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Macintosh: i 30 anni della scommessa che divenne un successo

30 anni, anche se ad alcuni sembrano molti di più: è questa l’età dei Macintosh, i computer di Apple che hanno rivoluzionato il mondo dell’informatica. Prima del Macintosh c’erano i computer che usavano pochi audaci, la sua apparizione ha dato il via alla rivoluzione digitale, a cominciare da quella dell’editoria.

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LA MAGIA DI JOBS Le idee viste alla presentazione del Macintosh 30 anni fa non erano nuove e non erano originali, ma come accadrà ancora ai prodotti concepiti da Steve Jobs erano fuse e armonizzate in una macchina che prometteva di essere accessibile anche a chi non voleva impaRarare il linguaggio delle macchine per utilizzarle. Fu l’interfaccia grafica a fare la fortuna del Mac, l’idea di abbinare le icone all’uso di un mouse e di comandare la macchina toccando immagini sullo schermo invece d’inserire stringhe di comandi con la testiera. Il mouse era stato brevettato nel 1967 e presentato poco tempo poco prima abbinato a un’interfaccia grafica da XeroX, merito di Apple fu intuire le potenzialità di quell’abbinamento e proporlo per prima con forza.

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IN MIX PERFETTO – La macchina. poi era estremamente compatta, da design pulito, si poteva connettere alle prime stampe laser e usava come archivi rimovibili i dischi da 3,5 pollici della Sony, modernissimi. Un pacchetto destinato ad accendere una rivoluzione nell’editoria, che da allora non sarà mai più come prima.

 

SUBITO UNO SHOCK – Fece rumore fin dall’apparizione del primo spot durante il Super Bowl di quell’anno e spinse la concorrenza a gettarsi immediatamente a produrre una propria interfaccia grafica, nel 1985 sarà presentato sul mercato Windows 1.0, il programma con le finestre che si aprono con il mouse. Il Macintosh è poi diventato più semplicemente il Mac, mentre Windows è rimasto Windows. Sembra ieri per chi ha usato questi programmi e dispositivi, e invece sono passati ormai trent’anni da quando furono prodotti i primi computer con un’interfaccia human friendly.