2/04 2008 23:35
Final Ricchiuti
di Vincenzo Ricchiuti
Io non provo soddisfazione. Proprio non ci riesco. Non provo alcuna soddisfazione. Proprio non ce la faccio. Eppure per provare, provo, per tentare, mi tento. Quando vado in macchina, quando guardo la Tv, quando giro per il mondo intero, dovessi ...
2/04 2008 23:34
Cari amici, sono fiero di raccontarvi la mia campagna elettorale da queste pagine. Nei miei giri per i paesi sono rimasto stupito dall'accoglienza ricevuta: ho trovato un'Italia gentile, umile, molto discreta. Talmente discreta che al ...
2/04 2008 23:29
Dichiarazione d’intenti in fa maggiore
di Alessandro D'Amato (Gregorj)
Un giornale, dunque. O meglio, qualcosa che gli somigli. Un tentativo, nel senso più ampio del termine. L'equivalente del mettersi a fare qualcosa di "collettivo", unendo e usando le forze e le capacità di ciascuno.
2/04 2008 23:24
Il corpo di Magdi
di Cristian Corrini
Per la serie "Uomini di poche parole e ancor meno pensieri", ecco un radioritratto di Magdi Cristiano Allam, vicedirettore del Corrierone convertitosi al cristianesimo made in Ratzinger. Viaggio in un passato fatto di "clamorosi" scoop giornalistici e qualche piccolo, trascurabile scheletro nell'armadio.
















Amici elettori, seguendo la vicenda Alitalia sono venuto a conoscenza di una meravigliosa invenzione economica: la bad company. Non credevo fosse legale, una cosa del genere. E invece lo è. Se ho capito bene, funziona così: se possiedi un’azienda che va malissimo, tu puoi uscire dai guai dividendola in due aziende diverse, una bad e l’altra non bad. In quella bad ci metti i debiti, i licenziamenti, la cassintegrazione, tutte le rotture di coglioni, e poi magari la fai chiudere. In quella non bad, invece, ci lasci i beni di valore, i pochi soldi rimasti e i clienti. Alla fine avrai una sola azienda e nessun debito. Bè, non so chi abbia ideato questo modello, ma di certo è un genio.






