Padoan si è preso il giusto tempo per verificare i dati anche se le vie da seguire sono tre, come il taglio dell’irpef, un aumento nella busta paga con il taglio delle spese e la riduzione delle trattenute. L’idea è quella di rimettere soldi in tasca agli italiani affinché se ne senta l’effetto. Floris chiede chi è Padoan con Renzi che risponde spiegando che è una persona con cui lavoreranno insieme perché condividono l’idea di fondo di far girare denaro. I pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione attraverso il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti fornendo 60 miliardi di euro in circolo dando un effetto shock benefico ed immediato come avvenuto in Spagna. E per capire come si fa Renzi dice che tra 15 giorni si capirà come si arriverà ad avere questi soldi.

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BALLARÒ, LE PROPOSTE PER LA CRESCITA – Giacomo Vaciago, economista, spiega che dal 2006 ad oggi in Italia non è cambiato nulla dal punto di vista finanziario ed economico, aggiungendo che la questione del cuneo fiscale facilita solo le aziende che vogliono delocalizzare in Romania. Tramontano aggiunge dicendo che il governo Renzi viene osteggiato dal Pd ed i suoi membri non sono in grado di fare chiarezza sulle tasse e sulla prospettiva di una patrimoniale confermata dal ministro Poletti, che nega. Ferruccio De Bortoli, interpellato sulle minacce al governo di Matteo Renzi, spiega che secondo lui bisogna accelerare sulla riforma del titolo V della costituzione e della legge elettorale, aggiungendo che c’è molta confusione in un programma che di fatto non è chiaro e rischia di rendere tutti disoccupati al governo a dicembre con tempi di una riforma al mese. Ed il punto è che bisogna investire nella credibilità di questo Paese perché in caso contrario sono gli stranieri a non venire. La Camusso e la Ravetto poi parlano della questione del taglio delle tasse trovandosi in contrasto sulla questione relativa alla tassazione delle rendite finanziarie e la lotta all’evasione. Ed a seguire viene proposto un servizio sulla satira politica nella televisione italiana negli ultimi due anni, tra Napolitano, Monti, Letta e Renzi passando da Beppe Grillo e dal Movimento Cinque Stelle. ballaro (1)

BALLARÒ, I SONDAGGI DI NANDO PAGNONCELLI – Nando Pagnoncelli propone i risultati dei sondaggi settimanali curati da Ballarò dimostrando come gli italiani abbiano fiducia nel governo Renzi, nel Presidente del Consiglio e nella svolta del Partito Democratico. A patto però che dalle promesse si arrivi ai fatti concreti.

BALLARÒ, IL RITORNO SULL’INVESTIMENTO – Viene proposto un servizio relativo al ritorno sull’investimento negli studi proponendo storie di persone che spendono per studiare senza poter maturare il denaro impegnato fino all’esempio di un ragazzo che abbandona Economia e Commercio a Pisa per aprire un forno in Lunigiana. Il filosofo Masullo spiega che questo Paese mangia sé stesso e che bisogna dare una mano ai giovani che non sono i quarantenni, nati nell’illusione che i padri potevano salvarli da ogni pericolo, ma i ventenni che oggi sono stritolati dalla situazione tanto che non galleggiano più, come le papere senz’acqua che si trascinano pancia a terra. Masullo spiega poi che Renzi ha parlato della scuola in maniera estemporanea e parziale, con la scuola che non si ferma all’infanzia ma arriva fino ai licei. Poi le famiglie si perdono in scuole costose che sono frutto di speculazione, mentre le scuole vere sono quelle aperte a tutti in cui si può diventare un economista o un insegnante, senza andare alla Bocconi.

 

 

 

 

 

