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Maria Concetta Velardi: la donna uccisa nel cimitero da «un soggetto erotomane»?

Un «soggetto erotomane». Sarebbe questo il profilo dell’assassino di Maria Concetta Velardi, la donna di 59 anni che martedì scorso è stata uccisa a colpi di pietra nel cimitero di Catania. Secondo Lucia Patti, la consulente incaricata dallo studio legale Lipera, che assiste il figlio della vittima, chi ha ucciso Maria Concetta l’avrebbe fatto sulla base di «un amore ossessivo e non corrisposto».

Donna uccisa al cimitero di Catania, la scena del delitto

LE INDAGINI SULLA MORTE DI MARIA CONCETTA VELARDI – La donna è stata assassinata accanto alla cappella di famiglia, dove ogni giorno si recava per pregare sulle tombe del marito e di uno dei suoi figli. La famiglia ha assunto anche un investigatore privato per fare luce sul delitto che, al momento, rimane un giallo. Le indagini private avviate dagli avvocati che assistono il figlio della donna, Angelo Fabio Matà, si concentrano sul profilo tracciato dalla criminologa Lucia Patti: secondo le prime ipotesi al vaglio dei legali di Matà, ci sarebbe anche la posizione di un sessantenne che avrebbe voluto avviare una relazione con la vittima.

MARIA CONCETTA VELARDI, MORTA NELLA CAPPELLA DI FAMIGLIA – Nel frattempo, la squadra mobile della Questura sta ricostruendo la personalità e le frequentazioni della di Maria Concetta Velardi: ogni giorno la donna si recava nella cappella del cimitero dove sono sepolti suo marito Angelo e suo figlio Lorenzo, entrambi deceduti a causa di malattie incurabili. Ed è stato proprio Angelo Fabio, unico figlio di Maria Concetta, a trovare il corpo della madre dopo aver fatto ritorno dal bar dove si era recato per prenderle un caffè.

APERTA INCHIESTA CONTRO IGNOTI – Nel tardo pomeriggio di oggi, presso l’obitorio dell’ospedale Garibaldi, è previsto l’esame autoptico esterno sul corpo della donna. A eseguirlo saranno i medici legali Giuseppe Ragazzi e Antonella Milana, nominati, rispettivamente, consulenti di parte della Procura e della famiglia Matà, in qualità di parte offesa. Domani, invece, si terrà l’autopsia. Per i momento, l’inchiesta aperta sul caso dell’omicidio di Maria Concetta Velardi è stata aperta contro ignoti, quindi senza indagati, coordinata dal procuratore Giovanni Salvi e dal sostituto Giuseppe Sturiale.

IL MISTERO DEL BORSELLO DI MARIA CONCETTA VELARDI – Gli inquirenti della Questura non escludono che si sia tratta da una rapina finita in tragedia: al momento della sua morte, la donna aveva con sé un borsello contenente una discreta somma di denaro e alcuni effetti personali della sua famiglia: l’omicida potrebbe averlo portato via o, addirittura, potrebbe aver colpito con ferocia la testa della sua vittima con una grossa pietra lavica proprio per impossessarsene.

(Photocredit: Foto Andrea Di Grazia/LaPresse)