Prete suicida per le Iene: gran folla ai funerali

Molto partecipate nella bergamasca i funerali di don Sergio Recanati.  Il vescovo attacca i mass media: “Non pensano alla sofferenza...

Molto partecipate nella bergamasca i funerali di don Sergio Recanati.  Il vescovo attacca i mass media: “Non pensano alla sofferenza delle persone”.

Caravaggio, provincia di Bergamo: la basilica del santuario era gremita dalla folla venuta a dare l’estremo saluto a don Sergio Recanati, sacerdote della provincia lombarda accusato dal programma Le Iene di Italia 1 “di aver molestato due ragazzi mente fingeva di fornire loro solo un supporto spirituale”, alcuni mesi fa. Il prete si era ucciso gettandosi sotto un treno dopo la puntata del programma satirico che aveva appunto raccontato i coinvolgimenti del sacerdote in vicende poco chiare di molestie a minori.

ATTENZIONE AI MASS MEDIA – “La messa funebre e’ stata celebrata dal vescovo di Cremona Dante Lafranconi, alla presenza di una novantina di sacerdoti. Seduti fra i banchi, in prima fila, gli anziani genitori e i familiari. Dietro di loro ha preso posto molta gente comune, arrivata da Caravaggio e dalle sue frazioni e dai paesi limitrofi del Cremonese e della Bergamasca come Misano, Vailate, Arzago, Capralba e Rivolta d’Adda“, scrive l’Ansa. D’altronde “Don Sergio era molto conosciuto ed apprezzato da tutti per la sua gentilezza. Ordinato prete nel giugno del 1983, era stato vicario ad Arzago, Vailate e Castelleone, in provincia di Cremona e dal 1992 svolgeva il servizio di sacerdote cooperatore al santuario di Caravaggio”. Secondo il vescovo di Cremona, che ha officiato, “gli uomini giudicano, Dio perdona. E’ in questo passaggio che si esprime in tutta la sua verita’ il mistero di Dio che visita il genere umano. Un cristiano non teme di chiedere perdono, perche’ alla radice sa di poterlo trovare”. Non è mancata una stoccata ai mass media: d’altro canto tutto era nato dalla puntata delle Iene. Dobbiamo riflettere, ha detto il vescovo, su chi “si permette di scrivere di tutto e di tutti senza pensare alla loro sofferenza”.