Crisi, svenimenti e notti calde: tutti i problemi di salute di Berlusconi

Un bypass al cuore, la cura per il tumore alla prostata, l’ernia del disco operata: Silvio secondo gli americani è...

Un bypass al cuore, la cura per il tumore alla prostata, l’ernia del disco operata: Silvio secondo gli americani è un colabrodo

La salute di Silvio Berlusconi sotto la lente internazionale: molti dei rapporti di Wikileaks concentrano l’attenzione sulle difficoltà di salute del premier, e su tutti i rischi a cui un uomo della sua età va incontro. L’elenco completo degli acciacchi del premier lo fa Eduardo Di Biasi sul Fatto quotidiano:

Problemi al cuore che hanno richiesto un bypass (impiantatogli allo Heart Center di Cleveland, in Ohio, nel 2006), mal di schiena, sciatica, problemi al collo, asportazione di un frammento di menisco del ginocchio destro, choc anafilattico provocato dalla puntura di un ragno, tumore alla prostata, riduzione di un’ernia inguinale, colica renale con asportazione di calcoli, una leggera forma di rosolia, problemi al tendine di una mano, una serie consistente di svenimenti (indicati di volta in volta con ipotensione, lipotimia, mancanza di acqua, caldo intenso, affaticamento da lavoro), il primo risalente al matrimonio di Antonio Martusciello, nel febbraio del 1998, il più serio quello in diretta tv il 26 novembre del 2006, durante un convegno a Montecatini: episodi analoghi si presentarono negli anni 1998, 1999, 2000, 2002, 2003, 2006 e 2007.

Una serie di problemi che preoccupano i suoi medici, di cui si conoscono nomi, cognomi e competenze:

È utile ricordare che nel Paese governato da un uomo che la pubblicistica della casa definisce indistruttibile (“tecnicamente immor tale”, ebbe a dire uno dei suoi medici curanti), si conoscano i nomi dei suoi dottori personali. Da Umberto Scapagnini, sessuologo e endocrinologo fatto eleggere sindaco a Catania (che all’Europarlamento “espor tò” una falsa penna stilografica con micro siringa di prostaglandina incorporata per provocare erezioni artificiali al bisogno), ad Alberto Zangrillo, primario di terapia intensiva cardiovascolare del San Raffaele di Milano, il caro ospedale di Don Verzé nel quale il premier è finito ricoverato quattro volte, l’ultima a seguito della nota aggressione in piazza Duomo, quando fu colpito al volto da una statuetta che gli fece saltare un dente e lo consegnò a venti giorni di prognosi. Adesso la prognosi sembra più grave, la malattia è diventata la debolezza, le troppe feste, il poco sonno che fa sì che Berlusconi si “appisoli” durante un incontro ufficiale in Ambasciata.

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