Sogni e ricordi

09/11/2008 - “I pensieri sono come i miei occhi, in una nebbia incerta fissano ombre. A tratti recuperano un mondo nitido, ma poi si perdono in un biancore uniforme. Apro gli occhi e i miei pensieri si oscurano, li chiudo e nei

     
 

di

“I pensieri sono come i miei occhi, in una nebbia incerta fissano ombre. A tratti recuperano un mondo nitido, ma poi si perdono in un biancore uniforme. Apro gli occhi e i miei pensieri si oscurano, li chiudo e nei ricordi scintillano antichi bagliori di vita.”

“I pensieri sono come le mie gambe, corrono veloci tra scale ripide e luoghi sconosciuti. Solo uno slancio di coraggio, poi la paura mi riporterà a casa su strade battute nella mano di mia madre

“Nella nebbia ho visto un bambino, nel bagliore ho immaginato due gambe che corrono verso di me e si fermano. Chiudo gli occhi e il suo fiato, il suono della sua sorpresa mi scorrono nelle vene. Li riapro e lui è ancora lì che mi guarda stupito.”

“Nei miei sogni ho visto un vecchio, senza trono né spada: mi fissava con occhi azzurri e muti. Ho paura, ma la strada è ricca di promesse. Ho paura, ma quando tornerò sarò più forte.”

“I pensieri sono nel mio naso, nelle orecchie, nel mio tatto che sente ciò che lui sente. Scappa via bimbo innocente, da questo puzzo infernale, da questi stracci logori e indecenti che mi fanno da letto, da queste scarpe bucate che vanno a martoriare piedi che non vogliono più camminare.”

“I miei sogni sono nei suoi occhi, nelle mete che ha superato, nei sorrisi che li hanno illuminati, nelle sconfitte che hanno segnato il suo viso. Lui ha affrontato i draghi del mio sonno, lui ha cavalcato le tigriche mi aspettano all’angolo della notte, lui che immobile davanti a me, mi tende la mano.”

“I miei desideri si infilano nella mia mano, arrivano alle mie dita così avide di un viso umano. Il braccio passa nei buchi del mio vestito e si avvicina tremante al culmine della paura, al termine del mio vagabondare, indifferente agli altri e agli altri indifferente.”

“I miei pensieri sono nei suoi occhi, nelle mani che hanno toccato il mondo. I miei sogni entrano nelle dita che si stendono, fino a cercare il cuore del vecchio.”

“La mia testa è nelle scale, il mio cuore batte all’unisono con questo tempo vigliacco che anche oggi mi ricorda che non sono nessuno. I miei desideri sono quelli del tedoforo, di arrivare vivo alla meta e poi morire da eroe, prima che qualcuno mi dia un’altra corsa. 
Oggi le lancette mi danno una tregua. Si sono fermate, e con loro tutto il mondo. Oggi le ali consunte mi hanno portato davanti ad un vecchio e un bambino che si stringono la mano.
Cerco di separarli ma le loro dita sono nel marmo, nei loro sguardi immortali è scavato un sorriso. Io sono l’abbraccio, io il bambino che sogna, io il vecchio ormai cieco, io sono, in questo momento, in bilico tra le promesse dell’innocenza e gli ultimi rimpianti di chi ha sprecato la vita.”

     
 

3 Commenti

  1. Lucia scrive:

    I sogni si confondono e si mescolano con la realtà!

    “Il sogno è la spia di un inquietudine che ci attanaglia”(eduardo de filippo).

  2. marblestone scrive:

    In questo caso è un uomo che vede una statua di un bambino che da la mano ad un vecchio barbone in un parco e nel suo tran tran quotidiano si chiede chi sia veramente diventato lui ora. Ma è un istante, è un sogno, e un vedersi passare avanti i suoi ricordi.
    E non sapere da che parte continuare a correre.
    Grazie per la citazione di Eduardo, ho letto tutte le sue opere e penso che sia il vero genio della letteratura del novecento

  3. Lucia scrive:

    ed io le sue opere le recito! :)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie