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Le Iene e Filomena, la donna ridotta in sedia a rotelle dall’ex

Nella puntata delle Iene andata in onda ieri sera su Italia 1, Sabrina Nobile ha trattato il caso di Filomena, una donna rimasta sulla sedie a rotelle a causa del sue ex fidanzato. Il fatto si è svolto 7 anni fa, la ragazza racconta che non si era mai accorta che il proprio ragazzo sarebbe potutto arrivare a compiere un atto del genere e non aveva dato troppo peso a delle tefonate in cui vi erano delle «Minacce di morte velate che io ho sottovalutato» e che  «Gli ho permesso un ultimo incontro che mi ha portato sulla sedia a rotelle».

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O MIA O DI NESSUN ALTRO – Filomena incomincia a ricostrire la storia, dice di venire da un piccolo paesino di 5 mila abitanti in provincia di Foggia, nel quale ha conosciiuto il fidanzato a 16 anni e dopo 2 anni hanno fatto l’amore. Racconta di non essere mai stata picchiata nè minacciata dal ragazzo, con il quale è stata assieme 10 anni e avevano intenzione di sposarsi. Filomena racconta che lei e l’uomo erano divisi sia da una differenza culturale che dalle aspirazioni. A un verto punto la ragazza se ne va a Roma a studiare psicologia, lui la segue, ma Roma non gli piace, non si trova bene e se ne torna nella provincia foggiana. Filomena invece rimane a Roma a fare il corso da allievo maresciallo e sentiva il proprio fidanzato via telefono. Una volta tornata a casa per le vacanze di natale ha deciso di lasciarlo, da quel momento in poi Filomena ha iniziato a ricevere una serie di messaggi dall’ormai ex e minacce: «Diceva che se non fossi tornata con lui mi sarebbe soccuesso qualcosa di orribile per cui tutto il paese avrebbe pianto». All’Epifania l’ex è stato tutta la notte a suonare il campanello di casa di Filomena «perchè aveva perso il suo oggetto». La ragazza dice di aver sempre avuto il dubbio che se l’avesse denunciato prima forse ora non si troverebbe su una sedia a rotelle. Il giorno della tragedia, Filomena accetta di parlare com l’ex ragazzo che sembrava molto nervoso. I due erano in macchina, Filomena è uscita dall’abitacolo, stava per chiudere il portone di casa, lui l’ha bloccata, l’hap resa per il braccio, l’ha spinta fuori e dopo aver detto «o mia o di nessun altro  ha sparato. «Sono caduta per terra, ho detto “ti prego fermati, cosa stai facendo”, lui si è fermato un attimo ha visto che ero viva e ha continuato a sparare» racconta Filomena. L’ex le ha scaricato addosso tutto il caritcatore. La ragazza però aveva parlato dell’incontro con il suo istruttore Peter che si era appostato in zona. Peter dice di aver visto l’ex che sparava a Filomena, ha quindi gridato «carabinieri e ho aperto il fuoco», l’uomo non dava più segni di vita. Peter che Filomena gli avrebbe parlato di questo ex fidanzato e di aver sparato all’exfper fermarlo.

LA SECONDA VITA – Filomena rimane in coma farmacologico per una settimana e quado si è svegliata aveva perso l’uso degli arti inferiori, mentre il ragazzo aveva subito l’asportazione della milza. Filomena non ha più potuto continuare la scuola per diventare carabiniere. L’ex è stato condannato in 3 gradi di giudizio a 11 anni 4 mesi. É uscito dopo 7 anni, la nonna di Filomena l’ha visto, è rimasta sconvolta e l’ex ha chiamato le forze dell’ordine dicendo di sentirsi minacciato. Peter dice che non ha mai pensato di farsi giustizia da solo anche se la rabbia è tanta. Peter e Filomena si sono innamorati in ospedale e in seguito si sono sposati. Ora hanno due gemelli di  19 mesi. Filomena dice che la maggiore difficoltà è spingere il passeggino. Nel quartiere riscontra alcune difficoltà con le barriere architettoniche. Ha dovuto pagare le spese processuali di tasca propria e dall’ex ha ottenuto un risarcimento irrisorio perchè non aveva i soldi per la causa civile. «Quando i miei figli saranno più grandi spiegherò cosa è successo», racconta la donna: «molte donne sono morte e per loro non ci sarà una seconda possibilità, quindi ci voreebbe un inasprimento reale delle pene». Alle done vittime di stlaking dice di «denunciare dal primo segnale, mai andare all’ultimo appuntamento e pensare più a se stesse che all’altra persona perchè io mi sono ritrovata quasi morta».