Obama ha vinto, e con lui il sogno di un mondo intero. Che però un giorno dovrà svegliarsi, e fare i conti con la realtà
Controcorrente è la rubrica periodica di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Warning: può causare allergie, nausee, sonnolenza e dare assuefazione.
“Dicono che siamo arrivati qui 40.000 anni fa, ma in realta’ abitiamo questa terra da molto, molto piu’ tempo. Siamo qui dall’inizio, dal Tempo del Sogno dei nostri Antenati Creatori”. Nella narrazione mitologica degli Aborigeni Australiani tutto risale al Tempo del Sogno, quando in una landa spoglia e buia, forgiati dalla loro stessa Eternita’ sorsero gli Antenati: al contempo uomini, piante, animali. Muovendosi, accampandosi, cacciando attraverso il Sogno, per mezzo del Canto essi animavano e davano una forma ad ogni cosa: formiche, canguri, lucertole, serpenti, piante, colline, fiumi, il fuoco, i cieli e i clan. Quando tutto il l
Mondo fu visitato e tutte le sue forme furono cantate, gli Antenati spossati si ritirarono in sonno nelle profondita’ della terra. Gli Eredi vivono allo scopo di trasmettersi di generazione in generazione il ricordo del Tempo del Sogno. Ne ritmano i Canti che narrano la Via sulla Terra dell’Antenato; a loro volta le “Vie dei Canti” tutte assieme costituiscono la mappa della creazione del Mondo intero, collegando tutto in un complesso reticolo di relazioni. Cantare il Sogno significa rigenerare il Mondo. Ogni Clan possiede il Canto del suo Antenato, esso e’ proprieta’ e identita’: perderlo, dimenticarlo o farselo “rubare” e’ inconcepibile, e’ peggio della morte. La Terra non appartiene all’uomo, esso appartiene alla Terra ed esiste allo scopo di mantenerla “viva”, cantando e tramandando il Tempo del Sogno.
THE ONE - Ci e’ sovvenuto il bellissimo Mito degli Aborigeni nella lunga notte del 4 novembre, soprattutto nel sentire le voci eccitate e gli occhi lucidi del mainstream media autoreferenziale. Lo stesso mainstream che ora sta rimuovendo dalle prime pagine il nuovo pesante crollo delle Borse che ha salutato l’Eletto, avete notato? Bene, secondo le folle osannanti, siamo finalmente tornati anche noi Occidentali nel Tempo del Sogno; Obama, “The Chosen One”, è colui che riforgera’ il Pianeta (oltre al PD italico) in nome e per conto di tutti gli uomini di buona volonta’. Non stiamo ironizzando o rosicando il trionfo obamiano, tutt’altro – non avremmo scelto il parallelo con qualcosa, “Le Vie dei Canti”, di cui viviamo il profondo fascino. Questa vuole essere una sorta di Concession personale al nuovo Presidente che desideriamo riconoscere e relativamente al quale vorremmo spiegare, in primis a noi stessi, il perchè della vittoria del Sogno sulla dura realta’. Obama dopotutto ci sta pure simpatico: possiede il phisique du role, tra alti e magri ci si capisce al volo; e poi quella vecchia simpatica canaglia riformista di John McCain, il male minore, a dire il vero noi non lo s’e’ mai digerito del tutto – a parte quando ha scelto Sarah Palin come VP scatenando il panico nel mainstream e nella sua squadra. Di fatto Obama come Berlusconi (si parva licet) e’ riuscito a fare appello al desiderio piu’ che alla ragione, alla pancia e piu’ sotto che al cervello. Entrambi hanno fatto leva sui “fallimenti” dei loro predecessori e su una non meglio dettagliata speranza, il famoso “Change”: liberista o statalista, protezionista o pro-mercato? Boh si vedra’… Non per caso stava tutto in sei paginette sei il “programma” del Cav. e “sotto il carisma poco o niente” per The One. Attenzione, non vogliamo criticare Mister President: e’ cosi’ che si vince oggi. Benvenuto Dream Time, bentornati leader carismatici; finite le Fedi Trascendenti accogliamo