BALLARÒ, ARIA DI PATRIMONIALE? – Si torna dalla pubblicità con le nomine dei ministri, le domande agli autisti da assegnare, alla sfilata dei nuovi responsabili dei dicasteri, sulla bellezza delle donne in ruoli strategici come difesa, esteri e sviluppo economico. Salvatore Tramontano de Il Giornale parla delle promesse di Matteo Renzi dicendo che forse ha esagerato con le promesse. E certo il ministro (riferendosi a Poletti) che parla di tasse rischia di rovinare il governo con la promessa di tasse. Tramontano riprende poi la definizione di Poletti di prima che si è detto orgoglioso di rappresentare 12 milioni d’italiani, dimenticando gli altri 48. L’Europa poi ha concesso di sforare il limite solo in cambio di riforme. E non basta parlare di spending review ma basterebbe chiedere agli italiani cosa fanno da tre anni con tagli continui alle spese per aiutare le famiglie, servirebbe chiudere i rubinetti evitando le chiacchiere. E per finire, riferendosi al manuale Cencelli del governo Renzi, c’è il sospetto che viva ancora l’Unione, con la vera opposizione che viene dal Partito Democratico. Susanna Camusso ha detto di aver capito che si sta puntando verso l’equità e non si fa se non s’interviene sul patrimonio, le transazioni finanziarie e le grandi ricchezze. Il paese, continua il segretario Cgil, si prende le responsabilità quando si chiude la forbice della diseguaglianza perché parte del Paese ha preso la giusta responsabilità. E parlando della spesa pubblica, bisogna ricordarsi che questa riguarda anche la sanità, le scuole e l’assistenza. I lavoratori della Pubblica Amministrazione sono in blocco contrattuale da cinque anni, la Corte dei Conti sta chiedendo indietro i soldi degli aumenti. Per la Camusso bisogna legiferare in modo da evitare procedure e contenziosi. Inoltre bisogna tagliare i decreti attuativi che moltiplicano a dismisura i provvedimenti. Il ministro Poletti dice che la patrimoniale non è l’unica delle soluzioni possibili e, citando l’Imu, siamo in un meccanismo dentro quella logica che avrà un diverso meccanismo. E sulle leve, la palla passa ancora al ministro dell’Economia. E sul tema tasse, Poletti ha ripetuto le parole di Renzi sul programma difendendosi dalle parole di Tramontano. E per quanto riguarda i 12 milioni d’italiani, lui tutela la partecipazione del cittadino. Ed è giusto parlare di conflitto d’interessi ma bisogna ricordare che le imprese sono di 12 milioni d’italiani. Ferruccio De Bortoli dice che bisogna subito sgombrare il campo da dubbi ed essere chiari. Una patrimoniale per lui sarebbe un errore perché i grandi capitali scappano e pagano con lo sconto mentre pagano ancora i ceti medi. L’esempio sui bot è da escludere perché aumentarono i rendimenti. E basterebbe qualcosa che faccia scendere la fiducia nel Paese ed ecco che il Bot non serve più. De Bortoli incalza Poletti chiedendo quale sia la priorità rispondendosi da solo, dicendo che il primo passo è il taglio al cuneo fiscale (e Poletti dice si) ma che bisogna dare risposte dirette e certe ma presto con le coperture.

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BALLARÒ, IL VALORE DELLA VERITÀ – Secondo il filosofo Aldo Masullo l’Italia è in uno stato di sobrietà ed austerità. E per questo bisogna usare questi dati cancellando le ampollosità puntando sulle cose concrete. Renzi ha messo in piedi una rappresentazione teatrale in cui ognuno può fantasticare come vuole. Intanto tutti i cittadini dovrebbero raccogliersi in un discorso concreto non fingendo di poter fare ciò che non si può. Chiedere la fiducia significa avere fiducia e verità. Ed alla domanda sulla verità di Renzi, Peter Gomez interviene dicendo che bisognerebbe chiederlo a Letta, personaggio che ha subito l’omicidio politico di Renzi. E secondo il direttore del fattoquotidiano.it Renzi vuole buttare un po’ di soldi nelle buste paga prima delle elezioni europee. Ed appare evidente che il secondo passaggio sulle scuola ha un’altra funzione elettorale. Ed a quel punto, a settembre, gli italiani si dimenticheranno delle promesse e della legge elettorale. Poletti risponde alle critiche dirette dicendo che loro pensano che l’Italia può cambiare perché lo vogliono gli italiani perché vogliono dare il messaggio che ci vuole il protagonismo sociale e bisogna provare a farsi la domanda se l’Italia può fare qualcosa a partire dalla bottiglia di plastica da buttare. Peter Gomez, che prima parla di belle parole ma ricorda poi il fattarello delle coperture, lancia il sasso chiedendo a Poletti, presidenza di Legacoop, cosa pensa di fare nel caso di conflitti d’interesse tra presidenti di associazioni, cooperative e consumatori clienti dicendo che lui ha giurato sulla Costituzione Italiana e che è responsabile dei suoi comportamenti spiegando che lui tutela 12 milioni d’italiani.

