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«Sono un pedofilo e mi sono fatto castrare chimicamente»

Svizzera: Molti anni fa, Christopher E. moestava ragazzini. Per sei anni è stato in terapia e ha preso dei farmaci, l’uomo ha deciso ora di raccontare la sua storia. «Tre anni e mezzo fa ho deciso di farmi castrare chimicamente, da allora non provo più niente quando vedo bambini passeggiare di fianco a me. Il farmaco Lucrin smorza il mio appetito. Anche i miei vicini di casa, che hanno due figli, dicono che sono cambiato, che non sono più così nervoso. Dopo una terapia di sei anni con il farmaco, penso che la mia vita sia finalmente sotto controllo: ora ho un impiego e mi occupo di assistenza domiciliare agli anziani. Il mio datore di lavoro è soddisfatto di me, soprattutto per il modo a cui riesco a rapportarmi ai malati di demenza senile.», racconta l’uomo. La notizia è stata riportata dal Tages Anzeiger.

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Christoph. E. (Foto: Daniel Wahl)

LA DECISIONE  – Christopher racconta di come la violenza non sia parte della sua persona e di non aver mai posseduto immagini pornografiche di bambini: «Ho sempre voluto essere amato e i bambini mi hanno portato a credere che io fossi qualcuno», ha detto l’uomo «tra il 2008 e il 2009 ho spiegato ad alcuni giovani come masturbarsi tramite webcam, non ho mai mostrato il mio viso. Il caso è esploso quando alcuni ragazzi del Cantone Svitto hanno mostrato le mie immagini nel cortile della scuola. Per questo sono andato in carcere per un anno e 3 mesie ho deciso di farmi castrare chimicamente»

LA BATTAGLIA INTERIORE – L’uomo ha detto di aver combattutto più volte con se stesso: «Mi sono detto più volte che questo non sarebbe mai più successo. A causa della pedofilia mi sono fatto curare per 6 anni e sono stato considerato incurabile, conosco il mio problema, oggi ho imparato a conviverci, è una parte di me che non posso cancellare e capisco che la società voglia mettere i pedofili dietro le sbarre. Oggi tuttavia si fa di tutta l’erba un fascio, non creo che sia giusto, io non sono un violento. Chi sono io? É una domanda a cui non mi piace dare risposte, non mi piace descrivere me stesso, soprattutto drante un colloquio di lavoro. Anche alla scuola materna non ero nessuno, se succedeva qualcosa, la colpa ricadeva sempre su Christopher. Dovevo essere sicuramente un bambino problematico, aggresivo. A 5 anni ho visto mia madre che continuava a portare uomini a casa e una volta ho visto mio padre che la picchiava e il loro matrimonio finì».

VITTIMA DI UN PEDOFILO – Christopher racconta poi di essere stato lui stesso vittima di un pedofilo: «Il padre di un mio amico mi trovava simpatico e mi portò verso vasa. Per me era come un padre e in camera sua ha iniziato a toccarmi. Più tardi una madre d ifamiglia si innamorò di me. Ho trovato che fosse bello che una persona si interessasse di me: avevo 15 anni e più volte abbiam oavuto contatti sessuali. Ho rinunciato a tre scuole diverse perchè lei ha minacciato di uccidersi se me ne fossi andato. É sbagliato quando gli adulti fanno sesso con i bambini: da giovane mi sono venduto per soldi e a nessuno degli adulti con lui l’ho fatto si è mai chiesto se mi fosse piaciuto o meno».

SOPRATTUTTO ADOLESCENTI – L’uomo poi racconta che i bambini dell’asilo non erano tra le sue mire e che preferiva invece i ragazzi adolescenti. Compravo loro le patatine e poi li portavo a casa mia. La curiosità dei ragazzi giocava a mio vantaggio. Quando li toccavo dicevo loro che non c’era nulla di male, naturalmente ho detto loro di non dire nulla in giro. Quando sono stato catturato per la prima volta non ero per nulla felice. In prigione il medico capo della medicina legale mi ha chiesto dove sbagliasse la psichiatria, perchè noi pedofili non guariamo mai. Da quel momento non ho più visto in lui un nemico». Christopher ha quindi accettato la sua condizione e ha cominciato a lavorarci sopra, perchè «bisogna sempre essere aperti alle cose».