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La bufala delle banane che curano il cancro

«Fattore di necrosi tumorale». Secondo una serie di informazioni che hanno preso a circolare sul web sarebbe questa la sostanza, contenuta nelle banane mature – «con la buccia piena di macchioline marroni», dice il testo originale – che avrebbe la capacità di combattere le cellule cancerose. La notizia cita una non meglio specificata «ricerca giapponese», che avrebbe lanciato la straordinaria scoperta. Che, però, non è altro che una bufala, tra l’altro anche già piuttosto datata e già smentita.

banane-cura-cancroLA «RICERCA GIAPPONESE» SULLE BANANE ANTICANCRO – La «notizia», che ciclicamente torna a riprendere vigore sui social media, è già stata accuratamente smentita in diverse occasioni: tra le altre, anche dal blog americano The Skeptical Raptor che la scorsa primavera ha pubblicato un dettagliato articolo sulla questione delle «banane anti-cancro», corredandolo anche dell’articolo originale che presenta la famosa ricerca giapponese. La ricerca in questione, condotta da Haruyo Iwasawa e Masatoshi Yamazaki, della facoltà di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Teikyo, risale al 2009 ed è stata pubblicata su Food Science and Technology Research, una rivista che che, oltretutto, non gode di una buona reputazione nella comunità scientifica internazionale a causa dello scarso impatto degli articoli proposti.

BANANE E FATTORE DI NECROSI TUMORALE – Nell’articolo, i due ricercatori non parlano mai apertamente del fattore di necrosi tumorale contenuto nelle banane: si tratterebbe piuttosto di una conclusione a cui sarebbe saltato qualcun altro, evidentemente privo delle competenze scientifiche per fare una simile affermazione. Oltretutto, come sottolinea The Skeptical Raptor, i due ricercatori nipponici hanno condotto un esperimento sui roditori e, come scienza insegna, non tutti i modelli testati in laboratorio sugli animali si traducono poi in sperimentazioni cliniche sugli umani. Inoltre, i topi sottoposti all’esperimenti non mangiavano banane, ma venivano loro iniettate direttamente nel cavo peritoneale: già solo questo aspetto è sufficiente a smontare tesi del «mangiare banane per combattere il cancro», perché l’organismo reagisce a qualsiasi sostanza estranea iniettata nel peritoneo, scatenando la reazione immunitaria e non necessariamente il fattore di necrosi tumorale che «sarebbe» presente nelle banane. Le banane non contengono questa molecola ma, seconda dello stadio di maturazione, questi frutti possono contenere una quantità più o meno elevata di serotonina e dopamina, che possono stimolare l’azione dei macrofagi i quali, a loro volta, possono combattere l’eventuale presenza di cellule che presentano anomalie. Si tratta comunque di un effetto limitato che, di certo, non può essere in alcun modo considerata una «cura» contro le cellule tumorali.

LE BANANE NON CURANO IL CANCRO – Nessun altro scienziato, comunque, ha mai pensato di riprodurre l’esperimento giapponese che, come già sottolineato, non è mai stato testato sugli umani. Per quanto ricche di vitamine e altre sostanze utili all’organismo le banane – acerbe o mature che siano – non producono il fattore di necrosi tumorale: questa è una molecola complessa, con un ruolo importantissimo nel sistema immunitario degli esseri umani ma estremamente difficile da isolare e da far assorbire all’organismo. Anche se le banane contenessero ingenti quantitativi di FNT, questo andrebbe perso nella digestione prima di arrivare al flusso sanguigno e, anche se arrivasse intatto, provocherebbe notevoli effetti collaterali legati a malattie auto-immuni. Quella delle «banane anti-cancro», quindi, non sarebbe altro che l’ennesima storia utile solo a far guadagnare pubblico a millantatori di dubbia natura.

(Photocredit: Getty Images)