|

Il catfight a distanza tra Povia e Fiorella Mannoia su Facebook

Scontro su Facebook tra Povia e Fiorella Mannoia sul tema delle adozioni e sull’opportunità di affidare i figli ad una casa-famgilia, ad una coppia gay ed ad una coppia etero. Il cantante diventato famoso con il pezzo «I bambini fanno oh» ha chiesto alle donne di rispondere ad una domanda su cosa dovrebbero fare le donne in caso di morte col proprio figlio scatenando la risposta di Fiorella Mannoia che riporta la testimonianza di una donna adottata quando aveva sei anni:

catfight-povia-mannoiaIL MESSAGGIO DI POVIA – Giuseppe Povia si è rivolto così ai suoi fan sulla pagina Facebook postato una foto affiancata dal seguente annuncio:

Prima di morire ti chiedono a chi vuoi lasciare il tuo bambino: coppia gay, coppia etero o casa famiglia.

La coppia gay e la coppia etero sono entrambe equilibrate e la casa famiglia piena di persone preparate. Devi solo scegliere.

Dimmi, stai per morire, a chi lasci il tuo bambino per tutta la vita?

Qualunque risposta darai, vedrai che il coglione non sono io

La domanda, rivolta solo alle donne, ha scatenato una serie di commenti nei quali si applaudiva al cantante in grado di muovere le coscienze con una riflessione ritenuta profonda con Povia che ha risposto a tutti così:

Se dovessi scegliere non sceglierei una coppia gay, mai. O etero, o casa famiglia. Le coppie “strane” non vengono neanche prese in considerazione per l’adozione. Bisogna poi vedere cosa intendi per “strano” perchè qui di strani ce ne sono tanti;D

LEGGI ANCHE: Povia si unisce al Movimento 9 dicembre di Modena Nord

LA RISPOSTA DI FIORELLA MANNOIA – La riflessione in questione non è però piaciuta a Fiorella Mannoia che sempre su Facebook si è rivolta a Povia riportando la testimonianza di Claudia F., adottata all’età di sei anni in risposta a quello che è stato definito «un cantante che ogni tanto rilascia dichiarazioni diciamo discutibili»:

catfight-povia-mannoia (2)

Questa lettera mi é arrivata in risposta ad un cantante che ogni tanto rilascia dichiarazioni diciamo discutibili, non faccio il nome perché non voglio ritrovarmi in un’altra polemica inutile, quello che mi interessa é questa testimonianza che farà scaturire riflessioni, spero civili.

Io sono stata abbandonata da piccola messa in un istituto a Firenze e successivamente per fortuna adottata da una splendida famiglia. Il mio babbo e’ morto dopo nemmeno un anno dal mio arrivo avevo 6 anni. Mi ha cresciuta mia mamma adesso ne ho 36 e ti garantisco che ho tutti i valori, i principi e l’educazione di questo mondo e sono straconvinta che li avrei avuti anche se fossi cresciuta con mio padre o con 2 mamme o con 2 padri perché ciò che conta e’ l’amore con cui cresci un bambino e l’amore non ha sesso…. Ti abbraccio Fiorella…..Dove andremo a finire? Grazie ancora.
Lettera firmata.

Claudia F.

LA CONTRO-RISPOSTA DI POVIA – Giuseppe Povia, sentitosi preso in causa anche se manca qualsiasi riferimento diretto alla sua persona, risponde proponendo a sua volta la testimonianza di un ragazzo di 21 anni a sua volta vissuto in una casa famiglia. Non manca la sottile polemica con Povia che si definisce dispiaciuto dalle accuse della Mannoia riconoscendo che la stima non è reciproca e che nonostante la sua intenzione di non fare polemica, ci è involontariamente caduta.

catfight-povia-mannoia (3) catfight-povia-mannoia (4) catfight-povia-mannoia (5)

 

Leggo il Facebook di Fiorella Mannoia che tra l’altro stimo tantissimo come artista e vedo un post pubblicato poco fa da lei stessa, credo.

Credo anche che sia rivolto a me e non capisco perchè non abbia messo il mio nome quando ha scritto: “non faccio il nome perchè non voglio ritrovarmi in un’altra polemica inutile”. Bè, dire di non fare il nome per non fare polemica è già polemica.

Ma tanto ci sono abituato ad un certo ambiente che fa di tutto per farmi sentire sbagliato ed è lo stesso ambiente che professa la libertà di pensiero e di espressione solo se però la pensi allo stesso modo, allineato. Fiorella non ce l’ho con lei ma a lei mi rivolgo anche se capisco che la stima non è reciproca. La lettera della ragazza che lei ha ricevuto e pubblicato è rispettabile ma quando si parla di adozioni di bambini non si scherza e io vorrei pubblicare una delle tante lettere che mi arrivano al riguardo da quando ho fatto i bambini fanno oh nel 2005. Questo ragazzo ha 21 anni, mi ha scritto delle parole belle che mi hanno commosso e che diventeranno una canzone del disco che sto preparando. Glielo dico non per farmi pubblicità ma per farle capire che il mio credo è ben saldo almeno nel lavoro, visto che nella vita non sono perfetto, come nessuno del resto. Detto questo la saluto e le dico che non rilascerò nessuna intervista al riguardo e che la cosa per me si chiude qui. Le rinnovo la mia stima assoluta come artista. Giuseppe Povia

Pubblico il testo del primo brano che renderò ancor più musicale e con un ritornello. Ringrazio M. di avermi scritto queste parole.

“Ciao Povia,
Sono un ragazzo di 21 anni e ti scrivo perchè so che sei vicino alle tematiche serie ma ti fanno passare per un ciarlatano.

Perchè ti scrivo?

Non ho mai visto i miei genitori e sono cresciuto fino all’età di 7 anni in una casa famiglia dove non mi hanno fatto mancare le cose più importanti: il gioco, l’equilibrio, gli orari, le regole, le figure, l’istruzione.

Ho avuto fortuna e adesso vivo con i miei genitori adottivi che mi hanno fatto capire ancora meglio il perchè del ruolo della madre e il perchè del ruolo del padre. Fino a quando non si vivono queste situazioni, non si può capire bene di cosa si stia parlando e si fa presto a dire che per crescere un bambino basta solo l’amore.

Non basta solo l’amore per crescere un figlio ma stabilità, equilibrio e punti di riferimento saldi e non ideologici o politici come dici tu.Vorrei che tutte queste persone che ti danno contro, entrassero per 5 minuti dentro la mia testa per capire il grado di sofferenza e l’ordine in cui sono state messe e immesse le cose durante la mia crescita.

Non sarebbe stato possibile senza i miei. La forza che mi ha dato mio padre e l’amore che mi ha dato mia mamma sono 2 cose ben differenti.

Mio padre è l’energia e il coraggio, mia madre è l’amore, la pazienza e la sopportazione. Sono d’accordo con te, con i bambini non si scherza e non è un affronto a tutti quelli che vogliono amarsi indipendentemente dal sesso ma un diritto per la parte più indifesa, i bambini.

Ora studio scienze dell’educazione, faccio volontariato, gioco a basket e mi diletto a suonare il pianoforte. Ho i miei pregi e difetti, ho le mie ansie, le mie paure e le mie paranoie ma con il coraggio e l’energia trasmessi da mio padre affronto le cose e con l’amore, la pazienza e la sopportazione trasmesse da mia madre le supero.

Ora sono un uomo, grazie M.”

Aspettiamo l’eventuale risposta della Mannoia.