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La risposta della Conad a Bernardo Caprotti

Dopo la lettera di Bernardo Caprotti al Corriere della Sera, la Conad risponde con questo scritto in cui Francesco Pugliese, direttore generale, rintuzza le accuse del patron di Esselunga:

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Il testo della lettera:

Caro Direttore, la lettera del dottor Caprotti pubblicata oggi sul Corriere della Sera mi porta ad alcune considerazioni. La Costituzione Italiana garantisce la libertà d’impresa. E’ per questo che in Italia esistono tante imprese che competono nel mercato e creano le condizioni per poter crescere e svilupparsi.

Se il dottor Caprotti sostiene che ci siano imprese “politiche” – come definisce “i due più grandi operatori nazionali” della grande distribuzione – sarebbe stato lecito attendersi da lui che avesse detto anche in quali aspetti riconosceva questa sua affermazione. Purtroppo, non ce ne ha resi partecipi. Credo che mancare gli obiettivi prefissati sia un problema più di natura imprenditoriale che politico. E ciò vale per ogni imprenditore del mercato. Lo sappiamo: in certi ambiti si può crescere, in altri meno, in altri ancora non è possibile, per lui come per noi.

Egli però, punta il dito esclusivamente contro un “clima politico” che lo ostacolerebbe da decenni, senza rendersi forse conto che in fondo è un alibi per lui che ha visto nascere e finanziato proprio una compagine politica. Caro dottor Caprotti, Conad è un soggetto imprenditoriale fatto di tremila soci imprenditori di piccole dimensioni, legati tenacemente al territorio in cui operano, che si sono dati un’organizzazione cooperativa. E’, soprattutto, un modello societario che dà risposta ai bisogni di sviluppo imprenditoriale dei propri soci.

Un modello che dovrebbe essere sviluppato in tanti mercati, perché dà risposte alla crisi, perché re-­‐investe gli utili nello sviluppo dell’attività imprenditoriale dei soci. Di “imprenditori straordinari” ce ne sono ancora oggi e lo stesso Caprotti ne è un esempio: “piccoli” imprenditori che, meno interessati alla finanza, sono l’anima di quel tessuto economico dell’Italia tutta che andrebbe salvaguardato ed aiutato per poter portare il Paese fuori dalle sabbie mobili della crisi.