fiduciosi gli Uomini del Destino, alla cui leadership carismatica affidarci nei momenti cupi. Tanto siamo in democrazia no? Se sbaliano, li corigeremo …
VINCERE CONTRO IL SOGNO – Avrebbe potuto mai farcela John McCain contro cotanto sfoggio di carisma alla Cav. anzi di piu’, avverso la potenza del Sogno impersonificato? Difficile, forse impossibile. Il Nostro aveva puntato sul suo curriculum di eroe e di politico indipendente, sulla proven experience, fatto che doveva differenziarlo da Obama ma anche da Bush, prova vivente dell’adagio che i migliori piani non reggono a dieci minuti di campo di battaglia (nel caso del presidente in carica fu il 9-11). Purtroppo, come accadde a Veltroni con Prodi, hai voglia per il vecchio eroe tentare di smarcarsi dal passato, vera o presunta che fosse la continuita’ delle sue idee con quelle di Bush. In realta’ un paio di opportunita’per prevalere McCain le avrebbe anche avute. La prima fu il citato vetting della Palin, che di fatto lo catapultò in testa nei sondaggi pre crisi finanziaria. Il controverso ma potente appeal della Governatrice dell’Alaska (ricorderete il dibattito vicepresidenziale più seguito della storia) non fu volutamente sfruttato dai consigliori riformisti del candidato, per incapacita’ o paura dell’ombra che Sarah rischiava di proiettare sull’arzillo sosia di Chaplin. Così l’han lasciata in pasto al mainstream porco e sciovinista, quello che traccia il solco secondo le migliori tradizioni Cederniane.



Ideologia e Utopia. Il pensiero ideologico è carico di una realtà imperfetta e errata. E’ compito dell’ideologia opposta e del suo reale, completare l’irrealtà dell’altra. Obama è post-ideologico, in fondo un arma spuntata del Novecento, questa forma di pensiero. Per questo fa paura. Lui non sfonda la porta di ”Chi l’ha visto”. Lui bussa. Il potere dell’intelligenza. ”Siedi sulla sponda del fiume. Vedrai passare il cadavere ( ideologico ) del tuo nemico ( Bush, che spero non torni in Italia neanche da turista )”. E così fu. Ciaoooooooo.
Post ideologico, concordo.
Nel senso che nei suoi primi quaranta anni ha elaborato il suo super edipico conflitot col padre mai visto e quindi con il suo black heritage più sognato, più culturale che reale (il suo libro “Dreams of my Father: an story of Race and Inheritance”). Dopodchè, risolto il tema, ha molllato gli ormeggi.
mi piace qusto suo journey, perchè profondamente Identitario. E chi ha una identità forte non è mai mio nemico, lo è chi vuole estirpare la mia.
Quanto a Bush, tra dieci anni riconosceranno tutti la sua opera ingrata ma fondamentale. Sempre se esisterà ancor auna identità Occidentale. Semrpe disposto a stringere la mano a uno che non è rimasto a farsi le seghe dei Congressi e delle Mozioni, ma ha affrontato e gestito l’Incubo.Bene o male so’ giudizi personali: si stima il Reduce, da qualunque parte si sia trovato rispetto all’imboscato, comunque la pensi.
Ciaoooo
Einstein nella fisica
Chanel nella moda
Maradona nel calcio
Rasputin nell’esoterismo
Nash nella teoria dei giochi
Rubik nei rompicapo tridimensionali
Eisenberg nella teoria della fisica
Jarry nel dada
Fleming nella batteriologia medica
Abramo nell’etno-teologia
Mosè nella teoria dei movimenti religiosi arcaici
Cristo nelle religioni redentive
Picasso nella figuratività artistica
Newton nell’esemplarità della serendipity
I Fratelli Lumiere e Guttenberg nella pratica dello schumpeterismo
Gandhi nello sciamanismo non violento
Churchill nella cinica del politico
Borges nella cecità talentuoso postmoderna
Lutero nella sovversione teoretico istituzional
teologica
Obama nella trasnazionalità postpolitica
Solo tra cento anni conosceremo la portata del suo messaggio. Sospendiamo il giudizio GENTI a tipi come lui non si conviene.
AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA.
Eia, eia …non servirà…Vecchio Spengler! Anche le identità forti, hanno fatto il loro tempo. Servono gli ”eroi” del pensiero ”debole” ( lasciamo stare il Gianni Vattimo). Nel senso dell’abbassamento dell’intensità identitario autoidentificativa, del pensiero come tale ( tipo Novecento di Baricco: lui suona, all’esterno il tempo transtorico). Essere ”marrons glacè” può esserne la premessa utopica ”visibile”. Non è il postfascismo o il ”blind-liberism”, la realtà chimico ”inorganica” contrapposta, che sopperirà alla sua ( di Barack Obama ) naturale dose, di irrealtà post-moderna. E’enigma ancora nella mente di Bartezzaghi, il suo ”cursus ad honorem”. Figuriamoci quando lasceranno gli ormeggi, i solutori-osservatori, ancora da divenire, in questo ”cross-words ” senza schema”. CIAO
Ahooooooooo che peyote ve fate ????che ce provo anch’io….! !?
Tutti sti post neo blind ma de cheeee ahooooooo! ????
Meglio imboscato così mi risparmio di fare il reduce. Da uno che non ha fatto il militare
…..abr commenti 1!? Aggiorniamo please?
@gassoso: non ti pare de esagerà un filo? Sospendiamo ‘sto culto della personalità gente, lo dico per voi, porta rogna.
@ bazooka: nonconcordo. Le donne, abili conservatrici delle pulsioni naturali basiche, cercano ancora cazzuti dal pensiero “forte” (che non vuol dire disarticolati monoliti ignoranti e privi di grazia) non mezzeseghe bariquè.
Obama vince perchè convince con il suo carisma e QUINDI può permettersi di portare un messaggio inconsistente e per certi versi contraddittorio; non è dato l’assurdo che essendo “debole” ALLORA è carismatico!
Quanto al “cursus ad honorum”, fortunato lui: a me s’informano sempre su cosa ho GIA’ fatto prima di affidarmi un nuovo incarico, lui invece comincerà a “far danni” dal posto più in alto che c’è???
@redmail: ‘a Ungaretti ermetico, si c’hai qualcosa da dì ner merito dilla, sennò tacila!
@bazooka: ho anche una vita “vera”, posso?
Da che pulpito! Palazzo Venezia ospitava ”maestri” delle elementari con manie di grandezza. Dalle aste all’ ”asta ( eh! eh! eh! solo quello ). Sovente il fatto è portatore come in storiografia dell’occhio della storia. E ci sono fatti e personaggi che sono come dice il proverbio già ‘IN SE’ delle DATE. ‘Born at fourth ok november’ the indipendence DAY from Bush’s powership ( FORSE CHE FFFFORSE ALBANE’! ). Berlusconi e Veltroni saranno studiati sul complemento di Storia Contemporanea dei Licei degli Sfigati. BARACK è già nell’empireo come sangue misto al governo del mondo. Mai prima negli USA ( c’è un ebreo in sedicesimo in Francia un tantino bullo e fascio ma non ha il suo RESPIRO e sembra ‘te cupa’). Già le sue figlie sono più blacks, direbbe il mondo wasp degli incappucciati di LUI. Essendo Michelle ‘pura nigrizia’(per parafrasare il Magazine del Cattolic ‘Correct’). E saremmo di nuovo a dire ‘black too much nooo bbbene’ ( parole di BARACK from his interwiew in TV ). E’ il primo uomo del secolo sopra l’assoluta attuale mediocrità mondiale di classe ‘dirigente’. Comunque vada sarà un SUCCESSO direbbe Pierino la peste Chiambretti. Bon nuit a los enfants d’Ancienne Regime (de Vichy ‘sperabile’ le parfum)!!!
@gassoso: peyote …de quello bono però! Anvedi
@redmail: ha ragione abr spiegati ”?????”
