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La pubblicità della dieta su Facebook che sfrutta la foto di una ragazza anoressica

Un’inserzione sponsorizzata. Gli utenti di Facebook sono ormai abituati a vedersele comparire a decine sul proprio profilo ma una, in particolare, ha attirato l’attenzione di Jasmin Cacciola, un’artista romana, che è passata all’azione. L’inserzione, sponsorizzata da un esclusivo club sportivo milanese, propone di svelare due «incredibili trucchi» per perdere peso e avere un’invidiabile «pancia piatta». Non ci sarebbe nulla di strano se, a corredo della pubblicità di Harbour Club, non ci fosse stata l’immagine di una ragazza incredibilmente magra, vestita solo con un top e un paio di slip, che chiunque riconoscerebbe come malata di anoressia.

Photocredit: Change.org
Photocredit: Change.org

LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG – Indignata, Jasmin Cacciola ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere a Harbour Club di rimuovere immediatamente quell’immagine dal loro sponsor:

Ero sul mio profilo Facebook quando improvvisamente tra gli sponsor sulla destra è comparsa l’immagine di una ragazza visibilmente anoressica. Non credevo ai miei occhi: uno spot per perdere peso con la foto di una ragazza malata… L’anoressia è un problema mentale e fisico che porta alla morte in molti casi. Pubblicizzare un sito per dimagrire attraverso l’utilizzo di un’immagine di una ragazza che soffre di questo disturbo è molto pericoloso… Chiedo a harbourclub.it di rimuovere immediatamente questa immagine dallo sponsor pubblicato su Facebook.

«QUELLA PUBBLICITÀ È FALSA» – In capo a pochi giorni, la petizione ha raccolto oltre 12.000 firme e numerosi commenti, compreso quello di Thomas Escher, amministratore delegato di Harbour Club che nei commenti alla petizione smentisce la veridicità di quella pubblicità, definendola in aperto contrasto con la policy del gruppo, che mira a veicolare un’immagine di persone sì in forma e con bel fisico, ma anche in salute, supportate dai «migliori professionisti del fitness, diplomati nelle migliori università che adottano rispettosi canoni di preparazione atletica». Il commento di Escher, che chiede a Change.org l’immediata rimozione della foto e della petizione, è stato pubblicato sabato ma la petizione è rimasta online e continua a raccogliere firme.

UN ERRORE, COME PER REHTAEH PARSONS? – In attesa di ulteriori sviluppi sulla vicenda, il caso sembrerebbe essere pericolosamente simile alla triste vicenda di Rehtaeh Parsons, la diciassettenne canadese che la primavera scorsa si era tolta la vita non riuscendo più a sopportare l’umiliazione di essere diventata il «pettegolezzo» della scuola dopo che aveva subito una violenza sessuale da parte dei suoi compagni che ne avevano poi diffuso le foto su Internet. Il viso sorridente e dolce di Rehtaeh aveva fatto il giro del web nelle varie pagine in sua memoria fino a quando quella foto non era finita a corredo di una pubblicità di un sito di incontri che prometteva a uomini soli di far loro conoscere «belle ragazze canadesi». A scoprire la pubblicità era stato un amico della famiglia Parsons, che aveva avvisato il padre della ragazza che, a sua volta, aveva contatto Facebook chiedendo spiegazioni. Da Menlo Park era arrivato un messaggio di scuse, in cui aveva affermato di aver messo al bando il sito di incontri per «gravi violazioni delle politiche aziendali».

UPDATE: Riceviamo e pubblichiamo il comunicato diffuso da Thomas Escher, amministratore delegato di Harbour Club, che nei commenti alla petizione di Change.org aveva già smentito la veridicità della pubblicità apparsa su Facebook:

Apprendiamo con stupore che sul sito Change.org è apparso un richiamo a una nostra ipotetica pubblicità banner apparsa su Facebook, ritraente una ragazza che, in evidente stato di disturbo alimentare, pubblicizzerebbe il nostro Club.Prendiamo le distanze da quanto sopra descritto. Il nostro Club non è assolutamente responsabile da quanto evidenziato dall’utente che, per primo, ha postato quanto sopra.Ci discostiamo totalmente, essendo la nostra policy esattamente l’opposto del messaggio che si sta tentando di far passare.Riteniamo, questo, sia il tentativo di ledere la nostra immagine ma in modo particolare danneggiare la nostra leadership raggiunta grazie ai migliori professionisti del fitness, che adottano rispettosi canoni di preparazione atletica, coadiuvati da medici di comprovata esperienza professionale.Pertanto, ci riserviamo ogni azione a tutela e difesa della nostra immagine aziendale, ritenendoci danneggiati da quanto evidenziato sul citato sito web.Abbiamo diffidato, quindi, nel rimuovere immediatamente quanto sopra e volerci immediatamente trasmettere e conservare ogni riferimento utile a individuare il responsabile (ex. cookie, indirizzi email, nomi e cognomi e ogni altro elemento utile all’individuazione), per procedere nei suoi confronti attraverso le vie legali. Abbiamo diffidato, inoltre, a voler intervenire sulla pagina Change.org, rimuovendo immediatamente ogni riferimento ed evidenziando che quanto descritto non corrisponde al vero e quindi successivamente rimosso.Siamo in attesa di ogni opportuno e immediato riscontro, anticipando che, ogni reato che si evidenzierà, ogni azione a noi lesiva e ogni responsabile dei fatti, verrà perseguito per vie legali.Con ogni riserva di azione e causa. Aspria Harbour Club Milano

(Photocredit: Change.org)