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BALLARÒ, IL FUTURO DEL GOVERNO RENZI – E come accade da ormai da 48 ore, si parla delle prospettive future dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi che dovrà fare i conti con la voglia d’investimenti ed i paletti imposti dall’Unione Europea. Il ministro Poletti, interpellato sulle riforme, spiega che il governo ha a disposizione i soldi figli del taglio alla spesa, alla riduzione dello spread, al ruolo della Cassa Depositi e Prestiti che si fa garante della restituzione dei debiti maturati dalla Pubblica Amministrazione che risponderà dei propri soldi. Solo che in questo modo s’indebita la Cassa Depositi e Prestiti. Mecanismo normale, con Poletti che spiega che se il debito passa alla banca, allora in quel caso diventa davvero un debito. Infine sarà il pubblico a gestire il debito senza uccidere le imprese. Ferruccio De Bortoli spiega che le aspettative sono elevate e le coperture da trovare. Solo che a livello temporale mancano le coperture per garantire riforme immediate. E per questo ci siano troppe aspettative, ci sarà troppa carne al fuoco e bisognerà dire che qualcosa si potrà fare e qualcosa no, visto e considerato che il limite del tre per cento non sarà ricontrattabile, anche se la crescita non c’è neanche quest’anno, seppure sia contenuto il deficit grazie dallo spread basso causato dalla grandissima liquidità che cade sul Paese. Le promesse sono elevatissime e si spera che la sua energia possa dare una spinta al governo anche se le riforme non si fanno in pochi giorni. Susanna Camusso spiega che ad un certo punto sembrava che i miliardi piovessero da tutte le parti. Gli annunci sono interessanti ma non si capisce da dove vengano le risorse. Ed anche quest’idea che la soluzione arriverà dalla riduzione della spesa pubblica bisogna cambiarla. Poi c’è il limite del 3 per cento ed il Fiscal Compact che da solo vale 50 miliardi. Il tema vero è quello di decidere se abbiamo in proprio delle risorse e bisogna dire che esiste una parte del Paese che deve vedere un abbassamento fiscale mentre si devono far pagare le rendite finanziarie ed il rischio è che con questi begli annunci non si vada lontano. Poletti dicee la delega fiscale è in discussione ed una volta approvata il governo agirà. Ma dopo il confronto con Ncd sulla possibilità di alzare le tasse sulle rendite finanziarie, Poletti non risponde passando la palla al ministro competente ed a Matteo Renzi. Laura Ravetto ricorda che questo è il terzo presidente del Consiglio non eletto rammentando le promesse passate di Renzi. Forza Italia conferma che aiuterà il segretario del Pd sulle riforme ma sul merito, come opposizione, ricordando che i soldi della spending review sono già stati usati nella legge di stabilità. La parte delle imprese vale 100 miliardi, con 70 miliardi destinati ai debiti e 35 alla spending review. Ci hanno provato Monti e Passera e Letta e Saccomanni ma entrambe le coppie si sono scontrate con l’Europa. Ed il taglio della spesa lo può fare solo un politico perché sa dove sono le priorità. Il professor Giacomo Vaciago che ricorda come Enrico Letta, due settimane fa, disse che l’Italia è ancora fragile ma pronta per la ricostruzione. E per farlo bisogna puntare sugli investimenti, sul taglio della spesa pubblica e sulla necessità di arrivare a Bruxelles con piani chiari che permettano la spesa in deroga.

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BALLARÒ, L’IMITAZIONE DI FRANCESCA PASCALE – Virginia Raffaele, attrice che sostituisce Maurizio Crozza nella scheda di presentazione, imita Francesca Pascale, fidanzata di Silvio Berlusconi, lanciando battute sul costo di Veronica Lario, più costosa di Sergio De Gregorio, di Floris che si mette a sinistra perché sta a Raitre, di Dudù lasciato alle guardie del corpo, alle cene eleganti ed al prossimo matrimonio in cui sono stati invitati tutti tranne i grillini che fanno la consultazione pure sulla torta, mentre arriveranno falchi, colombe, comunisti. Viene poi presentato il disegno fatto dal fidanzato con Berlusconi e Renzi mano nella mano fuori da Palazzo Chigi. Vengono poi ripercorsi gli incontri tra i due fidanzati, Renzi e Berlusconi, che giocano e si fanno le promesse, con il «fidanzato» che si lamenta della presenza delle donne ottenendo la Guidi al governo. Ma la prestazione di Virginia Raffaele non sembra piacere al pubblico che sente la nostalgia di Maurizio Crozza.

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BALLARÒ, LA PRESENTAZIONE – Questa sera a Ballarò, il programma condotto da Giovanni Floris ed in onda a partire dalle 21.05 su Raitre si parlerà del governo Renzi, del giuramento alla Camera ed al Senato, delle polemiche suscitate dal discorso, delle coperture economiche, del rapporto con l’Europa, della squadra di governo. E prima della pubblicità viene proposta un’intervista a Pierluigi Bersani, la prima dal suo ritorno dopo l’operazione, nella quale spiega che l’operazione Renzi ha lasciato un’ammaccatura nel Partito Democratico dopo l’impegno di Enrico Letta a far ripartire il Paese. Paese che, ha continuato l’ex segretario, nonostante le difficoltà è sempre in grado di ripartire, aggiungendo che lui un governo così, di larghe intese, poteva farlo, ma che non ha voluto. E dopo la pubblicità, arriverà Francesca Pascale.

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BALLARÒ, GLI OSPITI – Tra gli ospiti in studio presenti il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, Laura Ravetto di Forza Italia, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, il direttore del Corriere della sera Ferruccio De Bortoli, il direttore de ilfattoquotidiano.it Peter Gomez, Salvatore Tramontano de Il Giornale, l’economista Giacomo Vaciago, il filosofo Aldo Masullo, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli. La copertina satirica è affidata all’attrice comica Virginia Raffaele in sostituzione di Maurizio Crozza che ha sottolineato la necessità per lui di concentrarsi sul suo Crozza ed il Paese delle Meraviglie, in partenza su La7 il prossimo 7 marzo.