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Antonio Caprarica: cosa c’è dietro il divorzio con la Rai

Accusato dalla Rai, lo storico inviato da Londra Antonio Caprarica ha deciso di licenziarsi, dopo 25 anni nell’azienda del servizio pubblico. Non senza denunciare «crescenti pressioni con metodi offensivi». Per tre anni direttore del Giornale Radio Rai, Caprarica ha lasciato tra le polemiche, annunciando azioni giudiziarie e lamentandosi di essere vittima di una «persecuzione». Al contrario, la Rai ha reso noto come fosse pronta nei suoi confronti una lettera di licenziamento per «spese extra budget». Il motivo? Sarebbero emerse «gravi irregolarità» nella gestione della sede londinese.

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ANTONIO CAPRARICA CONTRO LA RAI – Per l’azienda del servizio pubblico i costi dell’ufficio di corrispondenza erano lievitati di «quattro volte» rispetto al budget assegnato, mentre Caprarica è stato accusato di fare un «uso improprio di macchine di servizio». Oltre che di aver assunto «un dipendente in pensione senza fare nessuna gara». Sul Fatto Quotidiano è Carlo Tecce a fornire maggiori dettagli, spiegando quanto emerso dall’indagine interna realizzata dalla Rai, su contratti e gestione. Un’analisi durata quasi tre mesi per i funzionari di Viale Mazzini:

«Rientrato a Londra per le Olimpiadi, il corrispondente Caprarica comincia a spendere con una voracità che preoccupa l’azienda. Le risorse annuali per la sede vengono quadruplicate. Esempio: per i servizi amministrativi seppur fossero stanziate 30.000 sterline (l’anno), Londra ne consumava 120.000. Sarà un caso, un’esigenza. Viale Mazzini, però, ha scoperto che Caprarica era circondato da dieci collaboratori. E ancora, il ritornello: sarà un caso, un’esigenza. E una terribile stranezza: perché il gruppo veniva retribuito con assegni in bianco con intestazioni Rai che lo stesso Caprarica distribuiva come se fosse la Rai».

Ma non solo: Caprarica avrebbe anche ingaggiato un dipendente pre-pensionato e il figlio, attraverso una società prestanome, nonostante l’azienda avesse spiegato con due lettere come i pensionati non dovevano essere assunti. Tecce svela come la Rai avesse offerto al giornalista un’uscita anticipata con indennizzo. Poi il direttore Luigi Gubitosi si sarebbe infuriato una volta appreso che Caprarica aveva registrato conversazioni private con dei colleghi, poi montate e consegnate in viale Mazzini.

CAPRARICA E LA DENUNCIA DELLA «PERSECUZIONE» – Caprarica, al contrario, ha denunciato una persecuzione ai suoi danni: «Ho rifiutato la proposta di uscire con incentivo perché avevo ancora due anni e mezzo di contratto. Ora ci vedremo in tribunale. Le contestazioni che mi hanno rivolto sono risibili», ha spiegato. Con tanto di accuse contro i presunti responsabili del divorzio. Su Repubblica si spiega quale sia l’obiettivo delle contestazioni dello storico inviato, noto per le sue cravatte: «Punto il dito contro il dg Rai, Luigi Gubitosi. Questa dirigenza non conosce la storia della Rai. Mi volevano fare fuori, ma non avendo nessuno pretesto hanno fatto un audit sulla sede di Londra, senza trovare peraltro nessun comportamento illecito », ha denunciato. Non senza spiegare di sentirsi come «allontanato dalla famiglia». Caprarica ha spiegato di voler lasciare al tribunale il compito di giudicare i fatti: «Racconterò per esempio il comportamento di Luciano Flussi, capo delle risorse umane. Mi hanno invitato ad astenermi dalla gestione amministrativa della sede, di fatto esautorandomi», si legge sul quotidiano diretto da Ezio Mauro. Per il giornalista alla base di tutto ci sarebbe infine la volontà di sostituirlo con Marco Varvello, ora alla sede di Berlino, al quale l’azienda avrebbe proposto il passaggio nella capitale britannica lo scorso 21 ottobre.

LE REAZIONI -Con l’uscita di Caprarica dalla Rai potrebbero partire anche una serie di cambi nelle redazioni estere: Possibili sostituzioni a Mosca e Berlino, mentre a Bruxelles potrebbe finire l’attuale direttore del Giornale Radio, Antonio Preziosi. Per la sua sostituzione in lizza sarebbero Mario Sechi e Flavio Mucciante, secondo Repubblica. La notizia del divorzio tra Caprarica e la Rai ha scatenato le reazioni di alcuni colleghi. Tra questi Alberico Giostra: «Mi chiedo se debbo essere solidale. Caprarica è l’ex direttore del Gr che mi trasferì al turno di notte contro la mia volontà. Un caso unico nella storia del giornale radio. Ci penso e vi faccio sapere», ha spiegato sul proprio profilo Facebook, ricordando un episodio di alcuni anni fa.

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L’ex direttore di RaiNews Corradino Mineo ha invece parlato di “Rai in svendita”: