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“Ecco dove sono i video delle orge con minori in Vaticano”

I video hard che ritraggono alti prelati del Vaticano mentre abusano di giovani minori in festini top secreti sarebbero custoditi da un notaio di Lugano. E’ la denuncia shock di Francesco Zanardi, presidente di “Rete Abuso” e rivelatore dell’ancora presunto scandalo che coinvolgerebbe il Vaticano.

orge minori vaticano 2

NASCOSTI A LUGANO – Una decina di giorni fa il “Fatto Quotidiano” aveva rivelato l’esistenza di prove che documenterebbero lo svolgimento di festini hard nei quali alti prelati del Vaticano molesterebbero giovani minorenni. I video che proverebbero questi abusi, filmati dagli stessi ragazzi coinvolti in questa vicenda, sarebbero custoditi presso un prestigioso studio notarile della più importante città della Svizzera italiana, Lugano. La rivelazione shock è stata fornita da Francesco Zanardi, noto attivista che lotta contro la pedofilia, anch’egli vittima di molestie sessuali da piccolo, e presidente di “Rete Abuso”. Zanardi ha confessato questa importante, se sarà confermata, novità sul caso delle orge con minori in Vaticano al settimanale ticinese “Il Caffè” , che ne ha fatto storia di copertina della sua ultima edizione. La rivelazione sarebbe stata a fatta al presidente di “Rete Abuso” da un imprenditore tedesco con importanti agganci all’interno della Santa Sede, e come ha dichiarato lo stesso Zanardi, la denuncia è già stata presentata presso i magistrati italiani, che hanno aperto un fascicolo di indagine.

ALTI PRELATI COINVOLTI – Il presidente di “Rete Abuso” racconta ad “Il Caffè” di esser stato contattato due anni fa da questo imprenditore, in ragione del suo impegno contro gli abusi. Francesco Zanardi era riuscito a mascherare un prete pedofilo, don Italo Casiraghi, che nonostante la sua condanna per abusi svolgeva ancora le funzioni presso la parrocchia di Pietra Ligure. Zanardi racconta come all’inizio abbia preso il racconto con le pinze, visto che aveva paura che si trattasse di una bufala. “-. Perché venire da me e perché dirmi quelle cose orribili? Mi ha risposto d’essere rimasto disgustato da quel mondo e che voleva uscire da un giro in cui era stato introdotto da un noto manager vicino alla Santa Sede. Erano i giorni in cui si parlava del Corvo in Vaticano. Ho capito, però,  che qualcosa di vero c’era”. Le rivelazioni però sono proseguite, e l’imprenditore forniva riscontri ai fatti che raccontava.” Mi ha dato numeri di telefono, fatto nomi e cognomi, in molti casi è stato davvero dettagliato. Mi ha messo anche in contatto con un ragazzo coinvolto in uno dei festini ai quali partecipavano, mi ha detto l’imprenditore, che peraltro è gay, alti prelati, di cui mi ha fornito pure nome e cognome”.

VIDEO ANCHE A ROMA – Quando Zanardi ha chiesto all’imprenditore di visionare i filmati, i rapporti però si sono interrotti, per poi riprendere alcuni mesi dopo. La fonte del presidente di “Rete Abuso” ha raccontato di non aver più nelle sue disponibilità quei filmati, perché li aveva consegnati in duplice copia ad un notaio di Lugano appunto, ma anche ad uno di Roma. Zanardi rimarca come la Svizzera sia stata scelta al fine di rendere più sicuro il deposito, mentre le successive verifiche hanno provato quantomeno l’esistenza dei professionisti. Dopo aver svolto questo lavoro, il presidente di “Rete Abuso” ha poi raccontato quanto appreso ai magistrati di Savona, che hanno aperto un fascicolo d’indagine per adescamento, visto che l’eventuale reato di abuso sessuale sarebbe stato commesso in uno stato estero.  Secondo Zanardi è probabile che “i magistrati italiani abbiano interpellato i loro colleghi ticinesi per capire chi sia questo notaio . Ed è anche possibile che si vada a fondo della faccenda. Non so se questa storia sia vera e sino a che punto; questo lo dovranno dire i giudici. Io avevo uno scrupolo di coscienza ed è per questo che sono andato in procura a raccontare tutto”.

CASO DA CHIARIRE – Come evidenziava l’articolo del “Fatto Quotidiano” che ha svelato per primo il caso, nel racconto fatto a Zanardi dal manager vicino al Vaticano ci sono vari punti oscuri. Il presidente di “Rete Abuso” è riuscito ad ottenere una conferma, in una chat su Facebook, da parte di un ragazzo che avrebbe partecipato a queste feste, un posteggiatore in difficoltà economica. Il fatto che i video non siano mai stati fatti visionare ad altre persone lascia il dubbio, come rimarcavano Lillo e Sansa sul “Fatto”, che la vicenda possa essere un ricatto. La magistratura di Savona, che indaga da circa un paio di mesi sulle rivelazioni di Zanardi, non esclude ancora che si possa trattare di un mitomane. Il tema è stato trattato anche all’interno “Servizio Pubblico”, e la conferma di Zanardi sul notaio luganese potrebbe aprire qualche novità su un caso che potrebbe far deflagrare la situazione di tensione all’interno del Vaticano. Solo poche settimane fa Papa Francesco ha parlato dell’esistenza della lobby gay, ed alcuni esperti cole il teologo David Berger hanno confermato, secondo le loro informazioni, l’esistenza di una rete di alti prelati che si organizzano per svolgere incontri hard all’interno della Santa Sede. Sul sesso coi minorenni però finora non è arrivata ancora nessuna conferma, ed il lavoro della magistratura italiana potrà svelare la veridicità di questa nuova denuncia sui misteri del Vaticano.