Panorama: quella Rai comunista e Berlusconi colpevole per Mills
28/11/2010 - Esilarante articolo di Buttafuoco sul settimanale mondadoriano: il Tg3 è fazioso, e la biblioteca Rai invece… Pietrangelo Buttafuoco verga la scorsa settimana un articolo spassosissimo, dal quale si evince più o meno che la Rai è un covo di terroristi
Esilarante articolo di Buttafuoco sul settimanale mondadoriano: il Tg3 è fazioso, e la biblioteca Rai invece…
Pietrangelo Buttafuoco verga la scorsa settimana un articolo spassosissimo, dal quale si evince più o meno che la Rai è un covo di terroristi rossi che vuole rovesciare il governo legittimamente eletto: “Quelli che…vieni via con me che abbattiamo il Cavaliere”, s’intitola, mentre il sommario mette in scena “Fazio, Santoro, Gabanelli, Floris: una squadra d’assalto in grado di sbaragliare ogni concorrente moderato”.
IL MITO DELLA RAI ROSSA – Un mito di quelli che servono a tenere in piedi un’architettura culturale piagnona e lamentosa vivente in questi anni soprattutto nella pubblicistica di destra. Dove vige un po’ un revanchismo di marca vittimistica, quello che volutamente ignora i numerosi tentativi di trasmissione giornalistica affidato alle sacre penne del centrodestra, ferocemente bocciate dall’Auditel (Socci, Paragone, Moncalvo) e non dalla politica. E nel quale, per sostenere la favola della Rai ‘rossa’ da morire che quindi meriterebbe un riequilibrio con un po’ di giornalismo di destra (con tanto di sottinteso “toh!, ci sarei qui io casualmente, aspettavo l’autobus da queste parti…” che rimbomba negli spazi bianchi tra una riga e l’altra) si rischia spesso l’involontariamente comico. Come quello che scrive Buttafuoco, per esempio:
“Quando il 6 agosto, in piena stagione di scandali bancari, arrivava la notizia dell’indagine per concorso in falso e turbativa d’asta a carico di Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi di Siena, nonché presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, il Tg3 non ne dava notizia. Aspettava la sollecitazione maliziosa di due parlamentari per far sbucare finalmente il fatto a tarda notte. Furono dilettanti al Tg1 con ‘l’assoluzione’ di Berlusconi per il caso Mills”.
L’ASSOLUZIONE DI BERLUSCONI? – Ora, sarebbe troppo facile prendersela con un lapsus probabilmente freudiano di poro Buttafuoco: l’assoluzione contestata al Tg1 fu quella annunciata di David Mills, mentre in realtà il reato ascrittogli era stato considerato prescritto dalla Corte che lo ha giudicato. Ma, è evidente, nemmeno Buttafuoco riesce a negare, anche se nel subconscio, l’evidenza della colpa dell’utilizzatore finale della corruzione di Mills, il presidente del Consiglio. Nessuno dotato di senno ne aveva dubbio, ora si scopre che anche nella pubblicistica edita dall’azienda di proprietà del presidente del Consiglio c’è chi è, magari involontariamente, sincero. Invece di prendercela con i lapsus, però, è meglio concentrare l’attenzione sul termine di paragone: secondo Buttafuoco, esponente della destra garantisca e per nulla forcaiola (quelli sono i finiani, o peggio: quegli zoticoni dei dipietristi) un avviso di garanzia per un concorso in falso è la stessa cosa di una sentenza di colpevolezza con prescrizione definitiva in Cassazione per corruzione. No, per dire il termine di paragone.
E LA BIBLIOTECA? – Ma Buttafuoco, si sa, è giornalista cazzuto e documentato. Di quelli che non ne fanno scappare una, quando si tratta di denunciare l’egemonia culturale della sinistra in Rai (è uno schifo, signora mia).
“Scendendo al pianoterra di viale Mazzini ci si potrebbe fare l’idea precisa delle propensioni ideali della Rai, la più formidabile macchina di produzione culturale della nazione. Ci sono oltre 20mila volumi in una biblioteca che nessuno frequenta. Mao, certo, non manca. Ci sono Lenin e Stalin. Mancano i Promessi Sposi. Bisogna recapitare almeno Gomorra”.
Che accusona, vero? Proprio da intellettuale pensoso, puntuto e peripatetico, di quelli che non gliene fanno scappare una, a ‘sti egemonici culturali del cazzo di comunisti in Rai, nevvero. Peccato che nel numero successivo di Panorama venga pubblicata una lettera di Barbara Scaramucci, direttore di Rai Teche, che corregge (senza che nessuno abbia il coraggio, a Segrate, di replicare) le frescacce di Buttafuoco:
Con riferimento all’articolo di Panorama 48, segnalo che i volumi della biblioteca della Rai sono oltre 80mila, non 20mila. Gli studenti, i ricercatori, gli studiosi che hanno frequentato le nostre bibliomediateche sono stati oltre 10mila lo scorso anno. Abbiamo in catalogo libri di Mao, Lenin e Stalin ma anche l’opera omnia, in cuoio marocchino, di Benito Mussolini e persino i libri di un imbianchino austriaco. Ci sono libri buoni e libri mediocri: abbiamo anche tre libri dello scrittore Pietrangelo Buttafuoco che vorremmo con l’occasione invitare a venirci a trovare di persona per autografarli, come hanno fatto, tra gli altri, Gunter Grass, Luis Sepulveda e Jacques Le Goff. Potrà altresì consultare le oltre 17 edizioni dei Promessi Sposi, oltre alle due del Fermo e Lucia (la prima stesura dell’opera di Manzoni, ndr), che secondo il suo articolo noi non possediamo affatto.
Dài, su, continuate adesso. Piangete su questa Rai comunista mentre magari autografate i vostri tre buoni libri, visto che al loro confronto i mediocri devono essere Sepulveda e Grass. Come inventa le cose certa gente…













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Per fare le trasmissioni di Santoro & C. ci vuole un pubblico adatto: e quel tipo di pecore lo trovi in massa solo a sinistra.
Sarà mica per quello che la mamma del cretino è sempre incinta????
Insoma se le trasmissioni televisive filoberlusconiane ( Paragone-Socci-Belpietro )non le giarda neanche un cane, e se i quotidiani “amici” del silvio sopravvivono di sovvenzioni statali oppure come nel caso del Giornale grazie al silvio che direttamente ne copre i bilanci fallimentari ( 20 milioni di euro all’anno di passivo ) non è colpa dell’incompetenza e del dilettantismo imperante nel centrodestra, ma del fatto che “non esiste un pubblico adatto”?
Se il problema fosse quello non ci sarebbe motivo per l’esargerata preoccupazione che Zamax dimostra nei confronti dell’informazione targata di sinistra, se simili trasmissioni le guardano solo ersone già schierate, e quindi non hanno nessuna influenza sull’opinione pubblica e sull’elettorato, non sono assolutamente un costo per il cotribuente dato che raccolgono introiti pubblicitari molto maggiori al loro costo di produzione, e occyupando poche ore settimanali non impedirebbero assoluatmente a giornalisti “amici” di esprimersi liberamente dove sta il problema che tanto disturba Zamax?