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La rubricadi Maddalena Balacco (loska)
pubblicato il 17 novembre 2008 alle 10:32 dallo stesso autore - torna alla home

Doveva essere “il futuro” sceso sulla terra grazie al magnanimo Maurizio Gasparri. Ma fra lungaggini, problemi e soldi buttati, di “nuovo” nell’affaire “digitale terrestre” non si è visto proprio niente. Anzi, il caso Sardegna insegna che…

Spesso si dice: “Lasciatelo lavorare”. Nel senso che all’Esecutivo bisogna dare il tempo necessario affinché la forza dei provvedimenti governativi si dispieghi in tutta la sua beltade. Vero, per carità; e visto che Silvio Berlusconi è stato già al governo per ben 5 anni, è il caso di apprezzare quanto bene abbia portato all’Italia una delle sue leggi più rappresentative. Ve lo ricordate il digitale terrestre? E’ quella nuova forma di digitale terrestre La grande truffa del digitale terrestretrasmissione delle reti tv prevista in seno alla Legge Gasparri che presto diventerà l’unica. E’ infatti iniziato con successo lo switch off, ovvero lo “spegnimento” del caro vecchio etere a cui tutti siamo abituati, che dalla Sardegna si estenderà poi a tutto lo stivale. La ratio di tutto ciò è semplice: le vecchie frequenze erano limitate mentre sul dt sono potenzialmente infinite. In termini di concorrenza, significa un nuovo mercato da conquistare completamente; in termini di antitrust invece, una base infinita su cui ricalcolare le posizioni dominanti attuali. Che, ovviamente, si ridimensionano di molto considerando che non si calcolano solo più su 10 frequenze, ma su un numero potenzialmente infinito. In soldoni, se hai 3 reti su 10 è un conto, se ne hai 3 su N milioni un altro. Geniale, non c’è che dire.

 

POLLICE VERSO - L’idea della sperimentazione a braccetto con la Val d’Aosta aveva inizialmente entusiasmato il Governatore Soru, Mister Tiscali per intenderci ovvero uno che la tecnologia la respira a pieni polmoni. In breve i fuochi di paglia si sono spenti per cedere il posto ai veti. ”Farò una battaglia perché non si può negare ai Sardi il diritto di continuare a vedere la televisione nel modo in cui la vedono a cominciare dai programmi del servizio pubblico. Non metteremo una lira in una operazione che si sta rivelando del tutto diversa da quella che avevamo negoziato nell’aprile scorso con il Ministero delle Telecomunicazioni e le reti televisive Rai, Mediaset e La 7, firmando un protocollo che è stato totalmente disatteso” ha tuonato il buon Renato con lo sguardo rivolto oltremare. “La Regione aveva infatti chiesto e ottenuto di accompagnare l’arrivo del digitale terrestre con la sperimentazione di una televisione realmente interattiva, utilizzabile come terminale della rete, collegata all’adsl per l’accesso veloce a internet, ad un personal computer e ad un’antenna. L’obiettivo era quindi quello di realizzare un sistema, del quale il digitale terrestre è una componente, una applicazione tecnologica. Quella che attraverso un decoder consente di ricevere a casa, sul proprio televisore (oltre ai normali programmi tv) anche i servizi interattivi che consentono di dialogare con l’amministrazione. Ricevendo informazioni, ma anche moduli, documenti, certificati”. Beata ingenuità? Tanta polemica è valsa a prolungare la sperimentazione su suolo sardo quasi due anni per concludersi, non senza conseguenze, il mese scorso.

 

VA TUTTO BENE - Da metà ottobre dunque tutta la Sardegna viaggia all’unisono in digitale terrestre, dopo che hanno fatto da cavie prima gli sventurati Cagliaritani mentre i corregionali sono stati temporalmente lasciati all’opzione “analogico o digitale”. Benvenuti, finalmente, nell’era digitale, quella che avrebbe dovuto accontentare tutti: vecchi, grandi e piccini e moltiplicare le voci e le reti, ma che invece èadam install La grande truffa del digitale terrestreriuscita unicamente a moltiplicare le polemiche. Sembra infatti che non siano sorti particolari problemi. Ma sarà vero? “Figlio mio, fai la cortesia a mamma, sintonizzami i programmi Rai che sono saltati l’altro giorno e non c’è stato verso di riprenderli” è la frase più comune spesa nelle famiglie isolane prima di convocare il tecnico di turno a causa dei continui cambi di frequenza nella mai scordata tre giorni di assestamento delle emittenti televisive.  Secondo i sardi, non proprio. “Questi digitali fanno venire le crisi isteriche…” lamentano tutti: e di motivi ce ne sono un paio. Il primo è che non sarebbe più possibile registrare, o almeno in molti non ci riescono. In più, anche se dovesse verificarsi il miracolo, non lo si potrebbe fare mentre magari si guarda altro. Il che ridimensiona drasticamente l’utilità stessa della registrazione (si lamenta una ragazza “come glielo spiego a mia mamma che se vuole registrare un film a rai uno, perche magari a canale 5 c’è ne un altro da non perdere, non lo può più fare??????“). Altri poi trovano difficoltoso addirittura vedere la televisione: i canali non vengono trovati dal decoder, oppure bisogna affidarsi a riti al limite dell’esoterico per potersi guardare il tg (“…Registrare? Almeno riuscirsi a sintonizzare i programmi su questa cavolo di televisione a digitale incorporato!!!! :-( “; “e io che pensavo che il problema maggiore fosse che il segnale sparisce e bisogna continuamente staccare la spina, o che altre volte si incanta l’immagine e perdì proprio la frase saliente del triller che ti fa capire tutto!”).

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