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«Adam Kabobo graziato»: Libero anticipa la sentenza

«Kabobo graziato», titola oggi Libero nella cronaca di Milano raccontando il caso di Mada Kabobo, il cittadino ghanese che ha ucciso tre persone a colpi di piccone a Niguarda in quel di Milano. Secondo il quotidiano la sentenza è già scritta:

Le conclusioni del medico legale Marco Scaglione verranno discusse il 27 gennaio davanti ai giudici del Riesame: «Kabobo soffre di una psicosi schizofrenica grave e cronica e per curarlo la collocazione più adeguata è una struttura che consenta di attenuare la patologia». L’omicida va curato, insomma, anche se è tuttora «socialmente pericoloso e per questa ragione deve essere tenuto costantemente sotto controllo». Il 6 febbraio, davanti al gup Manuela Scudieri, è fissato l’inizio del procedimento (la difesa di Kabobo ha chiesto il rito abbreviato). A ottobre la perizia dello psichiatra Ambrogio Pennati e dalla criminologa Isabella Merzagora avevano stabilito che Kabobo è in grado di sostenere un processo perché, al momento dell’omicidio, la sua capacità di intendere e di volere «era grandemente scemata ma non totalmente assente ».


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Processo sì, carcere no, commenta il quotidiano:

Proprio in base allo sconto del rito abbreviato e all’ipotetico sconto per la seminfermità mentale, il futuro di Kabobo potrebbe risolversi con un periodo di detenzione di circa dieci anni in un ospedale psichiatrico al termine del quale tornare in libertà grazie all’eventuale perizia dei medici che certificasse l’eventuale guarigione e il venir meno della pericolosità sociale.

Insomma, un’ipotesi prematura ma che a Libero fa orrore come il cacio sui maccheroni.