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Gianni Chiodi: il governatore, «l’amica» e la sorella dell’amica

Non bastavano le ombre sulla selezione pubblica vinta da Letizia Marinelli, l’«amica» che il governatore abruzzese Gianni Chiodi ha ospitato il 15 marzo 2011 nella stanza 114 dell’hotel del Sole di Roma con i soldi dei contribuenti. E poi nominata Consigliera di Parità in Regione, tre mesi dopo. Anche la sorella dell’amante, Simonetta Marinelli, fu assunta con un contratto a tempo determinato, poche settimane più tardi.

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Letizia Marinelli, la consigliera di Parità della Regione Abruzzo

GIANNI CHIODI E LA PARENTE DELL’AMICA ASSUNTA DALLA REGIONE ABRUZZO – L’assunzione sarebbe stata decisa dall’assessore al personale e alle politiche di genere, Federica Carpineta: secondo alcune indiscrezione del quotidiano locale “Il Fatto teramano”,  potrebbe essere lei «l’altra amante del presidente Chiodi». Sul Fatto Quotidiano, invece, è Antonio Massari a spiegare come lo stesso marito dell’assessore Carpineta abbia definito la propria moglie «un’amica molto particolare del governatore», precisando di attraversare un momento di «grande amarezza» per la sua situazione coniugale. Vicende personali a parte, l’interesse pubblico è relativo alla questione assunzioni: «L’amica “molto particolare” del Presidente Chiodi infatti, in qualità di assessore, assume con chiamata diretta la sorella dell’amante di Chiodi», ha continuato Massari. Tutto poche settimane dopo l’ormai nota notte passata in albergo tra lo stesso presidente abruzzese e Letizia Marinelli, che sarà poi nominata dalla stessa Giunta come Consigliera di parità. Pochi giorni fa la donna aveva allontanato le ombre sull’incarico che le è stato assegnato: «L’adulterio non è reato, rispondo alla mia coscienza. Sulla selezione vinta non ho ricevuto alcun aiuto», aveva replicato al Fatto.  Ma la notizia dell’assunzione della sorella Simonetta, per un certo periodo passata dal suo stesso ufficio, ha già aperto nuovi interrogativi.

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Il palazzo della Regione Abruzzo. Ventiquattro, tra consiglieri e assessori, gli indagati nell’inchiesta sui rimborsi

Tutto mentre oggi il presidente abruzzese Chiodi sarà ascoltato in Procura sulla vicenda dei rimborsi, indagato insieme ad altri 24 tra consiglieri e assessori, tra accuse di truffa, peculato e falso. Dovrà spiegare il pernottamento dell’amante pagato con soldi pubblici. Intervistato dal Corriere della Sera aveva spiegato di aver pagato lui stesso in contanti quella notte in albergo (340 euro) e di aver presentato al suo ufficio indicazioni chiare: «Nel foglietto si indicava che la camera era stata occupata da due persone, perciò non so se la cosa sia sfuggita all’ufficio regionale o alla Ragioneria, stiamo ricostruendo, toccava a loro decurtare dal rimborso la spesa sostenuta per l’ospite», si era difeso. In pratica, accusando gli addetti regionali di aver fatto errori nella rendicontazione, emulando il leghista Roberto Cota nell’indagine delle spese pazze alla regione Piemonte e la vicenda delle mutande verdi.

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LA SORELLA DELL’AMANTE ASSUNTA – Chiodi dovrà spiegare ai magistrati anche l’affaire della nomina di Letizia Marinelli, sulla quale la procura ha aperto un’indagine bis. Ma non solo: come aveva riportato Repubblica, alla dottoressa Letizia Marinelli fu anche assegnato dal Commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi  un finanziamento di 1,5 milioni di euro per gestire la realizzazione di un “centro poliedrico per le donne”. Un progetto mai andato in porto (tanto che le risorse sono tornate al governo che le sta adesso riassegnando alla provincia dell’Aquila), rispetto al quale Letizia Marinelli aveva la responsabilità della spesa. «Nessun reato, ma certamente una scelta discutibile, sotto il profilo dell’opportunità, considerato che Marinelli e Chiodi erano stati amanti», ha denunciato il Fatto Quotidiano. Sul proprio profilo su Facebook, Letizia Marinelli continua a difendersi, allontanando responsabilità e ombre sul suo conto: «Io, carte alla mano, sono pronta. Dei fondi dell’Aquila, di chiarezza e trasparenza, ho intenzione di parlare e lo farò», ha spiegato.

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«Malgrado la lapidazione in pubblica piazza, non avrete e vedrete il mio sangue», ha continuato la donna. Ma non solo: «Posso dimostrare ogni cosa e la magistratura vaglierà, ma voi costruite il vostro pensiero sui fatti, non sulle chiacchiere da bar, non giudicate troppo presto, non sempre le cose sono come sembrano», ha aggiunto in un altro post. Se oggi è il giorno dell’interrogatorio di Gianni Chiodi, intanto, nei prossimi giorni saranno sentiti anche il presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano (Forza Italia) e il vice presidente della Giunta, Alfredo Castiglione.  Chiodi non è stato certo l’unico eletto della regione Abruzzo accusato di aver pagato con soldi pubblici il pernottamento di una donna: sempre il Fatto, alcuni giorni prima, aveva svelato come anche come lo stesso assessore Pagano avesse ospitato ben quattro donne, tra i 35 e 45 anni. Ma non solo: una di queste, svelò il quotidiano, entrò anche in affari con la Regione, come dimostra una fattura analizzata dagli inquirenti, per un importo di 943 euro. E come dimenticare le accuse che pesano sull’assessore abruzzese Luigi De Fanis, ha ricordato il Corriere della Sera, «talmente obnubilato dal sesso che arrivò a contrattualizzare la sua segretaria, chiedendole per iscritto di onorare quattro volte al mese il patto del talamo dietro lauto compenso».