@abr1:e chi ta detto niente second life è solo sul web
@abr2:a) no, vuor dì’ proprio quello.
b) mejjo de Teodoro Buontempo.
c) insicurezza da colloquio d’assunzione
con scarso curriculum. Lui se già pas=
sato tutta l’Adecco Stato per Stato.
Assunto senza fellatium Carfagnica.
Invidiatelooo!
@gassoso: siamo alle solite contrapposizioni: più in là di dex sin non si riesce a paensare.
Là in America, secondo i tuoi stad. di analisi, TUTTO fa storia.
Senza “provocarvi” con Reagan l’ex attore o esaltarvi con Kennedy il cattolico, ricordo solo Nixon: a venticinque anni dormiva all’aperto sotto gli alberi nei campi californiani dove raccolgieva arance per campà.
Laggiù tutto è storia secondo la tua ottica.
La differenza è che la STORIA lì la fa la GENTE. La differenza non è tra Obama e gli altri ma tra LORO e NOI.
Qualcuno ha scritto che a noi servirebbe non tanto un Obama, quanto gente pronta ad affrontare il change con energia e coraggio: “yes we can”.
Well, il problema qui è che contrariamente agli americani siamo popoli anagraficamente sempre più VECCHI (cfr. mio precedente “controcorrente” sulla GENERAZIONE Y), deboli e accidiosi.
La differenza nei riguardi della storia non la fa l’Obama o il Cav., la fa la gente e le sue dinamiche demografiche.
Chiaro poi che nei sussidiari tra 50 anni si parlerà di loro, ma in quelli attuali si parla pure di Hitler, Stalin e Gengis Khan …
@bazooka: Buontempo?! Anche tu, pur sufficientemente folle come il sottoscritto, non riesci a liberarti dagli schemi triti e ritriti dex sin. Forza, serve un colpo d’ali, altro che menarsela ancora col Che!!!
Per giudicare l’America bisogna andà oltre, arrivare alla comprensione di persone che rischiano la pelle contro Hitler e due ore dopo contro Stalin: fascismo e socialismo come le due facce della medesima realtà europoide, fatta di masse infiammate e individualismi schiacciati. Se percepisci questo, allora ci sei: fuori dagli scheiramenti europoidi, tutto ti sembrerà chiaor come non mai dall’altra parte dell’Oceano.
Obama NON E’ il rappresentante di un riscatto razziale o di idealsmi, come Nixon non lo era di uno sociale: sono individui, giudicati come giustamente dici per quello che individualmente valgono.
Qui stava la mia nota sul curriculum – guardati il tuo ragazzo, è evidente che hai avuto poche occasioni di presentarlo sinora: che sei, un figlio di papà?
Reagan stesso, il più atipico dei presidenti sinora in termini di background, tutto sommato i suoi anni di governatore li aveva (ben) spesi. Barack nulla di nulla, vuoto pneumatico.
Il rischio che vedo in ciò è, più che facia cazzate (non escluso) è una “europeizzazione” del sentire americano: ‘sto qui è più un politico che un Amministratore, scelta tipicam dei pitecantropi europoidi; sta a vedere, mi sto dicendo, che anche là la gente per paura del futuro cupo à diventata scema, pronta come qui a seguire in massa i pifferai magici (o i “Sol dell’Avvenire” o le svastiche, uguali sono)?
