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Quando Berlusconi andrà agli arresti domiciliari?

Sul caso Mediaset si decide a primavera. In quel periodo il tribunale di sorveglianza assegnerà a Silvio Berlusconi gli arresti domiciliari o l’affido ai servizi sociali. Liana Milella su Repubblica spiega oggi perché non si è ancora deciso sulla questione:

Perché è libero anche se ha perso lo scudo di senatore da quando palazzo Madama, il 27 novembre, ha votato per la sua decadenza?
Qui sta l’anomalia. La procedura, come sempre, è complicata. Sarà il tribunale di sorveglianza di Milano a decidere se concedere o negare a Berlusconi l’affidamento ai servizi. I suoi legali sostengono addirittura che sarebbe “strano se ciò avvenisse prima di un anno”, perché questi sono per loro “i tempi normali”, in quanto il tribunale prima deve prendere in esame i casi dei detenuti che sono giunti a ridosso del fine pena e chiedono l’affidamento. I magistrati della procura di Milano invece considerano “normale” un tempo ridotto della metà. Da qui la previsione che in primavera, tra marzo e aprile, si deciderà.
E quindi Berlusconi quando comincerà a scontare la pena?
Il presidente del tribunale di sorveglianza di Milano Pasquale Nobile De Santis, per fine di gennaio, farà il calendario della prossima primavera e fisserà anche il giorno per Berlusconi, il quale, a quel punto, comincerà i colloqui con gli assistenti sociali per esporre la sua proposta per scontare la pena. Il tribunale, che in un sola udienza tratterà più casi (di solito tra i 20 e i 40), ha due strade: accogliere l’istanza di affidamento ai servizi oppure respingerla e mandare Berlusconi ai domiciliari. In entrambi i casi l’esecuzione è rapida perché il tribunale emette subito l’ordinanza.
Berlusconi, a quel punto, potrà fare una “normale” campagna elettorale?
Come “affidato” i suoi movimenti dovranno essere tutti rigidamente autorizzati, da uno spostamento tra Roma (dove ha fissato la residenza) e Milano, a un incontro politico, a un’intervista in tv. Ogni volta dovrà presentare un’istanza al magistrato di sorveglianza. Molto più rigido lo stato di detenuto ai domiciliari, per il quale, col decreto Cancellieri, rischia anche il braccialetto elettronico. Se il giudice non glielo fa mettere dovrà motivare per iscritto la ragione.