Vittorio Sgarbi: “Sì, sono un copione”

Il critico non ribatte all’articolo di Repubblica sul plagio su Botticelli: non sapeva nulla della pubblicazione e ammette di non avere interesse per l’artista. 

Vittorio Sgarbi è un copione. Lo dice stamattina Francesco Erbani su La Repubblica. L’oggetto dell’attacco è un saggio firmato dal celebre critico d’arte su Botticelli apparso su un volume edito dall’editrice Skira. Firma di Vittorio Sgarbi, ma testo di Milena Bacci, storica dell’arte che lo firmò nel lontano 1964 per un fascicolo dal titolo “Maestri del colore” edito da Fabbri Editore. Tutto uguale, scrive Francesco Erbani tranne, un paio di virgole e qualche taglio. Come fosse “copieincollato” da Word.  “Il saggio firmato da Sgarbi si intitola ‘L´estenuata eleganza di Sandro Botticelli’ e nel volume figura come “presentazione”. Va da pagina 7 a pagina 15.Seguono un lungo saggio di Chiara Basta e una ricca galleria di opere del maestro fiorentino, poi una serie di apparati: una tavola cronologica, la collocazione geografica delle opere, un´antologia critica e una serie di consigli bibliografici. Un volume elegante, curatissimo. Uno fra i venti di una collana, «I grandi maestri dell´arte», che Skira ha approntato per alcuni quotidiani, chiedendo a Sgarbi una nuova introduzione («con Sgarbi abbiamo stipulato un regolare contratto per dei testi che lui ci ha inviato e che noi abbiamo impaginato», dicono in casa editrice). Nella copertina del libro Botticelli compare un particolare dalla Primavera, le tre Grazie leggiadramente danzanti. E, grande sotto il titolo, la dicitura: Presentazione di Vittorio Sgarbi. 

Le piace quest’articolo di Repubblica? 
´E’ una cosa senza alcun significato”, risponde a botta calda Sgarbi con l’aria di chi cade dalle nuvole. Eppure a Salemi, dove lo Sgarbone nazionale è ora sindaco, c’è il sole. 

Allora cos’è successo? 
´Dev’essere successo che la mia segreteria ha curato il saggio, non avendo niente di mio su Botticelli hanno recuperato quel testoª, ammette il critico.

Ma come è possibile, che l’autorevole critico Vittorio Sgarbi copi un testo del ’64. 
´Avranno avuto qualche problema, non so che dire”, risponde imbarazzato. Ma poi si rinsavisce e aggiusta il tiro: ´Hanno utilizzato tutto il materiale che io avevo scritto sul Botticelliª.

 

Strano, perchÈ mi risulta che lei non abbia pubblicato proprio nulla fino ad ora sul grande maestro del ’400 (almeno prima dell’originale testo firmato per Skira).
´No, infatti il mio interesse per Botticelli è nullo. D’altronde chiunque scrive su Botticelli copia quello che dice qualcun’altroª,” replica stancamente Sgarbi. In effetti il saggio sembra sia davvero preso e ricopiato di sana pianta. ´Avranno avuto qualche problema non so che dire. Insomma confesso tutto e mi prendo la colpa, non ne sapevo nienteª, afferma Sgarbi.  
 
E adesso? Cosa penseranno gli italiani del politico d’annunziano, l’ardito affabulatore televisivo Vittorio Sgarbi dopo che gli italiani sapranno che copia persino una rilettura del un grande maestro dell’arte italiana. Alla Bompiani (la casa editrice con cui Sgarbi è sotto contratto  e la cui sorella è amministratore delegato), che diranno adesso?  
´Mah, faranno quello che vogliono”. 

(audio dell’intervista)
(audio mirror)