Penso che tu abbia detto cose giuste, per l’evidente mi par di capire, tua esperienza di cose americane, dal di dentro della situazione. Mi spiego meglio. Essendo tu vissuto la un tempo abbastanza importante, per lavorarci e capirli questi yankees ( si scrive così?). E tutto ciò va a tuo merito. Sul discorso curriculum? Si sono un figlio di papà ( che tra l’altro non ho mai capito che vuol dire tranne a differenziarmi(ci) dai figli di mammà, ma siccome i figli si fanno in due, le perifrasi non mi piacciono, preferisco ”fijjo de na mignotta”). Sono disoccupato dall’anno della laurea (2002). Me ne fotto di esserlo perchè il panino me lo passano e mi basta. Quando non l’avrò più ci penserò. Vivo alla giornata. E non mi sento in colpa come un mio amico una volta mi disse, sull’effetto del non lavorare. Ho fatto solo lavoretti in passato. Io leggo, ascolto musica, vado al cinema ( detesto le discoteche e le donne). Faccio sport: sci e tennis. E tempo fa scopavo pure con le zoccole. Col mio unico amore tanti anni fa, solo pomiciate. Non volevo mettermi nelle grane col sesso. CIAO
Hai ragione è una dicotomia ancora abbastanza importante destra e sinistra, troppo. Lo stesso Norberto Bobbio di cui sono un cultore gli ha dedicato uno dei suoi ultimi saggi ”Destra e Sinistra”, Ragioni e significati di una distinzione politica, collana saggine , Donzelli pgg.90 , 1994. Ti posto alcuni stralci dai risvolti di copertina:
Parole chiave del nostro linguaggio politico, ”destra” e ”sinistra” stanno sperimentando negli ultimi tempi una curiosa sorte e una contrastata fortuna. Mai come oggi,la tradizionale distinzione del campo politico, invalsa almeno da due secoli, viene da più parti contestata, e considerata come una contrapposizione che avrebbe ormai fatto il suo tempo e che non avrebbe ormai alcun senso, posto che mai ne abbia avuto uno(…). E dopo aver preso in esame le ragioni dei contestatori, ridefinisce l’essenza più intima della distinzione: essa consiste nel diverso atteggiamento che le due parti, il popolo di destra e il popolo di sinistra, sistematicamente mostrano nei confronti dell’idea di uguaglianza. Naturalmente, eguaglianza e diseguaglianza sono concetti relativi: ne la sinistra pensa che gli uomini siano in tutto eguali, ne la destra pensa che essi siano in tutto diseguali. Ma coloro che si proclamano di sinistra danno maggiore importanza, nella loro condotta morale e nella loro iniziativa politica, a ciò che rende gli uomini eguali, o ai modi di attenuare e ridurre i fattori della diseguaglianza; mentre coloro che si proclamano di destra sono convinti che le diseguaglianze siano un dato ineliminabile, e che in fin dei conti non se ne debba neanche auspicare la soppressione( sintesi di casa editrice sul testo di Bobbio )(…)” Guardando le cose con un certo distacco, non mi sono mai posto il problema di darne anche una valutazione. Non mi domando chi ha ragione e chi ha torto, perchè non credo sia di qualche utilità confondere il giudizio storico con le mie opinioni personali. Anche se non faccio mistero, alla fine, di quale sia la mia parte” (il virgolettato è dell’Autore). Ma io non sono Abr ”Rinc”:) di sinistra predigerendo nulla per usare le tue parole. Non penso ci sia in fondo nel nostro fare di uomini troppo metabolismo, o almeno a me piace molto pensare così. Tu sei di destra ma hai un forte senso della giustizia sociale ( lo si capisce leggendoti ) quindi con te Bobbio ha un po’ scivolato ( e perchè no anche, i ”totem” hanno le loro crepe lo scrivo complimentandomi con te). Cioè voglio dire, si è liberi pensatori tutti ( in libero Stato ) ed è giusto sia così. E se tu pensi che la ”sauna jacuzzi” sia ok non devi per forza aver letto che so Julius Evola e io se penso che due bambini debbano avere entrambi il diritto a una macchinina a testa, non devo per forza aver letto o leggermi in futuro ”Il Capitale”. Esiste anche evviva, si evviva lo ripeto, un favoloso atteggiamento naturale. ps: ah! dimenticavo. Per ciò che riguarda l’universo femminile, non sono un anaffettivo, un maniaco sessuale o un misogeno, se hai capito in quel senso, sono semplicemente un solitario un po’ contemplativo, un po’ acratico delle passioni e dell’amor cortese, non reputando l’Amore ( quello vero ) una libera risorsa, tutto lì… e almeno quella non è ne di destra ne di sinistra direbbe Walter. CIAO ;
Nixon vendeva le arance? Figurati! Quando usciva da ”White House” l’FBI contava l’argenteria. Per tacere del Watergate. Va bene anti mainstream…ma non cecato!!! Alla prossima
Bazooka 1, sei un grande: l eputtane non si pagano perchè stiano con te, ma perchè, una volta fatto, se ne vadano
Bozooka 2: possiedo quel libercolo di Bobbio. Lo ritengo uno delle mappe che continuano a mettere la sinistra fuori strada. O forse il contrario: un indicatore autorevole di quanto sia fuori strada la sinistra, fate vobis.
