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Kiev: la polizia sgombera e uccide

Continuano le proteste in piazza Maidan a Kiev e oggi la polizia ha deciso di sgomberare la piazza e le barricate, ma è già finita in tragedia e si piangono due vittime. Secondo ultime indiscrezioni di stampa, le vittime sarebbero almeno 5, come dice il coordinatore del centro medico dei contestatori, Oleg Musiy. “Per il momento, abbiamo contato 5 morti – ha detto Misiy alla radio filo-opposizione Hromadske -. Circa 300 persone sono state ferite da mezzogiorno”.

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DICE WASHINGTON – Si è mosso il Dipartimento di Stato americano, che ha comunicato di aver revocato i visti a diversi ucraini coinvolti «im risposta alle azioni prese contro i dimostranti a Maidan a novembre e dicembre dello scorso anno». Ma si sono mosse anche le forze dell’ordine di Kiev, che questa mattina hanno attaccato e rimosso le barricate e sgomberato la piazza.

HANNO PICCHIATO DURO – Non ci devono essere andati tanto per il sottile, attraverso i social network giungono immagini di pestaggi e persino di poliziotti che lanciano le molotov, una violenza che ha già provocato la morte di due uomini tra i manifestanti, anche se alcuni come Oleh Musiy, coordinatore del servizio medico che assiste i dimostranti ha detto che i morti sarebbero tre, due dei quali uccisi da colpi d’arma da fuoco. Un bilancio pesante per un solo giorno della protesta che da mesi contrappone europeisti e filo-russi, con i primi in piazza e i secondi al governo.

IL GOVERNO NEGA – Il primo ministro Mykola Azarov ha negato che i poliziotti impegnati in piazza fossero dotati di proiettili letali, ma Associated Press ha riportato la voce dalla procura della capitale che confermerebbe tra vittime di cui due uccise da armi da fuoco.

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DUE VITTIME CERTE – A parte la terza vittima, dei due attivisti sicuramente uccisi uno è stato ucciso da ferite multiple da armi da fuoco e il secondo sarebbe morto cadendo da un tetto. Su questa seconda morte ci sono due versioni, una che sia caduto mentre lanciava oggetti sulla polizia in strada, l’altra che sia stato prima picchiato e poi gettato dal tetto, come proverebbero le immagini del video di seguito, che per il momento non è stato verificato e che non è comunque chiarissimo nella parte finale del presunto omicidio.

LA SCELTA DI AZAROV – Molte fonti invece danno l’altra vittima per uccisa dai colpi di un cecchino, ma anche in questo caso al momento non è possibile avvalorare una tesi sull’altra. Di certo a Kiev la repressione sta picchiando duro, lo testimoniano le immagini che arrivano dalla piazza (attenzione, alcune molto crude) e l’indignazione dei dimostranti, che denunciano la responsabilità del governo nell’aver scelto la risposta violenta alla piazza.

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