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Libero, Woodcock e il gioco di parole del “caxxo”

Libero e l’allora suo direttore Vittorio Feltri sono stati assolti dalla Cassazione per un articolo in cui Feltri faceva battute piuttosto nette:

Nell’imputazione il giudice Pansini riporta un passaggio dell’articolo del giugno 2002: “Proprio un bel lavoro quello svolto dl sostituto Woodcock. Non sono un anglista, ma se ricordo bene wood significa legno e cock significa cazzo (e stupido). Non sono neanche un latinista, ma se ricordo bene, i romani, sicuramente sbagliando, dicevano: nomen omen. Amen”. Nell’imputazione relativa all’editoriale del 2006 il giudice Brambilla cita una frase di Feltri: “Nella faccenda conta molto l’attività di un pm che già si fece notare: Henry John Woodcock, un nome difficile da dimenticare non solo perché inglese ma anche per il significato; ha a che fare se non erro col cazzo”.

Anche il giudice di Vallettopoli Henry John Woodcock porta Berlusconi in tribunale e nel febbraio 2013 lo fa mettere sotto in per corruzione e finanziamento illecito ai partiti.
Anche il giudice di Vallettopoli Henry John Woodcock porta Berlusconi in tribunale e nel febbraio 2013 lo fa mettere sotto in per corruzione e finanziamento illecito ai partiti.

La motivazione della sentenza:

«Burlarsi del cognome altrui è atto di villania: ma la villania non è sanzionata penalmente ». La Corte di Cassazione fa una lezioncina di bon ton a Vittorio Feltri ma lo assolve (sembra quasi a malincuore) dall’accusa di diffamazione rivoltagli dal pm Henry John Woodcock. I fatti risalgono al 2006: il 17 giugno, Feltri, all’epoca direttore di «Libero », scrive un articolo in cui accosta scherzosamente il nome del magistrato alla parola «cock», che in inglese indica l’organo sessuale maschile. Scherzare, ha sancito ieri la Cassazione, non è ancorareato: «Il fattononsussiste ». La sentenza ribalta quelle di primo e secondo grado.