Del resto della tua considerazioe (e ti ringrazio per i punti in cui, cosa rara quaggiù, esprimi rispetto per uno che forse la pensa diversamente da te), tento di riassumerla così per la mia comprensione:
esistono percorsi individuali distinti, ma esiste anche una “legacy” culturale che porta a raggruppare il pensiero di molti in aree (parzialmente) sovrapponibili.
Ecco, se è così, a questo aggiungo che non esistono “universali culturali”: è vera la raggruppabilità degli approcci ideali ai temi della convivenza umana nella poleis, ma come in natura la differenziazione in specie avviene causa ISOLAMENTO delle popolazioni (non a causa delle mutazioni casuali e della sopravvivenza del più adatto come insegnano ancora oggi a positivismo finito), così i percorsi culturali occidentali si sono differenziati nel tempo ai due lati dell’Oceano.
Okkio quindi, ribadisco, a giudicare la politica americana con le categorie europee.
Vale
@gas.: Nixon, autentico figlio della Grande Depressione, da giovane sopravviveva raccogliendole le arance. Se le cose non le sai, salle!
Il Watergate poi: la migliore delle operazioni di killeraggio politico losche e mistificatorie tipiche del W.Post, il giornaletto che candidamente ha ammesso ieri di aver gestito un significativo “bias” nelle notizie a favore di Obama durante il periodo elettorale.
As a consequence, Nixon si ricorda per quella cazzata (Kennedy trattava con i sindacati dei camionisti gestiti dalla mafia, giusto per mettere le cose nel loor contesto: la politica dwl rsto è sangue e merda, per tutti non solo per i Reps.), invece di essere ricordato come l’uomo che aprì la Cina di Mao al mondo in funzione antisovietica.
Fu la mossa diplomatica più artida e di successo dai tempi di Marco Polo (Mao adorava Nixon quanto disprezzava Krusciov e Breznev), oppure per il nuovo ordine economico mondiale post Bretton Woods, che ha retto per più di trenta anni.
Se le cose non le sai …
A be se la metti così ( !? ). E cosa ci facevano tutti quei microfoni ‘????’…radioamatore su frequenze ardite ‘???’ Boh! Poi si sono daccordo sulla Cina …ma non fu Kissinger.Le cose le seppi.:)
Libercolo????????????
Si poi ci sono anche quelle che sono puttane e restano tali : ) : )
Sull’ideologia non compartimentata se non in qualche modo ”artificialmente” hai ragione. Ciao Valerio
PS: Fortuna che tengo d’occhio la cronologia se no non ti avrei risposto quasi one day after. Ovviamente tu lavori e non puoi stare tutto il giorno attaccato al computer come me! Riciao e al prossimo pezzo.
…nel senso che non se ”vanno” dal fatto di rimanere puttane volevo dire sorry. See read next track. RICIAO ancora
Baz., libercolo nel senso che per me e’ “deviante” (a prenderlo come oro colato; come controcanto consiglierei “rosso e nero” di DeFelice).
Quanto al rimaner puttane, una certa qual dose residua in tutte per me e’ buona e fa bene: c’e’ chi sostiene ad esempio che gli uomini mediorientali siano scarsi dal punto di vista competitivo sportivo perche’ poco abituati a competere per … quella cosa la’ (aspettano il matrimonio combinato dalla famiglia e poi la segregano).
Riciao Bazooka alla prossima
Gas.: fu Kissinger a progettasre ed eseguire, volevi dire? Si ma mica era il presidente, lavorava PER e CON Nixon.Che prendeva l’ultima decisione. La grandezza di un comandante sta (soprattutto) nel sapersi scegliere i collaboratori.