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Vitalizi: tutti i soldi che regaliamo agli ex politici (e non solo)

Sergio Rizzo sul Corriere della Sera ci racconta oggi come funzionano ancora i meccanismi che regalano vitalizi ai politici italiani, a partire dalla lista di quelli elargiti nel Lazio. Che, scrive Rizzo, sono stati alla fine ottenuti dal MoVimento 5 Stelle di regione. La situazione è questa: nel dicembre 2013 sono stati pagati 266 assegni: ben 49 in più rispetto a quelli di tre anni prima per una spesa di un milione 635.917 euro. Il che significa 19 milioni 631.004 euro in un anno. Ovvero un terzo dell’intero bilancio regionale. L’infografica del Corriere sui vitalizi in Regione Lazio:

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Spiega il quotidiano che Valentina Corrado, grillina e presidente del Comitato di controllo contabile, ha ottenuto i dati che spiegano la situazione dal lato contabile, dopo che un emendamento bipartizan ha di fatto annullato la norma del governo Monti che annullava i vitalizi:

Il risultato è che ancora adesso nel Lazio c’è chi incassa l’assegno con le vecchie regole, ha cinquant’anni e con una sola legislatura. Durata, per giunta, meno di tre anni. Francesco Carducci, per esempio, capogruppo dell’Udc nel Consiglio regionale dal 2010 al 2013, compirà 51 anni il 13 gennaio prossimo: a dicembre ha avuto diritto a 2.467 euro netti. E poi Isabella Rauti, classe 1962, eletta nel 2010 nel listino Polverini, figlia dell’ex segretario missino Pino Rauti, e consorte dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, nominata a giugno del 2013 da Angelino Alfano consigliere per le politiche di contrasto alla violenza di genere: 2.611 euro. E l’ex assessore all’Ambiente della giunta di Renata Polverini Marco Mattei, 50 anni compiuti lo scorso 29 ottobre: 2.467. Stessa cifra per Paolo Cento (luglio 1962) ex deputato Verde, ex sottosegretario all’economia, «Er Piotta» per gli amici. Circa la metà dei 4.861 che spettano al suo ex collega di partito Angelo Bonelli, di soli venti giorni più giovane ma che in Regione ha fatto due mandati.

Poi c’è la questione dei doppi vitalizi:

Certo non l’unico a provare l’ebrezza del doppio vitalizio. Un sistema già di per sé assurdo, cui nessuno ha voluto mettere finora mano, che nella Regione Lazio ha prodotto rendite astronomiche a spalle dei contribuenti, complice un meccanismo di conteggio che ha dell’incredibile. Il vitalizio regionale, che dovrebbe essere abolito soltanto dalla prossima legislatura per essere sostituito da una pensione contributiva, si calcola su una base ancora più favorevole di quella del vitalizio parlamentare, e raggiunge il massimo dopo soli 15 anni. Si spiegano in questo modo casi come quello dell’ex missino Giulio Maceratini, che sommando le due pensioni riesce ad arrivare ancora più su di Gramazio, oltrepassando la soglia degli 11 mila euro netti al mese: 11.031, esattamente.

Cumulo inarrivabile per tutti gli altri numerosi centauri:

L’ex deputato e consigliere regionale della destra Oreste Tofani (10.830), gli ex presidenti regionali socialisti Bruno Landi (7.302), Giulio Santarelli (8.176) e Sebastiano Montali (5.258), l’ex sindaco di Viterbo Rodolfo Gigli (8.032), l’ex capogruppo del Pd in Regione e attuale sindaco di Fiumicino, Esterino Montino (8.565), l’ex onorevole comunista Giovanni Ranalli (8.696), l’ex sindaco di Latina, aennino, Vincenzo Zaccheo (7001), l’ex sindaco di Civitavecchia, democratico, Piero Tidei (5.731), l’ex coordinatore della segreteria Pd, Goffredo Bettini (6.978)…