Sandro Bondi e Michelle Bonev: chi paga per il premio all’attrice?

25/11/2010 - Al ministero dicono di non saperne nulla. E lei: “Ho ricevuto tanti complimenti da Berlusconi” A pochi giorni dalla sfiducia individuale nei confronti del ministro della Cultura, si colora di particolari circostanze la vicenda di Michelle Dragomira Bonev e del

Al ministero dicono di non saperne nulla. E lei: “Ho ricevuto tanti complimenti da Berlusconi”

A pochi giorni dalla sfiducia individuale nei confronti del ministro della Cultura, si colora di particolari circostanze la vicenda di Michelle Dragomira Bonev e del premio conferitole da Sandro Bondi a Venezia. A parlarne oggi un po’ tutti i giornali; comincia il Fatto Quotidiano, che si interroga su chi ha pagato le spese di viaggio per i 32 che hanno assistito alla premiazione:

“Tutte le spese incluso il viaggio sono state a carico di chi ci ha rice vuto”. Terminato il secondo affondo da Est, dall’Italia non si sono più levate controrepliche. Il Fatto è in grado di produrre però una lettera di invito ufficiale del ministro Bondi al suo omologo bulgaro. È datata 25 agosto. Nell’eloquio Bondi si supera. Un elogio alla famiglia tradizionale: “Sono lieto di invitarLa alla cerimonia di consegna del premio speciale ‘Action for Wo m a n ’ (in realtà tutt’altra cosa, ndr), il film è stato scelto per l’attenta e inedita esplorazione (sic), da parte dell’univer – so femminile, delle dinamiche di una realtà in rapida trasformazione”. In coda, la perla: “Suggerendo come i rapporti all’interno della cellula familiare siano alla base di una nuova società aperta e attenta alla difesa dei diritti umani. In attesa di incontrarLa(…)”. Com’è noto, accadde già a Cannes a causa di D ra q u i l a , a Venezia Bondi non si recò. Se oggi cerchi il suo capo di gabinetto, Salvo Nastasi, il telefono squilla a vuoto. Quando risponde, è solo per attaccare immediatamente. Dalla Biennale, dopo un lungo inseguimento, fanno sapere “che nessuna spesa è stata affrontata per il film della signora Bone v”. E qualcuno sostiene che all’Hotel Cipriani (dove si è svolta l’etilica cena di gala per l’opera della Bonev) e in altre strutture del Lido (32 erano troppi per essere ospitati tutti alla Giudecca), abbia pagato tutto il facoltoso fidanzato della Bonev, un attempato imprenditore italiano. Nebbia. Chiedere al vice di Bondi, Francesco Giro di raccontare la trama di “Goodb ye Mama” e la notte del premio fasullo è come aprire un rubinetto. L’eloquio è senza controllo: “Le dico la verità, immaginavo peggio. Della Bulgaria purtroppo conosciamo altro, però il film, anche se ne ho visto solo metà, non è male. Molto meglio di tante porcherie italiane viste a Venezia, a iniziare dall’igno – bile film di Placido su Vallanzasca”. Si è divertito? “Una storia sui manicomi, non tanto”. Dell’ambito ludico, si occupa un ministero nel caos che rinnova ogni giorno, il proprio spettacolo.

Il Corriere della Sera invece ospita le parole della Bonev: “Non conosco il ministro Bondi, ma ho ricevuto i complimenti da Berlusconi”, dice a Fabrizio Roncone. Intanto, si scopre che alla premiazione presenziò il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna, visto che Bondi non poté intervenire. E nel frattempo sui giornali finisce l’intera storia:

Gian Antonio Stella gli dedica la sua rubrica su Il Corriere della Sera. Titolo: “L’aiutino (pubblico) non si nega a nessuno”. Tesi: è piena l’Italia di persone che hanno perso il lavoro, e si trovano in “drammatica difficoltà”, e magari sono arrivate ad ammazzarsi per la disperazione. “Il ministro – domanda Stella – potrebbe dare una consulenza a tutti?”. Visto come Bondi ha giustificato – parole indecenti, dice Stella – le consulenze in famiglia (“Ho aiutato persone in drammatica difficoltà”), non dovrebbe avere nulla da ridire. Anche L i b e ro si occupa della vicenda in prima pagina, ne L’Appunto di Filippo Facci. Che non esita a dire che “Bondi sta sistemando i suoi casini familiari a spese nostre”. E non dimentica di dire che la faccenda l’ha “scoperta Il Fatto Quotidiano”. Ricorda pure un altro particolare: quando il ministro fu bersaglio di un’interrogazione parlamentare “p e rc h é sul viaggio inaugurale del Frecciarossa si era portato il cane, Grisby”. Colonnino dedicato al figlio e all’ex marito dell’onorevole Repetti anche a pagina 11 de La Stampa.

 

5 Commenti

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  5. gea scrive:

    BEH, cara Dragomira, se hai ricevuto tutti questi complimenti da Al Pappone, allora c’è di che essere orgogliosi: lui è uno che se ne intende, sei di sicuro una grande attrice; oddio, da quel poco che mi è capitato di vederti, a me sembrava che facessi parecchio pena, magari è per questo che il ministro dell’incultura ti ha infilata tra i “casi umani”, però se SilvioPappone ti fa i complimenti, puoi stare tranquilla che un ruolo lo avrai sempre: magari nel lettone di Putin!!

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